La Partita IVA dello streamer serve quando lo streaming viene svolto in modo abituale e con finalità economica. Con ATECO 2025, per chi produce e pubblica professionalmente contenuti video digitali e live, il riferimento principale da verificare è 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi. Le note ISTAT includono espressamente i video content creator, i vlog e i video podcast.
Il codice non va però scelto in base al nome della piattaforma. Uno streamer su Twitch, Kick, YouTube Live o altre piattaforme può avere ricavi da abbonamenti, pubblicità, sponsor, affiliazioni, donazioni/tip, prodotti e collaborazioni promozionali. Quando prevale l’influencer marketing può diventare rilevante il codice 73.11.03; quando l’attività assume natura imprenditoriale o artistica possono cambiare anche previdenza e adempimenti.
Partita IVA streamer: risposta rapida
- ATECO 2025 principale da verificare: 59.11.00 per produzione di contenuti video digitali;
- influencer marketing: 73.11.03 solo quando l’attività principale è una vera attività promozionale basata sull’influenza verso la community;
- forfettario: possibile se sono rispettati requisiti e cause di esclusione;
- coefficiente di redditività: 67% per l’attività ricondotta alla divisione 59 nell’attuale disciplina transitoria;
- previdenza: può essere Gestione Separata, Gestione Commercianti o FPLS in base al modo concreto in cui viene esercitata l’attività;
- Gestione Separata 2026: 26,07% per il professionista senza altra previdenza obbligatoria e 24% nei casi previsti;
- piattaforme: Twitch, Kick, YouTube Live e altre non determinano da sole il codice ATECO;
- ricavi: sub, ads, sponsor, affiliate, tip e altri flussi vanno classificati e documentati separatamente.
Quando uno streamer deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA va valutata quando lo streaming è svolto con continuità, abitualità e organizzazione. Un calendario regolare di live, la costruzione stabile di una community, la monetizzazione ricorrente, la ricerca di sponsor e la presenza continuativa sul mercato sono tutti elementi che indicano un’attività professionale.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro sotto la quale uno streamer abituale può lavorare sempre senza Partita IVA. La cifra dei 5.000 euro riguarda specifici aspetti contributivi del lavoro autonomo occasionale e non sostituisce il criterio fiscale dell’abitualità.
Si può fare streaming senza Partita IVA?
Uno streaming amatoriale senza monetizzazione o una singola attività realmente occasionale può restare fuori dall’esercizio professionale abituale. La situazione cambia quando le live diventano regolari e vengono monetizzate attraverso più fonti.
Sub, revenue sharing, sponsorizzazioni, advertising, link affiliati e pagamenti diretti sono segnali che l’attività deve essere analizzata come vera attività economica, anche quando i primi importi sono contenuti.
Qual è il codice ATECO 2025 dello streamer?
Per lo streamer che produce contenuti video digitali il primo codice da verificare è 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi.
Le note ufficiali ISTAT includono espressamente nella voce:
- produzione di film, video e programmi audiovisivi;
- produzione di filmati pubblicitari;
- produzione di opere audiovisive animate;
- produzione di vlog;
- produzione di video podcast;
- attività di creatori di contenuti video digitali.
La fonte primaria è la struttura e note esplicative ATECO 2025 di ISTAT.
Perché 73.11.03 non è automaticamente il codice dello streamer?
Il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing riguarda chi conduce campagne di influencer marketing. ISTAT esclude espressamente da questa voce le attività dei video content creator, rinviandole al 59.11.00.
Quindi uno streamer non dovrebbe scegliere il 73.11.03 solo perché ha sponsor o promuove occasionalmente prodotti. Occorre capire quale attività genera il valore economico principale: produzione di contenuti video oppure campagne promozionali basate sulla propria influenza.
Quando può servire anche ATECO 73.11.03?
Se le campagne con i brand diventano una componente autonoma, abituale e rilevante rispetto alla semplice produzione di live e video, può essere necessario valutare il 73.11.03 come attività principale o secondaria.
Per esempio, uno streamer che produce regolarmente live ma vende anche pacchetti promozionali, product placement, endorsement e campagne strutturate può avere due attività economiche da classificare separatamente.
Streamer e content creator sono la stessa cosa?
Lo streamer è una delle figure comprese nella categoria più ampia dei content creator. La sua caratteristica specifica è la produzione e diffusione di contenuti in diretta o quasi in diretta.
Il content creator può invece lavorare con testi, fotografie, video, podcast o altri formati. Per il quadro generale consulta la guida APIVA sulla Partita IVA del content creator.
Streamer e influencer: differenza fiscale
Uno streamer può essere anche influencer, ma non automaticamente. Se il ricavo deriva principalmente dalla produzione e monetizzazione dei contenuti video, il 59.11.00 resta il riferimento principale da verificare. Se invece il valore economico deriva soprattutto dalle campagne promozionali verso la community, il 73.11.03 può diventare centrale.
La guida APIVA sulla Partita IVA influencer approfondisce il secondo caso.
Twitch, Kick e YouTube Live cambiano il codice ATECO?
No. La piattaforma è il canale attraverso cui viene distribuito o monetizzato il contenuto, ma non decide da sola il codice ATECO.
Uno streamer può utilizzare contemporaneamente Twitch, Kick, YouTube Live, TikTok Live o altre piattaforme mantenendo lo stesso inquadramento quando l’attività economica resta la produzione di contenuti video digitali.
Twitch ha già una disciplina specifica su APIVA?
Sì. La guida Twitch e Partita IVA approfondisce gli aspetti legati a sub, Bits, DAC7, entità contrattuale e fatturazione verso la piattaforma.
Questa guida, invece, riguarda la professione dello streamer indipendentemente dalla piattaforma e serve soprattutto a chiarire ATECO, previdenza e combinazione delle diverse fonti di reddito.
Come si tassano abbonamenti e sub?
Gli abbonamenti e le quote riconosciute dalle piattaforme sono ricavi o compensi dell’attività quando derivano dalla monetizzazione abituale del canale. Bisogna verificare chi è il soggetto contrattuale che riconosce il pagamento e quale documentazione fiscale deve essere emessa.
Il payout netto ricevuto sul conto non è sempre il dato sufficiente per ricostruire il ricavo fiscale: commissioni, trattenute e conversioni di valuta devono essere lette insieme ai report della piattaforma.
Bits, tip e “donazioni” sono sempre esenti?
No. Chiamare una somma “donazione” non basta per renderla fiscalmente irrilevante. Se il pagamento è collegato alla community, consente vantaggi, attiva messaggi, contenuti, priorità, accessi o altre utilità, può essere collegato all’attività economica dello streamer.
Le vere liberalità devono essere distinte dai corrispettivi o dalle somme ottenute nell’ambito dell’attività professionale. PayPal, Stripe o altri intermediari di pagamento non decidono la natura fiscale del flusso.
Come si trattano i ricavi pubblicitari?
La quota riconosciuta dalla piattaforma per la pubblicità visualizzata durante live o video rappresenta una distinta fonte di monetizzazione. Va documentata secondo il contratto con la piattaforma e concorre ai ricavi o compensi dell’attività.
Quando la controparte è estera occorre inoltre verificare territorialità IVA, VIES quando applicabile e corretta emissione della fattura.
Sponsorizzazioni e brand deal
Una sponsorizzazione può prevedere menzione del brand, inserimento grafico, product placement, codice sconto, live dedicata o altre prestazioni promozionali. Se queste collaborazioni diventano strutturali, vanno separate dalla semplice monetizzazione della piattaforma.
È proprio qui che può diventare necessario valutare il codice 73.11.03 per influencer marketing come attività secondaria o prevalente.
Affiliate marketing dello streamer
Lo streamer può ricevere commissioni tramite link o codici affiliati. L’affiliate marketing non deve essere automaticamente assimilato alle sub o ai ricavi pubblicitari della piattaforma.
Se diventa una fonte stabile e autonoma, occorre verificare se l’attività presenta caratteristiche commerciali ulteriori rispetto alla produzione di contenuti.
Merchandising e vendita di prodotti
La vendita abituale di magliette, accessori, prodotti digitali o altri beni può introdurre una vera componente commerciale. In quel caso il solo ATECO 59.11.00 potrebbe non descrivere l’intera attività.
Bisogna valutare eventuale e-commerce, Registro Imprese, Gestione Commercianti e codice ATECO aggiuntivo sulla base di come vengono effettuate le vendite.
Cosa dice l’INPS sugli streamer?
La circolare INPS n. 44/2025 include espressamente streamer, youtuber, influencer, podcaster e altri creator digitali nella propria analisi previdenziale.
L’INPS non assegna automaticamente tutti i creator alla stessa gestione: valuta come l’attività viene esercitata e organizzata.
Quando lo streamer usa la Gestione Separata?
Quando l’attività viene svolta come prestazione personale e professionale, senza una struttura organizzata con caratteristiche d’impresa e senza un’altra gestione previdenziale specifica, può trovare applicazione la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota complessiva per i liberi professionisti non pensionati e privi di altra previdenza obbligatoria è 26,07%. Per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra forma pensionistica obbligatoria si applica il 24% nei casi previsti.
La fonte è la circolare INPS sulle aliquote Gestione Separata 2026.
Quando può servire la Gestione Commercianti?
Se l’attività assume caratteristiche imprenditoriali, con organizzazione di mezzi, struttura commerciale e attività economiche che vanno oltre la prestazione personale del creator, l’INPS indica che può diventare rilevante la Gestione Commercianti.
Non bisogna quindi decidere la previdenza guardando soltanto il codice ATECO. Conta come lo streamer organizza concretamente il lavoro e da quali attività derivano i ricavi.
Quando può entrare in gioco il FPLS?
Il Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo può diventare rilevante quando la prestazione concretamente resa rientra tra le categorie artistiche o dello spettacolo soggette al Fondo.
Non ogni live è automaticamente spettacolo ai fini previdenziali. Occorre analizzare la singola prestazione, soprattutto nei rapporti commissionati da brand, produzioni o soggetti che richiedono una vera performance artistica o promozionale.
Lo streamer può usare il regime forfettario?
Sì, se opera come persona fisica, rispetta i requisiti previsti dalla Legge 190/2014 e non ricade in una causa di esclusione.
Il limite generale dei ricavi o compensi dell’anno precedente è 85.000 euro. Se lo streamer ha più fonti o più codici ATECO, i ricavi e compensi devono essere considerati complessivamente secondo le regole del regime. Consulta i requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività dello streamer?
Per l’attività ricondotta alla divisione 59, nell’attuale disciplina transitoria del regime forfettario, il coefficiente è 67%.
Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti basati direttamente su ATECO 2025, continuano ad applicarsi quelli dell’Allegato 4 della Legge 190/2014 individuati tramite il codice corrispondente della precedente classificazione.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Supponiamo uno streamer professionista in regime forfettario, inquadrato in Gestione Separata, con 30.000 euro complessivi di compensi e ricavi riconducibili all’attività professionale.
- compensi: 30.000 euro;
- coefficiente di redditività: 67%;
- reddito forfettario lordo: 20.100 euro;
- contributi indicativi al 26,07%: circa 5.240 euro;
- base fiscale dopo la deduzione dei contributi: circa 14.860 euro;
- imposta sostitutiva al 15%: circa 2.229 euro;
- imposta al 5%, se spettante: circa 743 euro.
L’esempio vale solo per lo scenario professionale in Gestione Separata. Se lo streamer è inquadrato come impresa commerciale o se per alcune prestazioni rileva il FPLS, il calcolo cambia.
Come fattura uno streamer?
La fattura deve seguire la natura del ricavo e identificare correttamente la controparte. Una piattaforma, un brand italiano, un’agenzia UE e un cliente extra-UE non devono essere trattati automaticamente nello stesso modo.
Per le piattaforme estere è essenziale controllare l’entità contrattuale riportata nell’account e nei documenti fiscali. Per gli aspetti generali consulta la guida APIVA sulle fatture estere nel regime forfettario.
Streamer con più piattaforme
Utilizzare più piattaforme non richiede automaticamente più codici ATECO. Twitch, Kick e YouTube Live possono essere semplicemente canali diversi della stessa attività di produzione video.
Servono invece analisi separate quando cambiano le attività economiche: produzione video, influencer marketing, vendita di prodotti, formazione, consulenza o altre prestazioni autonome.
Streamer che pubblica anche video registrati
La produzione di video registrati, vlog e contenuti audiovisivi continua a essere coerente con il 59.11.00 quando rappresenta la stessa attività di produzione video digitale.
Per questo uno streamer può alternare live e video on demand senza cambiare automaticamente inquadramento. La distinzione diventa rilevante quando entra in gioco un’attività diversa, non semplicemente un formato differente.
Streamer, YouTuber e pro-gamer
Le figure possono sovrapporsi ma non sono identiche. Lo YouTuber produce prevalentemente contenuti per YouTube; lo streamer lavora principalmente con live; il pro-gamer può ottenere anche compensi per competizioni, squadre, tornei o altre attività che richiedono un’analisi distinta.
Per lo YouTuber consulta la guida APIVA sulla Partita IVA YouTuber.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da streamer?
- contributi previdenziali secondo l’inquadramento effettivo;
- imposta sostitutiva o imposte ordinarie;
- commercialista o servizio fiscale;
- PC, scheda video e periferiche;
- microfono, videocamera, luci e capture card;
- software e abbonamenti;
- connessione internet;
- grafica e montaggio;
- pubblicità e promozione;
- eventuali collaboratori;
- commissioni di piattaforme e payment processor.
Come aprire la Partita IVA da streamer
- descrivi tutte le fonti di ricavo;
- verifica se l’attività principale è produzione video;
- usa 59.11.00 quando coerente con l’attività effettiva;
- valuta 73.11.03 se svolgi influencer marketing autonomo e abituale;
- verifica eventuali attività commerciali ulteriori;
- definisci la corretta gestione previdenziale;
- scegli il regime fiscale;
- apri la Partita IVA;
- configura fatturazione per piattaforme e sponsor italiani/esteri;
- conserva report, contratti e documentazione dei payout.
Errori frequenti dello streamer
- usare automaticamente 73.11.03 perché si hanno follower;
- ignorare il 59.11.00 previsto per i video content creator;
- scegliere la previdenza soltanto dal codice ATECO;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per evitare la Partita IVA;
- considerare tutte le tip come donazioni esenti;
- guardare soltanto il payout netto anziché i report della piattaforma;
- non distinguere sponsor, sub, advertising e affiliate;
- ignorare VIES e territorialità IVA per piattaforme estere;
- non rivalutare l’inquadramento quando nasce una vera attività commerciale;
- applicare il coefficiente del 78% dell’influencer marketing anche quando l’attività principale è produzione video 59.11.00.
Domande frequenti sulla Partita IVA dello streamer
Qual è il codice ATECO 2025 dello streamer?
Per lo streamer che produce professionalmente contenuti video digitali il principale riferimento da verificare è 59.11.00.
Uno streamer deve usare 73.11.03?
Non automaticamente. Il 73.11.03 riguarda l’influencer marketing; ISTAT rinvia invece i video content creator al 59.11.00.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per l’attività ricondotta alla divisione 59, nell’attuale disciplina transitoria, il coefficiente è 67%.
Quale INPS paga uno streamer?
Dipende dal modo in cui viene svolta l’attività. Può rilevare la Gestione Separata, la Gestione Commercianti o, per specifiche prestazioni artistiche, il FPLS.
Twitch e Kick richiedono codici ATECO diversi?
No. La piattaforma non determina il codice: conta l’attività economica effettivamente esercitata.
Uno streamer può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti e non ricorre una causa di esclusione.