Aprire la Partita IVA per una bigiotteria nel 2026 richiede prima di distinguere la vendita al dettaglio dalla produzione propria. ATECO 2025 assegna al negozio di bigiotteria il codice specifico 47.78.24, mentre chi fabbrica direttamente collane, anelli, bracciali, orecchini e altri articoli di imitazione deve valutare 32.13.00.
La distinzione incide anche sul regime forfettario e sulla previdenza: il normale commercio al dettaglio usa un coefficiente di redditività del 40% ed è normalmente collegato alla Gestione Commercianti INPS; la fabbricazione rientra invece tra le attività con coefficiente del 67% e può comportare l’inquadramento artigiano.
Qual è il codice ATECO della bigiotteria nel 2026?
Per il commercio al dettaglio il riferimento è 47.78.24 – Commercio al dettaglio di bigiotteria. La classificazione ATECO 2025 pubblicata da ISTAT separa espressamente la bigiotteria dalla gioielleria e dagli altri prodotti della stessa area commerciale.
Il codice 47.78.24 appartiene alla categoria che comprende souvenir, articoli di artigianato, articoli religiosi, bigiotteria e bomboniere, ma ciascuna di queste attività ha una propria sottocategoria specifica.
Bigiotteria e gioielleria hanno lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 colloca il commercio di orologi e articoli di gioielleria in 47.77.00 ed esclude espressamente la bigiotteria, rinviandola alla classe 47.78. La differenza non è soltanto terminologica: cambia la tipologia dei beni venduti e possono cambiare anche gli adempimenti collegati agli oggetti preziosi.
Se il negozio tratta oro, argento, platino, pietre preziose o altri veri articoli di gioielleria, bisogna quindi verificare l’inquadramento specifico. Il tema è approfondito nella guida sulla Partita IVA per una gioielleria.
Che cosa si intende per bigiotteria ai fini ATECO?
La bigiotteria comprende articoli di imitazione che non hanno la natura tipica dei gioielli in metalli o pietre preziose. Nel settore possono rientrare, per esempio, collane, bracciali, anelli, spille e orecchini realizzati con metalli di base, materiali sintetici, pietre di imitazione e altri componenti non preziosi.
Il materiale effettivamente utilizzato è quindi importante. Un articolo può avere aspetto simile a un gioiello ma appartenere fiscalmente e commercialmente a un’attività diversa.
Il vecchio codice della chincaglieria è ancora corretto?
Nella classificazione precedente era frequente incontrare il codice 47.78.36 per chincaglieria e bigiotteria. ATECO 2025 ha creato la sottocategoria specifica 47.78.24 per il commercio al dettaglio di bigiotteria.
Per una nuova apertura nel 2026 conviene quindi partire dalla classificazione vigente e non copiare automaticamente un codice presente in vecchi articoli, visure storiche o documenti non aggiornati.
Se produco personalmente la bigiotteria quale ATECO uso?
Quando l’attività principale consiste nella vera fabbricazione, ATECO 2025 prevede 32.13.00 – Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili.
Le note ISTAT comprendono la fabbricazione di articoli di imitazione come anelli, bracciali, collane, spille e orecchini non contenenti, salvo componenti minori o placcatura, metalli preziosi, pietre preziose o semipreziose. Comprendono inoltre articoli con pietre di imitazione e cinturini per orologi in metalli non preziosi.
Vendita e produzione possono stare nella stessa Partita IVA?
Sì. Se la stessa impresa produce i propri articoli e vende anche prodotti acquistati da terzi, può essere necessario indicare più attività e individuare quella prevalente. Non bisogna però aggiungere un codice manifatturiero soltanto perché il negozio assembla in modo occasionale una confezione o effettua una personalizzazione minima.
Quando la produzione è effettiva e abituale può assumere natura artigiana. I criteri generali sono approfonditi nella guida sulla Partita IVA dell’artigiano.
Vendere bigiotteria fatta a mano su marketplace cambia l’ATECO?
Il marketplace è soltanto il canale. Se l’attività sostanziale è la fabbricazione abituale di articoli propri, bisogna partire dalla produzione; se invece vengono acquistati prodotti finiti per rivenderli, il riferimento è il commercio.
Vendere attraverso un sito, un marketplace o i social non trasforma automaticamente una produzione artigiana in commercio né una rivendita in produzione.
Come si apre un negozio di bigiotteria?
Il normale punto vendita viene avviato come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica.
Il Registro Imprese indica che ComUnica coordina gli adempimenti verso Registro delle Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS ed eventuale SUAP. Per la procedura generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale.
Serve la SCIA per una bigiotteria?
Per l’esercizio commerciale al dettaglio vanno verificati gli adempimenti previsti dal Comune e dal SUAP competente, compresa la SCIA nei casi previsti dalla disciplina applicabile. La normale vendita di bigiotteria non richiede di per sé l’abilitazione prevista per professioni regolamentate.
Se l’attività si estende alla vendita di oggetti preziosi, alla produzione artigiana o ad altre lavorazioni, gli obblighi possono cambiare e devono essere verificati separatamente.
Quale INPS paga chi vende bigiotteria?
Il titolare che svolge personalmente e abitualmente la normale attività di commercio viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti un’aliquota ordinaria del 24,48%, un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo ordinario annuo sul minimale pari a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte eccedente l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS di Artigiani e Commercianti.
Chi produce bigiotteria paga INPS Artigiani?
Quando il titolare esercita una vera attività di produzione con i requisiti dell’impresa artigiana, la posizione previdenziale può essere la Gestione Artigiani INPS. Nel 2026 l’aliquota ordinaria degli artigiani è del 24% e il contributo ordinario annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro.
La scelta tra Commercianti e Artigiani non deve essere fatta soltanto guardando il codice ATECO: conta quale attività viene concretamente svolta e in quale forma.
La bigiotteria può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti e non ricade in una causa di esclusione. La verifica generale è disponibile nella guida sul regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente forfettario per la vendita?
Per il commercio al dettaglio di bigiotteria il coefficiente di redditività è 40%. Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili.
Qual è il coefficiente se produco la bigiotteria?
Per la fabbricazione della divisione 32 il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 67%. Con 10.000 euro di ricavi attribuibili alla produzione, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 6.700 euro.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene, nel periodo transitorio, i coefficienti individuati attraverso la corrispondente attività della classificazione precedente fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Se vendo e produco quale coefficiente applico?
Quando vengono esercitate realmente attività con coefficienti differenti, i ricavi devono essere ricondotti correttamente alle rispettive attività. Non è corretto applicare automaticamente il 40% a tutto soltanto perché esiste un punto vendita, né il 67% a tutta la rivendita soltanto perché una parte dei prodotti è realizzata internamente.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il titolare in regime forfettario iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può, quando possiede i requisiti, aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere bigiotteria online cambia il codice?
Non per il solo fatto di vendere tramite Internet. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base al prodotto venduto. Una rivendita di bigiotteria resta quindi collegata a 47.78.24 anche quando gli ordini arrivano da un sito o da un marketplace.
Se invece il titolare produce personalmente gli articoli, il canale online non elimina la necessità di valutare il codice manifatturiero. Per gli adempimenti della vendita a distanza è disponibile la guida sulla Partita IVA del negozio online.
Quanto costa aprire una bigiotteria?
I costi cambiano molto tra semplice rivendita e produzione. Per un negozio possono incidere locale, cauzione, allestimento, espositori, primo assortimento, sistemi di sicurezza, software gestionale, e-commerce, diritto camerale e gestione fiscale.
Chi produce deve considerare anche laboratorio, utensili, componenti, materiali, attrezzature, confezionamento e possibili adempimenti dell’impresa artigiana. In entrambi i casi vanno poi considerati INPS, imposte, eventuale personale e costi amministrativi.
Checklist prima di aprire una bigiotteria
- Distinguere rivendita e fabbricazione.
- Utilizzare 47.78.24 per il normale commercio al dettaglio di bigiotteria.
- Valutare 32.13.00 per la vera fabbricazione di bigiotteria e articoli simili.
- Non confondere bigiotteria e gioielleria.
- Verificare attività prevalente ed eventuali codici secondari.
- Aprire correttamente l’impresa tramite ComUnica e SUAP.
- Impostare la gestione INPS coerente con commercio o produzione.
- Applicare il coefficiente forfettario corretto: 40% o 67%.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
- Gestire correttamente la vendita online senza usare un codice e-commerce generico.
Domande frequenti sulla Partita IVA per bigiotteria
Qual è il codice ATECO della bigiotteria?
Per la vendita al dettaglio ATECO 2025 prevede 47.78.24.
Quale codice usa chi produce bigiotteria?
Per la fabbricazione il riferimento ATECO 2025 è 32.13.00.
Qual è il coefficiente forfettario?
È 40% per la normale rivendita e 67% per la fabbricazione.
Bigiotteria e gioielleria sono la stessa attività?
No. La gioielleria è classificata in 47.77.00; ISTAT esclude espressamente la bigiotteria da quella classe.
Se stai progettando il punto vendita nel suo complesso — format, fornitori, assortimento, stock, vetrine, rotazione, sicurezza, margini ed e-commerce — consulta la guida su come aprire un negozio di bigiotteria.
Partita IVA bigiotteria nel 2026: cosa decidere prima di iniziare
La decisione principale è capire da dove nasce il ricavo: acquistare e rivendere articoli finiti oppure fabbricare prodotti propri. Da questa distinzione derivano ATECO, coefficiente forfettario e previdenza.
Una volta definiti attività prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, SUAP, INPS e regime fiscale, la posizione può essere impostata correttamente senza confondere bigiotteria e gioielleria. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.