Aprire una merceria con Partita IVA nel 2026 richiede di usare il codice ATECO corretto per filati e articoli di merceria: 47.51.20 – Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria. Il codice è distinto dalla vendita di tessuti, dall’abbigliamento e dalle attività di sartoria o produzione.
ATECO 2025 include in questa voce il commercio al dettaglio di filati per maglieria e articoli di merceria come aghi e filati cucirini. Se il negozio vende stabilmente anche tessuti al metro, macchine da cucire, capi finiti o svolge lavorazioni, bisogna verificare attività e codici ulteriori.
Qual è il codice ATECO di una merceria nel 2026?
Il riferimento ufficiale è 47.51.20 – Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria. Le note ATECO 2025 pubblicate da ISTAT includono espressamente la vendita al dettaglio di filati per maglieria e articoli di merceria come aghi e filati cucirini.
Quali prodotti rientrano nella merceria?
Nel normale assortimento possono rientrare filati per maglieria, fili per cucire, aghi e altri articoli tipici della merceria. La scelta del codice deve comunque seguire la parte prevalente e stabile dell’attività.
Bottoni, cerniere, nastri, elastici e piccoli accessori per cucito sono prodotti normalmente associati commercialmente alla merceria, ma quando il negozio sviluppa categorie molto diverse o servizi autonomi è opportuno verificare se siano necessarie attività aggiuntive.
Merceria e negozio di tessuti hanno lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 distingue 47.51.20 per filati e merceria da 47.51.10 per tessuti destinati ad abbigliamento e arredamento.
Se il punto vendita vende stabilmente sia filati e accessori sia tessuti al metro, bisogna individuare l’attività prevalente e valutare un codice secondario. Per i tessuti puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio di tessuti.
Vendere lana e filati rientra nel 47.51.20?
Sì, quando si tratta di commercio al dettaglio di filati per maglieria. Lana, cotone e altri filati venduti per lavori a maglia o uncinetto rientrano nel perimetro della voce quando costituiscono la normale attività commerciale.
Una merceria può vendere anche tessuti e biancheria?
Sì, ma bisogna verificare se la seconda linea è accessoria oppure costituisce un’attività stabile. ATECO 47.51.10 comprende tessuti e, tra le inclusioni ufficiali, anche biancheria da letto. Quando la vendita di questi prodotti assume rilievo autonomo, il codice aggiuntivo può diventare necessario.
Vendere macchine da cucire usa lo stesso codice?
Non automaticamente. Una macchina da cucire è un bene diverso da filati e piccoli articoli di merceria. Se il negozio vende stabilmente macchine da cucire o altre apparecchiature, bisogna verificare la classificazione commerciale specifica invece di utilizzare 47.51.20 come codice universale.
Se faccio anche riparazioni e sartoria cosa cambia?
Vendere filati e accessori è un’attività commerciale; eseguire orli, modifiche, confezioni o altre lavorazioni sui capi è un servizio distinto. Se sartoria e riparazioni vengono offerte stabilmente e fatturate autonomamente, bisogna verificare il relativo codice e l’eventuale inquadramento artigiano.
La sola presenza di una macchina da cucire nel negozio non trasforma però automaticamente la merceria in impresa artigiana: conta l’attività effettivamente esercitata.
Corsi di cucito e merceria sono la stessa attività?
No. Organizzare stabilmente corsi di cucito, ricamo, maglia o uncinetto è diverso dalla vendita di filati e accessori. Se i corsi vengono venduti come servizio autonomo e producono ricavi propri, bisogna valutare la corretta classificazione della formazione.
Come si apre una merceria?
La normale merceria viene avviata come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica.
Il Registro Imprese indica che ComUnica coordina gli adempimenti verso Registro delle Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS ed eventuale SUAP. Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire una merceria?
Per il commercio al dettaglio in sede fissa devono essere verificati gli adempimenti del Comune e del SUAP competente, compresa la SCIA nei casi previsti. La normale vendita non alimentare di filati e articoli di merceria non richiede una specifica abilitazione professionale nazionale.
Laboratorio sartoriale, corsi, vendita su area pubblica o altre attività ulteriori possono invece comportare adempimenti diversi.
Quale INPS paga il titolare della merceria?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti di iscrizione.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
La merceria può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività di commercio al dettaglio di filati e merceria il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Quante tasse paga una merceria forfettaria?
Dal reddito determinato applicando il coefficiente del 40% vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Sulla base risultante si applica l’imposta sostitutiva, normalmente al 15% oppure al 5% quando sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti individuati tramite la corrispondente attività della classificazione precedente, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il commerciante in regime forfettario che possiede i requisiti può aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere filati e merceria online cambia il codice?
Non per il solo fatto di vendere tramite Internet. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base ai prodotti venduti. Se l’attività resta la vendita di filati e articoli di merceria, il riferimento continua quindi a essere 47.51.20 anche quando gli ordini arrivano da un sito o da un marketplace.
La vendita a distanza aggiunge però gli obblighi verso il consumatore e le regole IVA applicabili. Il tema è approfondito nella guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire una merceria?
I costi dipendono da locale e assortimento. Possono comprendere affitto e cauzione, scaffalature, espositori, primo acquisto di filati e accessori, magazzino, software gestionale, sistemi di pagamento, insegna, assicurazioni, eventuale e-commerce e gestione amministrativa.
Durante l’attività incidono inoltre INPS, diritto camerale, utenze, riassortimento, eventuale personale e gestione fiscale. Nel regime forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi è importante confrontare il coefficiente fiscale con il margine effettivo del punto vendita.
Checklist prima di aprire una merceria
- Utilizzare 47.51.20 per la vera vendita al dettaglio di filati per maglieria e merceria.
- Distinguere la vendita di tessuti 47.51.10.
- Verificare separatamente macchine da cucire e apparecchiature.
- Separare eventuale sartoria, riparazioni o confezioni.
- Valutare autonomamente eventuali corsi di cucito o maglia.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e verificare SCIA/SUAP.
- Impostare la Gestione Commercianti INPS.
- Applicare il coefficiente forfettario del 40% alla normale attività commerciale.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
- Gestire correttamente l’eventuale vendita online.
Domande frequenti sulla Partita IVA per merceria
Qual è il codice ATECO nel 2026?
Per il commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria il codice è 47.51.20.
Tessuti e merceria hanno lo stesso codice?
No. Il commercio di tessuti è classificato in 47.51.10.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per la normale attività commerciale qui considerata è 40%.
Posso fare anche sartoria?
Sì, ma quando il servizio viene svolto stabilmente e fatturato autonomamente va verificata la relativa attività e l’inquadramento previdenziale.
Se stai progettando la merceria nel suo complesso — fornitori, filati, varianti, stock, clienti professionali, kit, riordini ed e-commerce — consulta la guida su come aprire una merceria.
Partita IVA merceria nel 2026: cosa verificare prima di partire
La distinzione principale è tra filati e merceria, tessuti, vendita di apparecchiature ed eventuali lavorazioni. Sono attività spesso presenti nello stesso negozio, ma non devono essere classificate automaticamente nello stesso modo.
Definiti assortimento, ATECO prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, SCIA, INPS e regime fiscale, la merceria può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.