Aprire un’enoteca con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere la vendita di vino e altre bevande dalla somministrazione sul posto e dalla produzione. ATECO 2025 assegna alla normale vendita al dettaglio il codice 47.25.00 – Commercio al dettaglio di bevande.
Il codice comprende bevande alcoliche e analcoliche vendute per il consumo fuori dal locale e non preparate o lavorate sul posto. Se l’enoteca serve calici, cocktail o altre bevande da consumare immediatamente nel locale, oppure produce direttamente vino o liquori, il corretto inquadramento cambia.
Qual è il codice ATECO di un’enoteca nel 2026?
Il riferimento ufficiale è 47.25.00 – Commercio al dettaglio di bevande. Le note ATECO 2025 pubblicate da ISTAT includono il commercio al dettaglio di bevande alcoliche e analcoliche non destinate al consumo sul posto e non preparate o lavorate nel punto vendita.
Quali prodotti rientrano nel 47.25.00?
- vino fermo e spumante;
- birra;
- liquori e distillati;
- bevande alcoliche confezionate;
- bevande analcoliche;
- succhi di frutta e ortaggi.
La classificazione riguarda la vendita al dettaglio di bevande confezionate o comunque non preparate sul posto per il consumo immediato.
Enoteca e wine bar sono la stessa attività?
No. Un’enoteca che vende bottiglie da portare via svolge commercio al dettaglio. Un wine bar che serve calici e bevande da consumare nel locale svolge invece somministrazione.
ATECO 2025 esclude espressamente dal 47.25 la vendita di bevande per il consumo sul posto e la rinvia alla classe 56.30. Se il locale svolge entrambe le attività bisogna quindi impostare correttamente attività prevalente ed eventuali codici secondari.
Fare degustazioni cambia il codice ATECO?
Una degustazione occasionale e realmente accessoria alla vendita non equivale automaticamente a un’attività di somministrazione strutturata. La situazione cambia quando il locale organizza in modo abituale mescita, servizio al banco o ai tavoli e consumo sul posto come fonte autonoma di ricavi.
Quando la somministrazione diventa una vera attività, devono essere verificati il relativo codice, i requisiti professionali e gli adempimenti SUAP applicabili. Per il quadro generale sulla somministrazione puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un bar.
Vendere vino sfuso rientra nel 47.25.00?
La vendita al dettaglio di bevande può rientrare nel 47.25.00 quando il punto vendita si limita alla commercializzazione. Se però l’impresa effettua lavorazioni, trasformazioni o attività produttive sul vino, la classificazione deve essere verificata separatamente.
Produrre vino è la stessa attività dell’enoteca?
No. La produzione di vino appartiene alla divisione ATECO 11 dedicata alle bevande. ATECO 2025 prevede, tra gli altri, 11.02.10 per la produzione di vini esclusi spumanti e altri vini speciali e 11.02.20 per vini spumanti e altri vini speciali.
Un produttore che possiede anche uno spaccio o un’enoteca deve quindi distinguere produzione e vendita. La gestione è approfondita nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Vendere all’ingrosso usa lo stesso codice?
No. Il 47.25.00 riguarda il commercio al dettaglio. La vendita all’ingrosso di bevande alcoliche rientra invece nella classificazione del commercio all’ingrosso, con codice 46.34.10 per le bevande alcoliche.
Se l’impresa vende sia al consumatore finale sia stabilmente ad altre imprese bisogna verificare la reale prevalenza delle due attività e gli eventuali codici secondari.
Serve ancora una “licenza alcolici” per aprire un’enoteca?
La disciplina delle accise è stata modificata nel 2025. Il decreto legislativo 43/2025 ha riscritto l’articolo 29 del Testo Unico Accise e, fuori dai casi di deposito soggetti a denuncia, prevede per gli esercenti la vendita di prodotti alcolici assoggettati al contrassegno fiscale e di birra un’unica comunicazione di attività al SUAP, che la trasmette all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Non è quindi corretto applicare automaticamente vecchie procedure o usare la formula “licenza alcolici” senza verificare il caso concreto. La pratica deve essere controllata in base ai prodotti trattati, alla configurazione del punto vendita e alle indicazioni del SUAP e dell’ADM territorialmente competenti.
Come si apre un’enoteca?
La normale enoteca viene avviata come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica.
Il Registro Imprese indica che ComUnica coordina attribuzione della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e adempimenti INPS. Vanno poi gestite le pratiche commerciali, alimentari e quelle collegate alla vendita di bevande alcoliche tramite gli enti competenti.
Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire un’enoteca?
Per il commercio al dettaglio in sede fissa devono essere verificati gli adempimenti previsti dal Comune e dal SUAP competente, compresa la SCIA commerciale nei casi previsti. Alla pratica generale si aggiungono gli adempimenti specifici applicabili alle bevande alcoliche e, se presente, alla somministrazione.
Vendita semplice, mescita, deposito, imbottigliamento e produzione non devono quindi essere trattati come se fossero la stessa attività.
Quale INPS paga il titolare dell’enoteca?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
L’enoteca può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività commerciale il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Produzione e somministrazione hanno sempre coefficiente 40%?
No. Il 40% riguarda la normale attività commerciale. Produzione vinicola e somministrazione appartengono a gruppi economici differenti e il coefficiente deve essere verificato sulla relativa attività. Non è quindi corretto applicare automaticamente il coefficiente dell’enoteca a tutti i ricavi.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti individuati tramite la corrispondente attività della classificazione precedente, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il commerciante in regime forfettario che possiede i requisiti può aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere vino online cambia il codice ATECO?
Non per il solo fatto di utilizzare Internet. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base ai prodotti venduti. Se l’attività resta la vendita al dettaglio di bevande, il riferimento continua a essere 47.25.00 anche quando gli ordini arrivano da un sito o da un marketplace.
Il canale online non elimina gli obblighi commerciali, alimentari e quelli specifici collegati alle bevande alcoliche. Per gli aspetti generali della vendita a distanza puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un’enoteca?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, arredi, scaffalature, climatizzazione e conservazione delle bottiglie, primo assortimento, software gestionale, sistemi di pagamento, assicurazioni ed eventuale e-commerce.
Se il locale offre anche degustazioni o somministrazione bisogna considerare attrezzature, arredi, personale e ulteriori adempimenti. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la convenienza va valutata sulla marginalità effettiva.
Checklist prima di aprire un’enoteca
- Utilizzare 47.25.00 per la vera vendita al dettaglio di bevande non consumate sul posto.
- Distinguere la mescita e la somministrazione dal semplice commercio.
- Separare produzione vinicola e commercio.
- Valutare 46.34.10 quando esiste una vera attività all’ingrosso di bevande alcoliche.
- Verificare gli adempimenti SUAP e ADM applicabili dopo la modifica dell’articolo 29 TUA.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e gestire SCIA e pratiche alimentari necessarie.
- Impostare la Gestione Commercianti INPS per la normale attività di vendita.
- Applicare il coefficiente del 40% soltanto ai ricavi della normale attività commerciale.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
- Gestire correttamente l’eventuale vendita online.
Domande frequenti sulla Partita IVA per enoteca
Qual è il codice ATECO di un’enoteca?
Per il commercio al dettaglio di bevande ATECO 2025 prevede 47.25.00.
Un wine bar usa lo stesso codice?
Non per la somministrazione. Il consumo sul posto è escluso dal 47.25 e appartiene alla classe 56.30.
Serve ancora la vecchia licenza alcolici?
La disciplina è stata modificata nel 2025. Per i casi previsti dall’articolo 29 TUA è oggi prevista una comunicazione di attività al SUAP trasmessa all’ADM; la procedura concreta va verificata in base ai prodotti trattati e al modello dell’esercizio.
Qual è il coefficiente forfettario della vendita?
Per la normale attività commerciale è 40%, quando il contribuente possiede tutti i requisiti del regime.
Partita IVA enoteca nel 2026: cosa verificare
Il passaggio decisivo è distinguere vendita, somministrazione, ingrosso e produzione. Un’enoteca che vende bottiglie da portare via non svolge automaticamente la stessa attività di un wine bar o di una cantina produttrice.
Definiti modello dell’attività, ATECO, eventuali codici secondari, ComUnica, SCIA, adempimenti ADM, INPS e regime fiscale, il punto vendita può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.