Aprire un negozio di tessuti con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere i tessuti per abbigliamento e arredamento da merceria, tende, abbigliamento finito e attività di confezione. ATECO 2025 assegna alla vendita al dettaglio di tessuti il codice 47.51.10 – Commercio al dettaglio di tessuti per abbigliamento e arredamento.
La classificazione comprende anche articoli tessili, teloni e incerate, materiali di base per tappeti, arazzi o ricami e biancheria da letto. Non comprende invece automaticamente filati e articoli di merceria, tende finite o capi di abbigliamento: per queste attività ATECO 2025 prevede riferimenti distinti.
Qual è il codice ATECO di un negozio di tessuti nel 2026?
Il riferimento ufficiale è 47.51.10 – Commercio al dettaglio di tessuti per abbigliamento e arredamento. Le note ATECO 2025 pubblicate da ISTAT includono espressamente il commercio al dettaglio di tessuti, articoli tessili, teloni e incerate, materiali di base per tappeti, arazzi o ricami e biancheria da letto.
Il codice è quindi adatto a un punto vendita che vende tessuti al metro, rotoli e altri prodotti tessili destinati a sartoria, arredamento e uso domestico, quando questa è l’attività prevalente.
Il vecchio ATECO 47.51.10 è cambiato?
Il numero 47.51.10 è rimasto, ma con ATECO 2025 la descrizione è stata resa più sintetica e la classificazione va letta insieme alle nuove note esplicative. Per una nuova apertura nel 2026 bisogna quindi usare la classificazione vigente e verificare le esclusioni aggiornate.
Quali prodotti rientrano nel 47.51.10?
- tessuti per abbigliamento;
- tessuti per arredamento;
- articoli tessili;
- materiali di base per tappeti, arazzi e ricami;
- teloni e incerate;
- biancheria da letto.
Quando una categoria diventa una vera attività autonoma e dispone di un codice più specifico, bisogna però verificare se sia necessario indicarla separatamente.
Tessuti e merceria hanno lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 distingue 47.51.10 per i tessuti da 47.51.20 – Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria. Quest’ultimo comprende filati per maglieria e articoli di merceria come aghi e filati cucirini.
Un negozio può vendere entrambe le categorie, ma se merceria e tessuti costituiscono due linee stabili bisogna individuare l’attività prevalente e valutare il codice secondario.
Le tende rientrano nel codice dei tessuti?
Non automaticamente. Le note ISTAT escludono dal 47.51 il commercio al dettaglio di tende e tendine di tessuto a rete e rinviano al codice 47.53.12 – Commercio al dettaglio di tende.
Vendere tessuto destinato alla realizzazione di tende è diverso dal vendere stabilmente tende finite. Se il punto vendita svolge entrambe le attività va verificato il corretto inquadramento.
Tessuti e biancheria per la casa: quale codice?
ATECO 2025 include espressamente la biancheria da letto nel 47.51.10. Per altri prodotti per la casa bisogna però controllare la loro natura: stoviglie, utensili e altre attrezzature domestiche appartengono a categorie diverse. Il confronto è disponibile nella guida sulla Partita IVA per un negozio di casalinghi.
Tessuti e abbigliamento finito hanno lo stesso codice?
No. Le note ISTAT escludono dal 47.51 il commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento. Un negozio che vende tessuti al metro svolge un’attività diversa da chi vende capi finiti.
Se l’assortimento comprende stabilmente anche vestiti, giacche, pantaloni o altri capi, va verificato il codice dedicato. Per il commercio di capi puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio di abbigliamento.
Se taglio il tessuto su misura divento artigiano?
Il semplice taglio a metraggio necessario per vendere il tessuto non trasforma automaticamente il negozio in attività artigiana. La situazione cambia se il titolare svolge stabilmente confezione, sartoria, produzione di tende, biancheria o altri prodotti finiti come attività autonoma.
In presenza di vera produzione o lavorazione bisogna verificare il codice manifatturiero o di servizio applicabile e la possibile iscrizione alla Gestione Artigiani. I criteri generali sono spiegati nella guida sulla Partita IVA dell’artigiano.
Come si apre un negozio di tessuti?
Il normale negozio di tessuti viene avviato come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica.
Il Registro Imprese indica che ComUnica coordina gli adempimenti verso Registro delle Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS ed eventuale SUAP. Per la procedura generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire un negozio di tessuti?
Per il commercio al dettaglio in sede fissa devono essere verificati gli adempimenti del Comune e del SUAP competente, compresa la SCIA nei casi previsti. La normale vendita non alimentare di tessuti non richiede una specifica abilitazione professionale nazionale.
Laboratorio sartoriale, produzione, commercio su area pubblica o altre attività aggiuntive possono invece comportare adempimenti differenti.
Quale INPS paga il titolare del negozio?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti un’aliquota ordinaria del 24,48%, un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo ordinario annuo sul minimale pari a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Il negozio di tessuti può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività di commercio al dettaglio di tessuti il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. La verifica generale è disponibile nella guida sul regime forfettario 2026.
Perché il coefficiente è 40% e non 60%?
Il commercio al dettaglio rientra nel gruppo di attività per cui il coefficiente forfettario è del 40%. Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti individuati tramite la corrispondente attività della classificazione precedente, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Il coefficiente non indica l’aliquota dell’imposta: rappresenta la quota dei ricavi utilizzata per determinare inizialmente il reddito forfettario.
Quante tasse paga un negozio di tessuti forfettario?
Dal reddito determinato con il coefficiente del 40% vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Sulla base risultante si applica l’imposta sostitutiva, normalmente al 15% oppure al 5% quando sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Il costo reale della merce, dell’affitto e del magazzino non viene dedotto analiticamente nel forfettario. Per un negozio con margini ridotti è quindi importante confrontare il risultato forfettario con la redditività reale.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il commerciante in regime forfettario che possiede i requisiti può aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere tessuti online cambia il codice ATECO?
Non per il solo fatto di usare Internet. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base ai prodotti venduti. Se l’attività resta la vendita di tessuti, il riferimento continua quindi a essere 47.51.10 anche quando gli ordini arrivano da un sito o da un marketplace.
La vendita a distanza aggiunge però gli obblighi verso il consumatore e le regole IVA applicabili. Il tema è approfondito nella guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un negozio di tessuti?
I costi dipendono da locale, assortimento e quantità di merce iniziale. Possono comprendere affitto e cauzione, scaffalature ed espositori, tavolo da taglio, primo acquisto dei tessuti, magazzino, software gestionale, sistemi di pagamento, insegna, assicurazioni, eventuale e-commerce e gestione amministrativa.
Durante l’attività incidono inoltre INPS, diritto camerale, utenze, riassortimento, eventuale personale e gestione fiscale. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti uno per uno, quindi la scelta del regime deve essere valutata sui margini effettivi.
Checklist prima di aprire un negozio di tessuti
- Utilizzare 47.51.10 per la vera vendita al dettaglio di tessuti per abbigliamento e arredamento.
- Separare la merceria con 47.51.20 quando costituisce una linea autonoma.
- Distinguere la vendita di tende finite, classificata in 47.53.12.
- Distinguere tessuti e abbigliamento finito.
- Verificare separatamente eventuale sartoria o produzione.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e verificare SCIA/SUAP.
- Impostare la Gestione Commercianti INPS.
- Applicare il coefficiente forfettario del 40% alla normale attività commerciale.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
- Gestire correttamente la vendita online.
Domande frequenti sulla Partita IVA per tessuti
Qual è il codice ATECO nel 2026?
Per il commercio al dettaglio di tessuti per abbigliamento e arredamento il codice è 47.51.10.
Merceria e tessuti hanno lo stesso codice?
No. La merceria e i filati per maglieria sono classificati in 47.51.20.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per la normale attività commerciale qui considerata è 40%.
Le tende finite rientrano in 47.51.10?
No. ATECO 2025 rinvia il commercio al dettaglio di tende a 47.53.12.
Se stai progettando il punto vendita nel suo complesso — fornitori, rotoli, campioni, metraggio, taglio, clienti professionali, stock ed e-commerce — consulta la guida su come aprire un negozio di tessuti.
Partita IVA negozio di tessuti nel 2026: cosa verificare prima di partire
Il punto decisivo è separare correttamente tessuti, merceria, tende, abbigliamento finito ed eventuali lavorazioni. Sono attività vicine per il cliente, ma ATECO 2025 non le considera automaticamente equivalenti.
Definiti assortimento, ATECO prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, SCIA, INPS e regime fiscale, il negozio può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.