Aprire la Partita IVA come corniciaio nel 2026 richiede di distinguere la produzione artigianale di cornici dalla semplice vendita di prodotti già pronti. Con ATECO 2025 il riferimento specifico è 16.28.11 — Fabbricazione di cornici, destinato alle cornici in legno per tele artistiche, specchi e fotografie.
Il vecchio codice 16.29.40 apparteneva alla classificazione precedente e non è il codice operativo da utilizzare per una nuova apertura nel 2026.
Qual è il codice ATECO del corniciaio nel 2026?
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT prevede 16.28.11 — Fabbricazione di cornici. Le note comprendono le cornici in legno per tele artistiche, specchi e fotografie.
Il vecchio ATECO 16.29.40 è ancora valido?
No. Il 16.29.40 identificava i laboratori di corniciai nella precedente classificazione. Con ATECO 2025 la fabbricazione delle cornici è stata riclassificata nel 16.28.11.
Il corniciaio è la stessa attività del falegname?
No. Entrambe sono attività legate alla lavorazione del legno, ma la classificazione dedica alle cornici una voce specifica. Se l’attività principale è realizzare cornici per quadri, fotografie o specchi, non è corretto scegliere automaticamente un codice generico di falegnameria.
Per mobili, serramenti e altre lavorazioni consulta la guida alla Partita IVA del falegname.
Assemblare cornici su misura rientra nel 16.28.11?
Sì, quando il laboratorio acquista aste o semilavorati e realizza la cornice finale su misura attraverso lavorazioni di preparazione, assemblaggio e finitura. L’utilizzo di componenti acquistati da terzi non trasforma automaticamente l’attività in commercio.
Incorniciare quadri e fotografie rientra nel 16.28.11?
Sì, quando il servizio comprende la realizzazione della cornice e il montaggio dell’opera o della fotografia nel prodotto finito. Passe-partout, fondo, protezione trasparente e sistemi di fissaggio possono essere lavorazioni accessorie alla cornice.
Inserire uno specchio cambia il codice?
Non necessariamente. Le note ISTAT citano espressamente le cornici in legno per specchi. Se il laboratorio realizza la cornice e completa il prodotto con lo specchio, la fabbricazione della cornice può restare l’attività principale.
Se invece la lavorazione del vetro diventa autonoma e rilevante, bisogna verificare l’eventuale necessità di un’attività secondaria specifica.
Vendere cornici già pronte usa lo stesso codice?
No. La sola rivendita di cornici acquistate finite è attività commerciale. Un laboratorio può produrre cornici proprie e vendere anche articoli acquistati da terzi, ma va verificata l’attività prevalente e l’eventuale presenza di attività secondarie.
Il criterio generale è spiegato nella guida ai codici ATECO prevalenti e secondari.
Vendere quadri o stampe è la stessa attività?
No. La vendita abituale di quadri, stampe o opere è distinta dalla fabbricazione di cornici. Se il laboratorio svolge anche una vera attività commerciale, questa va valutata separatamente.
Serve una qualifica professionale obbligatoria?
Per la normale attività di corniciaio non esiste un Albo professionale nazionale né una specifica abilitazione generale. Restano gli adempimenti dell’impresa, la disciplina artigiana quando applicabile e le regole relative al laboratorio.
Serve una SCIA per aprire il laboratorio?
Non esiste una SCIA nazionale che equivalga a un patentino del corniciaio. L’apertura va però coordinata con il SUAP e con gli eventuali adempimenti relativi al locale, alla vendita al dettaglio, alle lavorazioni svolte e alle caratteristiche dell’attività.
Come si apre la Partita IVA da corniciaio?
Chi realizza stabilmente beni su misura in laboratorio esercita normalmente attività d’impresa. Partita IVA, Registro Imprese, eventuale qualifica artigiana, INPS e INAIL vengono coordinati tramite Comunicazione Unica. Il procedimento è spiegato nella guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Il corniciaio è un artigiano?
Quando il titolare svolge personalmente e professionalmente il lavoro di produzione e ricorrono gli altri requisiti previsti dalla disciplina artigiana, l’inquadramento tipico è quello di impresa artigiana.
Per il quadro generale consulta la guida alla Partita IVA dell’artigiano.
Quanto paga INPS un corniciaio nel 2026?
Il titolare inquadrato come artigiano è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS. La circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani un minimale di reddito di 18.808 euro, un contributo minimo annuo ordinario di 4.521,36 euro e aliquota IVS del 24%.
Per approfondire consulta i contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il titolare artigiano che applica il regime forfettario può richiedere il regime contributivo agevolato quando possiede i requisiti. La riduzione non è automatica. Vedi la guida alla riduzione INPS del 35%.
Il corniciaio può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti generali e non ricade nelle cause di esclusione. La presenza di un laboratorio o di scorte non impedisce da sola l’accesso al regime. La verifica generale è disponibile nella guida ai requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per la normale attività manifatturiera di fabbricazione di cornici il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 67%. Con 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 20.100 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
ATECO 2025 ha cambiato automaticamente il coefficiente?
No. Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti sulla classificazione ATECO 2025, i contribuenti forfettari continuano a utilizzare il coefficiente individuato tramite la corrispondenza con la classificazione precedente.
Il forfettario conviene sempre?
No. Materiali, componenti, protezioni trasparenti, fondi, finiture, attrezzature professionali, energia e affitto del laboratorio possono incidere in modo significativo. Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi: chi sostiene costi effettivi superiori deve confrontare il risultato con il regime ordinario.
Serve l’INAIL?
La posizione INAIL va verificata in base alle lavorazioni, alle attrezzature e ai soggetti assicurabili. Il laboratorio artigiano può presentare rischi specifici legati alle lavorazioni del legno, del vetro e alla movimentazione dei materiali.
Quanto costa iniziare?
I costi possono comprendere locale, banco di lavoro, attrezzature professionali, sistemi di aspirazione, materiali, scorte di aste, protezioni trasparenti, assicurazione e capitale circolante. Per il quadro generale consulta i costi di una ditta individuale.
Errori da evitare
- continuare a usare il vecchio ATECO 16.29.40 come codice 2026;
- usare un codice generico da falegname quando l’attività principale è la fabbricazione di cornici;
- confondere produzione e pura rivendita di cornici finite;
- considerare vendita di quadri e corniceria la stessa attività;
- applicare automaticamente la Gestione Separata;
- scegliere il forfettario senza stimare i costi reali del laboratorio.
Checklist prima di aprire
- definire se si producono cornici o si vendono prodotti finiti;
- utilizzare 16.28.11 quando la fabbricazione di cornici è l’attività effettiva;
- valutare attività secondarie quando vendita o altre lavorazioni sono autonome;
- aprire l’impresa e verificare la qualifica artigiana;
- iscrivere il titolare alla gestione previdenziale corretta;
- verificare INAIL e sicurezza del laboratorio;
- scegliere il regime fiscale dopo una stima dei costi effettivi.
Domande frequenti
Qual è l’ATECO del corniciaio nel 2026?
16.28.11 — Fabbricazione di cornici.
Il vecchio 16.29.40 si usa ancora?
No. Era il codice della classificazione precedente.
Qual è il coefficiente forfettario?
67% per la normale attività manifatturiera di fabbricazione di cornici.
Quale INPS paga?
Per il titolare inquadrato come artigiano, normalmente Gestione Artigiani INPS.
Partita IVA corniciaio nel 2026: cosa controllare
La sequenza corretta è fabbricazione o vendita → ATECO 16.28.11 → eventuali attività secondarie → impresa artigiana → INPS/INAIL → regime fiscale → requisiti del laboratorio.
Le altre attività autonome sono raccolte nella sezione Professioni e attività.