Aprire la Partita IVA come interprete LIS nel 2026 significa inquadrare correttamente un’attività professionale che oggi ha una disciplina molto più precisa rispetto al passato. ATECO 2025 mantiene il codice 74.30.00 — Attività di traduzione e interpretariato e le note ISTAT specificano espressamente che vi rientra anche il linguaggio dei segni.
La figura dell’interprete in lingua dei segni italiana (LIS) e in lingua dei segni italiana tattile (LIST) è riconosciuta dalla normativa nazionale. Non esiste però un Ordine professionale: l’attività resta esercitata nell’ambito delle professioni non organizzate, con specifici requisiti formativi e percorsi di accesso aggiornati dal decreto pubblicato nel gennaio 2025.
Qual è il codice ATECO dell’interprete LIS nel 2026?
Le note esplicative ATECO 2025 dell’ISTAT indicano il codice 74.30.00 per le attività di traduzione e interpretariato e precisano che comprendono l’interpretariato in qualsiasi lingua, incluso il linguaggio dei segni.
Per l’interprete LIS che lavora autonomamente il 74.30.00 è quindi il riferimento naturale, purché l’attività concretamente svolta sia effettivamente interpretariato. Il confronto con l’attività linguistica più generale è approfondito nella guida sulla Partita IVA del traduttore.
ATECO 2025 ha creato un codice specifico solo per la LIS?
No. La LIS non ha un codice separato: è espressamente compresa nel 74.30.00 insieme alle altre attività di traduzione e interpretariato. Questo non significa però che la professione di interprete LIS sia identica, sul piano dei requisiti, a qualsiasi altra attività di interpretariato.
Qual è la differenza tra LIS e LIST?
La LIS è la lingua dei segni italiana, mentre la LIST è la lingua dei segni italiana tattile. La normativa riconosce entrambe e individua le figure professionali dell’interprete LIS e dell’interprete LIST come professionisti specializzati nella relativa traduzione e interpretazione.
La professione di interprete LIS è riconosciuta dalla legge?
Sì. L’articolo 34-ter del decreto-legge 41/2021, convertito dalla legge 69/2021, ha riconosciuto la LIS e la LIST e le figure professionali dei relativi interpreti. Il testo è consultabile nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio 2021.
Esiste un Albo o un Ordine degli interpreti LIS?
No. La professione è esercitata in forma non organizzata ai sensi della legge 4/2013. Il decreto del 2025 ribadisce espressamente che interpreti LIS e LIST rientrano tra le professioni non organizzate in ordini o collegi.
Il MIMIT ricorda che l’inserimento di un’associazione nell’elenco delle professioni non organizzate non equivale all’istituzione di un Albo pubblico.
Quali requisiti servono nel 2026?
Nel 2026 occorre guardare alla disciplina a regime introdotta dal decreto interministeriale del 10 dicembre 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 gennaio 2025. La professione può essere esercitata da chi possiede il titolo universitario previsto dalla disciplina oppure, nei casi stabiliti, l’attestato previsto dal nuovo articolo 2-bis.
Come funziona il percorso universitario?
La normativa prevede corsi universitari sperimentali a orientamento professionale per interpreti LIS e LIST. Chi intende intraprendere oggi il percorso deve quindi verificare l’offerta formativa attivata dagli atenei e i requisiti del corso, senza basarsi su vecchi corsi privati non coerenti con la disciplina vigente.
Esiste anche un percorso con attestato non universitario?
Sì. Il decreto del 2025 ha previsto che la professione possa essere esercitata anche da chi consegue uno specifico attestato in tecniche di traduzione e interpretazione LIS o di interprete LIS rilasciato da enti, associazioni o cooperative che rispettano i requisiti normativi.
Tra le condizioni previste figurano certificazione del sistema di gestione qualità UNI ISO, esperienza continuativa nella formazione e impiego di persone sorde madrelingua LIS e coordinatori con esperienza.
Quante ore devono avere questi percorsi?
Il decreto prevede, per il percorso disciplinato dall’articolo 2-bis, almeno 900 ore di insegnamento propedeutico della LIS da parte di persone sorde madrelingua e ulteriori 950 ore affidate a persone sorde madrelingua LIS o a professionisti interpreti LIS, secondo le condizioni stabilite dalla norma.
Cosa succede a chi esercitava già prima del 2025?
La disciplina tutela specifiche posizioni transitorie maturate entro il 31 gennaio 2025, tra cui determinate attestazioni associative, attestati previsti dalla normativa precedente e la certificazione UNI 11591:2022 per il profilo specialistico di interprete di lingua dei segni. Chi rientra in questi casi deve verificare esattamente il titolo posseduto e la data in cui è stato conseguito.
L’iscrizione a un’associazione professionale è obbligatoria?
Non esiste un obbligo generale di iscrizione a un unico ente associativo equivalente a un Ordine. Associazioni professionali e certificazioni possono però avere rilievo nei casi previsti dalla disciplina o essere richieste da committenti e procedure di affidamento.
Interprete LIS e docente LIS sono la stessa attività?
No. Interpretare e insegnare sono attività diverse. L’interprete traduce tra lingua verbale e lingua dei segni o tra sistemi linguistici; l’insegnamento della LIS è attività formativa e può richiedere un diverso inquadramento ATECO se viene esercitato autonomamente e con abitualità.
Quando serve la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Incarichi ricorrenti per aziende, enti, scuole, università, tribunali, eventi, convegni, piattaforme digitali o clienti privati sono tipici indizi di attività professionale stabile.
La procedura fiscale generale è spiegata nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
Non automaticamente. I 5.000 euro non sono la soglia che decide se serve la Partita IVA. Il punto centrale è l’abitualità: una professione organizzata e svolta stabilmente può richiedere Partita IVA anche con compensi inferiori.
Serve la Camera di Commercio?
Per la pura attività professionale personale di interpretariato non deriva automaticamente l’iscrizione al Registro Imprese. L’inquadramento cambia se il soggetto organizza una struttura imprenditoriale più ampia, con servizi e organizzazione che vanno oltre la prestazione professionale personale.
Quale previdenza paga l’interprete LIS?
Non esiste una Cassa previdenziale dedicata agli interpreti LIS. Il professionista senza altra copertura obbligatoria utilizza normalmente la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8/2026 indica l’aliquota del 26,07% per i professionisti non assicurati presso altre forme obbligatorie e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già coperti da altra previdenza obbligatoria.
Ci sono contributi minimi fissi?
No. La Gestione Separata non funziona come la gestione artigiani e commercianti con un minimale contributivo da pagare comunque. Il minimale di reddito 2026 rileva invece per l’accredito dell’intero anno contributivo.
Si può applicare la rivalsa INPS del 4%?
Sì. Il professionista può addebitare facoltativamente al cliente la rivalsa del 4%. La rivalsa è parte del compenso e non elimina né trasferisce al cliente l’obbligo contributivo del professionista.
L’interprete LIS può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti e non ricade nelle cause di esclusione. Le condizioni generali sono riepilogate nella guida sul regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per il codice 74.30.00 il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 78%. Il meccanismo con cui il coefficiente trasforma i compensi in reddito imponibile è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Esempio di tasse e INPS
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è 23.400 euro. Su questa base vengono calcolati i contributi dovuti; i contributi deducibili riducono poi la base dell’imposta sostitutiva, applicata al 15% o al 5% quando ricorrono le condizioni previste.
Le prestazioni sono esenti IVA?
Non automaticamente. L’interpretariato LIS non è una prestazione sanitaria e non diventa esente IVA perché viene svolto in ospedale, per un utente con disabilità o nell’ambito di un servizio sociale. Fuori dal forfettario si applicano le ordinarie regole IVA dell’interpretariato, salvo casi specifici previsti dalla legge.
Serve la fattura elettronica?
Sì, si applicano le regole generali della fatturazione elettronica. La gestione di SdI, bollo, scarti e conservazione è approfondita nella guida sulla fatturazione elettronica per Partita IVA.
Come si fattura a una Pubblica Amministrazione?
Quando il committente è una Pubblica Amministrazione bisogna rispettare le regole della fatturazione elettronica verso la PA, utilizzare i dati dell’ente e gli eventuali codici richiesti dal contratto o dall’affidamento e verificare con attenzione tempi, ordine e documentazione della prestazione.
Cosa cambia con clienti UE?
Per prestazioni rese a imprese o professionisti stabiliti in altri Paesi UE può diventare rilevante l’iscrizione al VIES e la disciplina della territorialità IVA. Non basta applicare automaticamente le regole di una fattura italiana. I casi UE ed extra-UE sono approfonditi nella guida sulle fatture estere nel regime forfettario.
E con clienti extra-UE?
Anche con clienti extra-UE bisogna distinguere se il cliente è un soggetto economico o un privato e verificare territorialità e dicitura da utilizzare in fattura. Il fatto che il servizio venga svolto online non elimina le regole IVA internazionali.
L’interprete LIS può lavorare online?
Sì. L’interpretariato da remoto è compatibile con l’attività professionale, ma contratto e organizzazione devono stabilire piattaforma, durata, eventuale registrazione, standard tecnici, responsabilità per problemi di connessione e trattamento delle informazioni scambiate durante la sessione.
Come si gestiscono trasferte e rimborsi?
Eventi, udienze, convegni e incarichi istituzionali possono richiedere trasferte. È utile stabilire prima se viaggio, vitto e alloggio sono compresi nel compenso o rimborsati separatamente e riportare correttamente in fattura quanto concordato.
Privacy e riservatezza
L’interprete può assistere a colloqui sanitari, giudiziari, scolastici, professionali o familiari contenenti informazioni molto delicate. La riservatezza è quindi centrale: bisogna rispettare le istruzioni del committente, limitare la raccolta di dati e proteggere eventuali documenti o materiali ricevuti prima dell’incarico.
Serve un’assicurazione professionale?
Una copertura RC professionale è prudente e può essere richiesta da bandi, enti o committenti. La polizza va scelta considerando i contesti reali di lavoro, compresi eventi, servizi pubblici e incarichi con informazioni riservate.
Lavoro dipendente e Partita IVA possono convivere?
Sì, in linea generale. Vanno però controllati contratto di lavoro, eventuali incompatibilità, autorizzazioni per il pubblico impiego e cause ostative del forfettario. Il tema è approfondito nella guida su lavoro dipendente e Partita IVA.
Quanto costa iniziare?
I costi possono comprendere Gestione Separata, commercialista, assicurazione, formazione e aggiornamento, strumenti video e audio, connessione professionale, trasferte, eventuali certificazioni e servizi digitali.
Quali errori evitare?
- usare un codice ATECO generico quando il 74.30.00 comprende espressamente il linguaggio dei segni;
- confondere il codice fiscale con i requisiti professionali di accesso;
- presentare associazioni professionali come un Ordine pubblico;
- ignorare la disciplina aggiornata nel 2025;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per evitare la Partita IVA;
- applicare automaticamente esenzioni IVA perché il servizio è destinato a persone con disabilità;
- trascurare VIES e territorialità con clienti esteri;
- non regolare privacy, trasferte e responsabilità nel contratto.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare il proprio titolo o attestato professionale;
- distinguere LIS, LIST, insegnamento e altri servizi;
- utilizzare ATECO 74.30.00 per l’interpretariato;
- aprire Partita IVA se l’attività è abituale;
- iscriversi alla Gestione Separata quando dovuta;
- valutare il regime forfettario e il coefficiente del 78%;
- impostare correttamente fatturazione italiana ed estera;
- regolare privacy, trasferte e responsabilità;
- valutare una polizza professionale.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’interprete LIS
Qual è il codice ATECO?
74.30.00, che comprende espressamente anche il linguaggio dei segni.
Esiste un Albo?
No. La professione è riconosciuta ma resta non organizzata in ordini o collegi ai sensi della legge 4/2013.
Quale INPS paga?
Normalmente Gestione Separata, 26,07% nel 2026 se non esiste altra previdenza obbligatoria.
Qual è il coefficiente forfettario?
78%.
La prestazione LIS è sanitaria?
No, non automaticamente, anche quando l’incarico viene svolto in una struttura sanitaria.
Partita IVA interprete LIS nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è requisito professionale → servizio effettivo → ATECO 74.30.00 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → fatturazione italiana o estera → contratto e privacy. Nel 2026 è particolarmente importante usare la disciplina aggiornata del 2025 e non confondere il riconoscimento della professione con l’esistenza di un Ordine.
Le altre guide dedicate alle professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.