Aprire un minimarket o un negozio di alimentari con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere il commercio non specializzato dai negozi che vendono soprattutto una sola categoria di prodotti. ATECO 2025 prevede il codice 47.11.02 – Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di altri prodotti alimentari, bevande o tabacchi.
ISTAT include espressamente in questa sottocategoria minimercati, supermercati e ipermercati in sede fissa quando l’assortimento comprende più classi merceologiche e prevalgono alimenti non surgelati, bevande o tabacchi. Il codice non va quindi usato come etichetta generica per qualunque piccolo negozio alimentare.
Qual è il codice ATECO di un minimarket nel 2026?
Il riferimento ufficiale è 47.11.02. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano che vi rientrano le unità non specializzate con prevalenza di prodotti alimentari non surgelati, bevande o tabacchi.
Se l’attività è svolta in sede fissa, ISTAT cita espressamente come esempi ipermercati, supermercati e minimercati.
Cosa significa “commercio non specializzato”?
La classe 47.11 non identifica un negozio che vende una sola merceologia. Le note ATECO richiedono la vendita di prodotti appartenenti ad almeno cinque classi comprese nei gruppi da 47.2 a 47.8 e una reale prevalenza dell’area alimentare, bevande o tabacchi.
Un minimarket può quindi vendere, ad esempio, pane confezionato, latticini, bevande, pasta, conserve, dolciumi, detergenti e piccoli articoli per la casa. Un negozio specializzato soltanto in carne, pesce o frutta segue invece la relativa classificazione specifica.
Come funziona la soglia del 35%?
Per essere classificata nella classe 47.11, l’unità deve avere alimenti, bevande e tabacchi pari almeno al 35% del valore aggiunto o dell’indicatore sostitutivo utilizzato per la classificazione. Per il 47.11.02 la prevalenza riguarda prodotti alimentari non surgelati, bevande o tabacchi.
Il codice va quindi scelto sulla struttura economica reale dell’assortimento, non soltanto sul nome commerciale “minimarket”.
Minimarket e negozio di surgelati usano lo stesso codice?
No. ATECO 2025 separa 47.11.01 per il commercio non specializzato con prevalenza di prodotti alimentari surgelati e 47.11.02 per gli altri alimenti, bevande o tabacchi.
Il confine è approfondito nella guida sulla Partita IVA per un negozio di surgelati.
Un piccolo negozio specializzato può usare 47.11.02?
Non automaticamente. Se il punto vendita è realmente specializzato in una sola famiglia di prodotti, bisogna utilizzare la classificazione merceologica specifica quando esiste. È il caso, ad esempio, di frutta e verdura, carne, pesce, pane, dolciumi, caffè, bevande o prodotti lattiero-caseari.
Vendere bevande alcoliche cambia l’ATECO?
La presenza di bevande può rientrare nell’assortimento del minimarket. Se però l’attività diventa specializzata nella vendita di bevande, va valutato il codice dedicato al commercio al dettaglio di bevande. Inoltre la vendita di alcolici può comportare adempimenti specifici che vanno verificati con SUAP e autorità competenti.
Per un’attività specializzata puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un’enoteca.
Il minimarket può vendere tabacchi con il solo ATECO 47.11.02?
No. Il fatto che la descrizione ATECO comprenda i tabacchi non sostituisce la disciplina autorizzatoria. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli precisa che la vendita al dettaglio dei tabacchi lavorati avviene attraverso la rete ufficiale delle rivendite e dei patentini.
Una rivendita ordinaria opera sulla base di concessione ADM; il patentino è un’autorizzazione complementare che può essere rilasciata a un esercente già dotato di altra licenza quando ricorrono le condizioni previste. Per il tema specifico puoi consultare anche la guida sulla Partita IVA per una tabaccheria.
Come si apre un minimarket?
La normale attività viene avviata come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica, insieme agli adempimenti commerciali e alimentari richiesti.
Il Registro Imprese consente di coordinare tramite ComUnica l’attribuzione della Partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese e gli adempimenti previdenziali. Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per il negozio di alimentari?
Per il commercio al dettaglio in sede fissa devono essere verificati gli adempimenti previsti dal Comune e dal SUAP competente. La pratica concreta dipende anche dalla superficie, dalla sede, dai prodotti trattati e dall’eventuale presenza di attività ulteriori.
Notifica sanitaria e HACCP: cosa serve?
Il Regolamento (CE) n. 852/2004 prevede che ogni operatore del settore alimentare notifichi all’autorità competente gli stabilimenti sotto il proprio controllo ai fini della registrazione e adotti procedure basate sui principi HACCP.
Per un minimarket sono rilevanti ricevimento e conservazione della merce, temperature, prodotti refrigerati e congelati, pulizia, infestanti, allergeni, scadenze, tracciabilità, eventuale vendita sfusa e corretta gestione dei prodotti non conformi.
Quale INPS paga il titolare?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente l’attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte eccedente l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Il minimarket può usare il regime forfettario?
Sì, se il titolare è una persona fisica, rispetta i requisiti del regime e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività di commercio il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il commerciante in regime forfettario che possiede i requisiti può aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione.
Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere online cambia il codice del minimarket?
Il canale online non elimina la necessità di classificare l’attività in base all’assortimento reale. Un minimarket può affiancare consegna e ordini online, ma restano gli obblighi alimentari, di conservazione, informazione al consumatore e vendita a distanza.
Per gli aspetti generali dell’e-commerce puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un minimarket?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, scaffalature, banchi frigo, freezer, impianti, registratore telematico, software gestionale, sistemi di pagamento, primo assortimento, assicurazioni, sicurezza e personale.
Incidono in modo particolare superficie, orari, quantità di merce refrigerata, consumo energetico e rotazione del magazzino. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la convenienza va valutata sulla marginalità effettiva.
Checklist prima di aprire un minimarket
- Valutare 47.11.02 soltanto per una vera attività non specializzata.
- Verificare la presenza di almeno cinque classi merceologiche rilevanti.
- Controllare la soglia di prevalenza del 35% per alimenti non surgelati, bevande o tabacchi.
- Distinguere 47.11.01 quando prevalgono i surgelati.
- Usare i codici specializzati quando il negozio vende soprattutto una sola famiglia di prodotti.
- Non considerare il codice ATECO come autorizzazione alla vendita di tabacchi.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e gestire SCIA e registrazione sanitaria.
- Predisporre procedure HACCP coerenti con l’assortimento.
- Impostare la Gestione Commercianti INPS.
- Valutare forfettario e riduzione INPS del 35% quando spettanti.
Domande frequenti sulla Partita IVA per minimarket
Qual è il codice ATECO di un minimarket?
ATECO 2025 prevede 47.11.02 per il commercio non specializzato con prevalenza di altri prodotti alimentari, bevande o tabacchi.
Qual è la differenza con un negozio di surgelati?
Il 47.11.01 riguarda l’attività non specializzata con prevalenza di prodotti alimentari surgelati.
Il minimarket può vendere tabacchi automaticamente?
No. La vendita di tabacchi resta soggetta alla disciplina ADM delle rivendite e dei patentini.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per la normale attività commerciale è 40%, quando il contribuente possiede tutti i requisiti del regime.
Partita IVA minimarket nel 2026: cosa verificare
Il punto decisivo è verificare che il negozio sia davvero non specializzato e che la composizione economica dell’assortimento rispetti i criteri del 47.11.02. Nome dell’insegna, dimensioni ridotte o presenza di molti prodotti non bastano da soli.
Definiti assortimento, ATECO, eventuali autorizzazioni specifiche, ComUnica, SCIA, registrazione sanitaria, HACCP, INPS e regime fiscale, il minimarket può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.