Per arrivare a circa 2.000 euro netti al mese con Partita IVA nel 2026, un professionista forfettario con coefficiente 78%, Gestione Separata INPS al 26,07% e imposta al 5% deve incassare circa 31.257 euro l’anno, cioè circa 2.605 euro al mese su dodici mesi. Con imposta al 15% l’obiettivo sale a circa 33.795 euro annui, pari a circa 2.816 euro al mese.
Il calcolo rappresenta un esempio fiscale/previdenziale e non un prezzo valido per ogni attività. Il denaro realmente disponibile dipende anche da commercialista, software, assicurazioni, strumenti, trasferte, affitto, commissioni e altri costi sostenuti per lavorare. Prima di fissare una tariffa bisogna quindi decidere se “2.000 netti” significa dopo sole tasse e contributi oppure dopo tutti i costi dell’attività.
Per partire dal metodo generale e confrontare il calcolo inverso con le simulazioni lordo-netto, consulta l’hub sul calcolo netto della Partita IVA.
Quanto fatturare per avere 2.000 euro netti al mese?
| Scenario professionista | Incassi annui circa | Media mensile circa |
|---|---|---|
| Forfettario 78%, GS 26,07%, imposta 5% | 31.257 € | 2.605 € |
| Forfettario 78%, GS 26,07%, imposta 15% | 33.795 € | 2.816 € |
| Forfettario 78%, GS 24%, imposta 5% | circa 30.645 € | circa 2.554 € |
| Forfettario 78%, GS 24%, imposta 15% | circa 33.155 € | circa 2.763 € |
Per il 2026 la Circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti iscritti alla Gestione Separata senza altra copertura previdenziale obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti assicurati presso altra forma obbligatoria.
Calcolo completo al 5%
Per un professionista con coefficiente di redditività 78%, Gestione Separata 26,07% e imposta sostitutiva al 5%, l’obiettivo netto annuo è 24.000 euro.
- incassi annui: circa 31.257,27 €;
- reddito forfettario 78%: circa 24.380,67 €;
- contributi INPS 26,07%: circa 6.356,04 €;
- base dopo contributi: circa 18.024,63 €;
- imposta sostitutiva 5%: circa 901,23 €;
- netto fiscale/previdenziale: circa 24.000 € l’anno;
- media: 2.000 € al mese.
L’imposta al 5% è applicabile solo quando ricorrono i requisiti previsti per le nuove attività. Non è una scelta libera del contribuente. La disciplina del forfettario è dichiarata nel quadro LM della dichiarazione dei redditi; per i requisiti consulta regime forfettario 2026.
Stesso obiettivo con imposta al 15%
Con aliquota sostitutiva al 15% servono circa 33.795,40 euro di incassi annui. Il reddito forfettario è circa 26.360,41 euro, i contributi circa 6.872,16 euro e la base dell’imposta circa 19.488,25 euro. L’imposta sostitutiva è circa 2.923,24 euro.
Il risultato finale resta circa 24.000 euro annui, ma il fatturato necessario cresce di oltre 2.500 euro rispetto allo scenario al 5%.
Se vuoi 2.000 euro realmente spendibili devi aggiungere i costi
Un autonomo può avere 24.000 euro annui dopo imposte e contributi e non avere 24.000 euro disponibili. Se spende 300 euro al mese per lavorare, i costi annui sono 3.600 euro. Per restare con 24.000 euro disponibili deve puntare ad almeno 27.600 euro dopo imposte e contributi.
Nello scenario forfettario 78%, Gestione Separata 26,07% e imposta 5%, per ottenere 2.300 euro mensili prima di sottrarre 300 euro di costi servono circa 35.946 euro annui di incassi, quasi 3.000 euro al mese.
Quanto cambia se lavori 10 o 11 mesi?
L’obiettivo annuo rimane 24.000 euro netti. Se però non fatturi dodici mesi, devi concentrare gli incassi nei mesi di lavoro.
| Scenario 5% | Incasso medio nei mesi lavorati |
|---|---|
| 12 mesi | circa 2.605 € |
| 11 mesi | circa 2.842 € |
| 10 mesi | circa 3.126 € |
Questo passaggio è essenziale per chi vuole mantenere un mese di ferie, prevede periodi senza incarichi o lavora con stagionalità.
2.000 euro netti per 13 o 14 mensilità
Se stai confrontando la Partita IVA con un dipendente che percepisce 2.000 euro per tredici mensilità, il target annuo diventa 26.000 euro. Con quattordici mensilità diventa 28.000 euro. Il fatturato necessario va quindi aumentato rispetto alla simulazione basata su dodici mensilità.
Nel confronto vanno aggiunti anche TFR, ferie, malattia e altre tutele che non sono automaticamente incluse nel compenso di un autonomo.
Gestione Separata al 24%
Se il professionista rientra effettivamente nell’aliquota del 24%, per ottenere 2.000 euro netti mensili servono circa 30.645 euro annui con imposta al 5% e 33.155 euro con imposta al 15%. Il risparmio contributivo riduce il fatturato necessario, ma l’aliquota non va applicata senza verificare la copertura previdenziale.
Artigiano o commerciante: non usare questi numeri
Le ditte individuali iscritte alle Gestioni Artigiani o Commercianti hanno contributi minimi e aliquote differenti. Nel 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro e i contributi minimi annuali sono circa 4.521,36 euro per gli Artigiani e 4.611,64 euro per i Commercianti.
Inoltre il coefficiente di redditività del forfettario può cambiare. Un commerciante al 40% e un professionista al 78% non possono usare lo stesso rapporto fra fatturato e netto. Consulta contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Con regime ordinario servono i costi reali
Nel regime ordinario il reddito imponibile nasce dalla differenza fra ricavi e costi deducibili secondo le regole applicabili. Incidono inoltre contributi, addizionali, altri redditi, detrazioni e IRPEF progressiva. Nel 2026 gli scaglioni sono 23% fino a 28.000 euro, 33% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro.
Perciò un professionista ordinario con 8.000 euro di costi annui e uno con 20.000 euro di costi non hanno lo stesso fatturato necessario per conservare 24.000 euro netti. Vedi quando conviene il regime ordinario.
IVA e ritenuta non sono il tuo netto
Se sei in regime ordinario, l’IVA indicata in fattura non rappresenta un ricavo disponibile. Anche la ritenuta d’acconto non è un costo aggiuntivo del cliente, ma un anticipo d’imposta trattenuto e versato nei casi previsti. Quando imposti un obiettivo di netto devi distinguere imponibile, IVA, ritenute e incasso effettivo.
Quanto accantonare ogni mese
Nello scenario al 5%, su circa 2.605 euro di incassi medi mensili, imposta e contributi assorbono economicamente circa 605 euro. Al 15%, su circa 2.816 euro, la quota media destinata a imposta e contributi è circa 816 euro.
Gli F24 reali non vengono però pagati in questa forma mensile: saldo e acconti si concentrano nelle scadenze fiscali. È quindi prudente separare progressivamente la liquidità destinata al Fisco. Consulta tasse del primo anno di Partita IVA.
Confronto con 1.500 euro netti
Passare da un obiettivo di 1.500 a 2.000 euro netti mensili significa aumentare il target annuo da 18.000 a 24.000 euro. Nello stesso scenario al 5%, gli incassi richiesti passano da circa 23.443 a circa 31.257 euro. Puoi vedere il confronto nella guida quanto fatturare per 1.500 euro netti.
Checklist per costruire il tuo obiettivo di fatturato
- stabilisci il netto annuale desiderato;
- aggiungi i costi reali dell’attività;
- considera quanti mesi fatturerai davvero;
- verifica regime fiscale e coefficiente ATECO;
- verifica previdenza e aliquota corretta;
- controlla se puoi applicare il 5%;
- se sei in ordinario, considera i costi deducibili reali;
- separi sempre IVA e ricavo;
- prevedi una riserva per insoluti e mesi deboli;
- accantona saldo e acconti durante l’anno.
Domande frequenti
Quanto fatturare per avere 2.000 euro netti in forfettario?
Nello scenario professionista 78% con Gestione Separata 26,07%, circa 2.605 euro al mese con imposta al 5% oppure circa 2.816 euro al mese con imposta al 15%, prima dei costi reali.
Se spendo 300 euro al mese per lavorare quanto devo fatturare?
Se vuoi conservare 2.000 euro dopo anche quei costi, devi puntare a circa 2.300 euro netti fiscali/previdenziali: nello scenario al 5% servono quasi 3.000 euro di incassi mensili.
2.000 euro netti con Partita IVA equivalgono a 2.000 euro da dipendente?
No in modo automatico: bisogna confrontare mensilità, TFR, ferie, malattia, costi professionali e altre tutele.
Posso usare questo calcolo se sono commerciante?
No. Artigiani e commercianti hanno contributi e coefficienti differenti: serve una simulazione specifica.