Il codice ATECO principale dell’architetto, con ATECO 2025, è normalmente 71.11.09 – Attività di architettura n.c.a. La scelta corretta dipende però dai servizi realmente svolti: progettazione architettonica, pianificazione urbanistica e architettura di interni strutturale rientrano nel perimetro della classe 71.11, mentre la semplice progettazione estetica degli interni è distinta e può ricadere nel 74.13.00.
Qual è il codice ATECO dell’architetto
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT individua il codice 71.11.09 – Attività di architettura n.c.a. per la normale attività professionale di architettura. Le note esplicative comprendono consulenza architettonica, progettazione di edifici, stesura dei relativi progetti, pianificazione urbanistica, architettura del paesaggio e attività di supporto architettonico alla conservazione e al restauro del patrimonio culturale.
L’aggiornamento ATECO pubblicato dall’ISTAT nel 2026 ha aggiornato le relazioni di corrispondenza con la precedente classificazione, ma non ha modificato struttura, codici o descrizioni di ATECO 2025. Per questo 71.11.09 resta il riferimento corrente quando descrive effettivamente l’attività svolta.
Il vecchio 71.11.00 è ancora utilizzabile?
Il codice 71.11.00 appartiene alla precedente classificazione ATECO e continua a comparire in guide, fatture e vecchie anagrafiche. Con ATECO 2025 la classe è stata articolata in sottocategorie più specifiche e, per l’attività architettonica ordinaria, il riferimento è 71.11.09.
Chi apre oggi una nuova Partita IVA non dovrebbe quindi copiare automaticamente il vecchio codice da un documento storico. Chi possiede già una posizione aperta deve invece verificare come è stata riclassificata nei sistemi fiscali e camerali, senza modificare alla cieca una posizione già correttamente aggiornata.
Cosa comprende 71.11.09
- consulenza in campo architettonico;
- progettazione di edifici;
- stesura dei progetti architettonici;
- pianificazione urbanistica;
- architettura del paesaggio;
- supporto architettonico alla conservazione e al restauro;
- architettura di interni quando riguarda la riprogettazione della struttura e della disposizione interna dell’edificio.
Il codice descrive l’attività economica, ma non sostituisce i requisiti professionali. Per svolgere prestazioni riservate all’architetto restano necessari abilitazione e iscrizione all’Ordine quando richiesti dalla normativa professionale.
Architetto e interior designer: 71.11.09 o 74.13.00?
ATECO 2025 distingue chiaramente l’architettura di interni dalla semplice progettazione o decorazione d’interni. Se l’attività riguarda la riprogettazione della struttura e della disposizione interna di un edificio, può rientrare nel 71.11.09. Se invece il servizio si concentra principalmente su finiture, arredi, colori, layout estetico e decorazione, il riferimento può essere 74.13.00 – Attività di progettazione di interni.
Il titolo commerciale “interior designer” non basta quindi per scegliere il codice: bisogna descrivere concretamente cosa viene venduto al cliente. Per il quadro generale consulta anche Partita IVA interior designer.
Architetto e ingegnere hanno lo stesso ATECO?
No. Le attività di architettura appartengono alla classe 71.11, mentre le attività di ingegneria sono collocate nella classe 71.12. Un incarico complesso può comprendere entrambe le aree, ma il codice ATECO deve rappresentare l’attività effettivamente esercitata e, se sono svolte stabilmente più attività, può essere necessario valutare un codice prevalente e uno o più codici secondari.
Per la gestione di attività multiple consulta codice ATECO prevalente e secondario.
Architetto e paesaggista
Le note ISTAT includono nel 71.11.09 anche pianificazione urbanistica e architettura del paesaggio. Questo non significa però che tutte le attività che nel linguaggio comune vengono definite “paesaggistiche” siano automaticamente identiche: va considerata la natura professionale dell’incarico, l’eventuale iscrizione all’Albo e l’attività effettivamente prestata.
APIVA tratta separatamente anche la Partita IVA del paesaggista, perché l’intento dell’utente e gli aspetti professionali possono essere diversi pur condividendo parte della classificazione.
Architetto che fa rendering, BIM o visualizzazione 3D
Software BIM, rendering e modellazione 3D sono strumenti: non determinano da soli il codice ATECO. Se vengono utilizzati come parte di un incarico architettonico di progettazione, il servizio resta coerente con 71.11.09. Se invece l’attività venduta consiste esclusivamente in servizi grafici, visualizzazione o design non architettonico, va analizzato l’intento economico effettivo.
È quindi sbagliato scegliere un codice informatico o grafico soltanto perché il lavoro viene svolto con software CAD, BIM o 3D.
Architetto che svolge consulenza tecnica
La consulenza in campo architettonico è espressamente compresa nel 71.11.09. Se però il professionista svolge anche attività tecniche riconducibili all’ingegneria, certificazioni, collaudi o consulenze specialistiche di altro tipo, occorre verificare se il perimetro resta architettonico oppure se esiste un’attività autonoma con un codice diverso.
La regola pratica è descrivere prima gli incarichi, poi scegliere il codice. Fare il contrario porta spesso a usare un ATECO troppo generico o non coerente con le fatture emesse.
Codice ATECO e apertura della Partita IVA
Il codice viene indicato nella dichiarazione di inizio attività insieme ai dati del professionista e al regime fiscale. Per un architetto individuale l’apertura avviene normalmente come lavoro autonomo professionale, non come ditta commerciale. Il codice ATECO non determina da solo la forma giuridica né sostituisce l’iscrizione all’Ordine.
Per la procedura generale consulta come aprire Partita IVA da libero professionista.
ATECO e Inarcassa
L’iscrizione a Inarcassa non dipende semplicemente dal numero ATECO. La Cassa verifica i requisiti previdenziali dell’ingegnere o architetto: iscrizione all’Albo, possesso di Partita IVA e assenza di altra previdenza obbligatoria. Conta inoltre che l’attività concretamente esercitata sia riconducibile alla professione.
Per questo un architetto dipendente con Partita IVA può trovarsi fuori dai ruoli Inarcassa e dover valutare la Gestione Separata INPS per il reddito professionale, pur continuando ad avere obblighi informativi o contributivi verso la Cassa. Il tema è approfondito nella guida Inarcassa per architetti.
ATECO e regime forfettario
Per le attività professionali della divisione 71 il regime forfettario utilizza normalmente un coefficiente di redditività del 78%. Il codice ATECO serve quindi anche a individuare il gruppo di attività cui è associato il coefficiente fiscale, ma non decide da solo se il professionista può accedere al regime.
Devono essere verificati anche soglia di compensi, spese per personale, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni e altre cause di esclusione. Per l’architetto consulta regime forfettario architetto.
Quando aggiungere un secondo codice ATECO
Un secondo codice può essere utile quando il professionista svolge stabilmente un’attività economicamente distinta. Non serve invece aggiungere un nuovo ATECO per ogni singolo servizio accessorio compreso nella normale attività architettonica.
Esempio: progettazione di edifici, consulenza architettonica e pianificazione urbanistica sono già incluse nel 71.11.09. Una vera attività separata di interior design non architettonico o un’attività commerciale autonoma può invece richiedere una valutazione distinta.
Esempi pratici di scelta del codice
Progettazione di abitazioni
Architetto abilitato che progetta edifici, segue la distribuzione degli spazi e presta consulenza architettonica: 71.11.09 è coerente con l’attività.
Interior designer focalizzato su arredi e finiture
Se non svolge attività architettonica e il servizio riguarda soprattutto finiture, arredi, colori e decorazione, 74.13.00 può essere più coerente.
Architetto che svolge anche attività di ingegneria
Va verificata la natura effettiva degli incarichi e può essere necessario affiancare un codice della classe 71.12, se l’attività di ingegneria è autonoma e stabilmente esercitata.
Errori frequenti sul codice ATECO dell’architetto
- usare ancora 71.11.00 senza verificare ATECO 2025;
- scegliere 74.13.00 anche quando si svolge vera progettazione architettonica;
- scegliere 71.11.09 per una semplice attività di decorazione d’interni;
- confondere attività di architettura e ingegneria;
- aggiungere codici secondari per servizi già compresi nel codice principale;
- pensare che il codice ATECO sostituisca abilitazione o iscrizione all’Ordine;
- dedurre la posizione previdenziale dal solo codice senza verificare i requisiti Inarcassa.
Checklist prima di scegliere l’ATECO
- descrivi gli incarichi che fatturerai realmente;
- verifica se svolgi attività riservate all’architetto;
- controlla la classificazione ATECO 2025 vigente;
- distingui progettazione architettonica e interior design;
- distingui architettura e ingegneria;
- valuta eventuali attività secondarie autonome;
- verifica coerenza con regime fiscale e previdenziale;
- non copiare automaticamente un vecchio codice da guide obsolete.
Se l’attività cambia dopo l’apertura
Il codice ATECO non è una scelta definitiva per tutta la vita professionale. Se l’attività cambia in modo sostanziale, per esempio perché l’architetto inizia a svolgere stabilmente una seconda attività distinta o abbandona l’attività iniziale, la posizione fiscale deve essere aggiornata con una variazione coerente con la nuova situazione.
La variazione va valutata quando cambia davvero l’attività economica esercitata, non ogni volta che viene acquisito un incarico particolare. Un progetto di interior architecture compreso nel 71.11.09 non richiede automaticamente un secondo codice; un’attività autonoma e continuativa di interior design non architettonico può invece giustificare un codice aggiuntivo o una diversa prevalenza.
Come verificare il codice prima di aprire
Prima della dichiarazione di inizio attività è utile scrivere in poche righe cosa verrà effettivamente fatturato nei primi mesi: progettazione di edifici, consulenza architettonica, urbanistica, interior architecture, design d’interni, rendering o altre prestazioni. Confrontare questa descrizione con le note esplicative ISTAT riduce il rischio di scegliere un codice per abitudine o perché trovato in una guida riferita alla vecchia classificazione.
Se una parte significativa del fatturato deriva da un’attività distinta, va poi verificato se indicarla come secondaria e quale attività sarà prevalente. Questo controllo è utile anche per mantenere coerenza tra anagrafica fiscale, fatture, posizione previdenziale e descrizione commerciale dei servizi.
FAQ sul codice ATECO dell’architetto
Qual è l’ATECO 2025 dell’architetto?
Per la normale attività di architettura il riferimento è 71.11.09 – Attività di architettura n.c.a.
71.11.00 è ancora il codice da usare?
È il codice della precedente classificazione. Per le nuove classificazioni ATECO 2025 la normale attività architettonica è ricondotta a 71.11.09.
Interior design e architettura di interni sono la stessa cosa?
No. ATECO distingue l’architettura di interni strutturale, compresa nel 71.11.09, dalla progettazione estetica e decorazione d’interni del 74.13.00.
Posso avere due codici ATECO?
Sì, se svolgi stabilmente più attività economiche distinte. Va individuata l’attività prevalente e, se necessario, una o più attività secondarie.