Aprire un negozio di bomboniere con Partita IVA nel 2026 significa avviare un’attività commerciale con un codice ATECO specifico: 47.78.25 – Commercio al dettaglio di bomboniere. ATECO 2025 ha separato in modo più preciso bomboniere, souvenir, articoli di artigianato, articoli religiosi e bigiotteria, che non devono essere trattati come un’unica categoria generica di articoli da regalo.
Il codice 47.78.25 è adatto quando il ricavo deriva principalmente dalla vendita al dettaglio di oggetti ricordo e regalo destinati a cerimonie, per esempio matrimoni, battesimi, comunioni, cresime e lauree. Se però il negozio produce direttamente gli oggetti, vende stabilmente confetti e altri alimenti, organizza eventi o tratta altre categorie merceologiche, bisogna verificare attività e codici ulteriori.
Qual è il codice ATECO delle bomboniere nel 2026?
La classificazione ATECO 2025 pubblicata da ISTAT prevede il codice 47.78.25 – Commercio al dettaglio di bomboniere.
Le note esplicative identificano espressamente la vendita al dettaglio di bomboniere come oggetti ricordo e regalo per cerimonie, per esempio per matrimoni. È quindi un codice molto più preciso rispetto a una generica descrizione “articoli da regalo”.
Il vecchio ATECO 47.78.35 è ancora valido?
47.78.35 – Commercio al dettaglio di bomboniere appartiene alla classificazione precedente. Con ATECO 2025 il riferimento specifico è diventato 47.78.25.
Per una nuova apertura nel 2026 bisogna quindi utilizzare la classificazione vigente e non copiare automaticamente il vecchio codice da una visura storica o da una guida non aggiornata.
Bomboniere e articoli da regalo hanno lo stesso ATECO?
No, non necessariamente. “Articoli da regalo” è una definizione commerciale ampia, mentre ATECO 2025 distingue diversi prodotti. Il codice 47.78.25 riguarda specificamente le bomboniere; 47.78.21 riguarda i souvenir, 47.78.22 gli articoli di artigianato, 47.78.23 gli articoli religiosi e 47.78.24 la bigiotteria.
Se il punto vendita commercializza stabilmente più categorie, bisogna individuare l’attività prevalente e valutare eventuali codici secondari. La scelta deve riflettere ciò che viene realmente venduto e non soltanto il nome del negozio.
Bomboniere e casalinghi possono stare nella stessa Partita IVA?
Sì, quando entrambe le attività vengono realmente esercitate, ma possono essere necessari codici diversi. Un negozio che vende anche stoviglie, articoli per la tavola, accessori da cucina o altri prodotti per la casa deve verificare i codici specifici dell’area 47.55. Il confronto è spiegato nella guida sulla Partita IVA per un negozio di casalinghi.
Vendere confetti cambia l’inquadramento?
Può cambiarlo. I confetti sono prodotti alimentari e la vendita stabile di dolciumi non deve essere assorbita automaticamente nel codice delle bomboniere. ATECO 2025 classifica il commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi in 47.24.20.
Se i confetti costituiscono una vera linea commerciale, bisogna quindi verificare il codice aggiuntivo e gli adempimenti previsti per il commercio alimentare. Se invece vengono soltanto inseriti in modo accessorio nella confezione della bomboniera, il caso concreto va valutato in base a come viene organizzata e fatturata l’attività.
Se preparo personalmente le bomboniere divento artigiano?
Non automaticamente. Confezionare, assemblare o personalizzare in modo accessorio prodotti acquistati per la rivendita non significa necessariamente svolgere una vera attività manifatturiera.
La situazione cambia quando l’impresa produce stabilmente gli oggetti venduti, per esempio candele, ceramiche, articoli in legno, tessili o altre creazioni proprie. In quel caso devono essere verificati il codice di produzione, la possibile natura artigiana dell’impresa e l’inquadramento previdenziale. Il quadro generale è approfondito nella guida sulla Partita IVA dell’artigiano.
Personalizzazione e incisione richiedono un altro ATECO?
Dipende dal peso economico del servizio. Una semplice personalizzazione accessoria alla vendita può restare collegata al prodotto venduto. Se invece incisione, stampa, confezionamento o altre lavorazioni vengono offerte autonomamente e fatturate come servizio stabile, bisogna verificare una classificazione specifica.
La regola pratica è distinguere ciò che serve soltanto a completare la vendita della bomboniera da una seconda attività che viene proposta e remunerata in modo autonomo.
Organizzare matrimoni ed eventi è la stessa attività?
No. Vendere bomboniere e organizzare professionalmente un matrimonio o un evento sono attività economicamente differenti. Se il negozio offre anche pianificazione completa, coordinamento di fornitori, allestimenti o altri servizi autonomi, l’attività di organizzazione deve essere valutata separatamente.
Non è quindi corretto utilizzare 47.78.25 come contenitore generale per qualsiasi servizio collegato alle cerimonie.
Come si apre un negozio di bomboniere?
Il normale negozio di bomboniere viene avviato come impresa commerciale. Per una ditta individuale la procedura passa attraverso la Comunicazione Unica, che permette di coordinare apertura fiscale, Registro delle Imprese e posizione previdenziale.
Il Registro Imprese indica tra gli adempimenti coordinabili tramite ComUnica anche l’attribuzione della Partita IVA, l’iscrizione al Registro Imprese, INPS ed eventuale SCIA per il SUAP. Per la procedura generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire un negozio di bomboniere?
Per un esercizio commerciale al dettaglio devono essere verificati gli adempimenti previsti dal Comune e dal SUAP competente, compresa la SCIA nei casi previsti. La normale vendita non alimentare di bomboniere non richiede una specifica abilitazione professionale nazionale.
Se vengono venduti anche alimenti, vengono svolte lavorazioni artigianali o sono presenti ulteriori attività, gli adempimenti possono aumentare e devono essere verificati prima dell’avvio.
Quale INPS paga il titolare di un negozio di bomboniere?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente il commercio viene normalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo ordinario annuo sul minimale pari a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale si applica il 24,48% fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il funzionamento è approfondito nella guida sui contributi INPS di Artigiani e Commercianti.
Il negozio di bomboniere può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti del regime e non ricade in una causa di esclusione. Per il normale commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. La verifica dei requisiti è disponibile nella guida sul regime forfettario 2026.
Perché il coefficiente è 40%?
Il decreto legislativo 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente sulla classificazione ATECO 2025, continuano a essere utilizzati quelli collegati alle corrispondenti attività della classificazione precedente. Per il commercio al dettaglio qui considerato il coefficiente resta quindi del 40%.
Quante tasse paga un negozio di bomboniere forfettario?
Dal reddito determinato applicando il coefficiente del 40% vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Sulla base risultante si calcola l’imposta sostitutiva, normalmente al 15% oppure al 5% quando sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività.
I contributi INPS non devono essere confusi con il reddito fiscale forfettario: il commerciante può essere tenuto alla contribuzione sul minimale anche quando il reddito determinato fiscalmente con il coefficiente del 40% è inferiore.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì. Il commerciante in regime forfettario che possiede i requisiti può aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. Per una nuova attività avviata nel 2026 la volontà di aderire deve essere comunicata secondo le procedure INPS con la massima tempestività dopo l’iscrizione. Il meccanismo è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere bomboniere online cambia l’ATECO?
Non per il solo fatto di utilizzare Internet come canale di vendita. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base al prodotto venduto. Se l’attività resta la vendita di bomboniere, il riferimento continua quindi a essere 47.78.25.
L’e-commerce aggiunge però gli obblighi delle vendite a distanza, come informazioni al consumatore, recesso, resi e corretta gestione IVA. Il tema è approfondito nella guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un negozio di bomboniere?
Non esiste un costo iniziale unico. Le voci principali possono comprendere locale, cauzione, allestimento, espositori, primo assortimento, confezioni, nastri e materiali accessori, software gestionale, insegna, assicurazioni, eventuale e-commerce e costi di avvio amministrativo.
Durante l’attività pesano inoltre INPS, diritto camerale, affitto, utenze, acquisto della merce, gestione fiscale, eventuale personale e costi di personalizzazione. Nel forfettario questi costi reali non vengono dedotti uno per uno, quindi la convenienza del regime va valutata sul margine effettivo del negozio.
Checklist prima di aprire un negozio di bomboniere
- Utilizzare 47.78.25 per la vera vendita al dettaglio di bomboniere.
- Non continuare a utilizzare automaticamente il vecchio 47.78.35.
- Distinguere bomboniere, souvenir, artigianato, articoli religiosi e bigiotteria.
- Verificare separatamente la vendita stabile di confetti e altri dolciumi.
- Distinguere la semplice personalizzazione dalla vera produzione propria.
- Non ricondurre l’organizzazione di eventi al solo codice commerciale.
- Avviare correttamente l’impresa tramite ComUnica e SUAP.
- Impostare la Gestione Commercianti INPS.
- Controllare i requisiti del regime forfettario.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
Domande frequenti sulla Partita IVA per bomboniere
Qual è il codice ATECO delle bomboniere nel 2026?
Il codice specifico ATECO 2025 è 47.78.25.
Il vecchio 47.78.35 va ancora usato?
Per una nuova apertura il riferimento vigente è 47.78.25.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per il normale commercio al dettaglio di bomboniere il coefficiente è 40%.
I confetti rientrano sempre nel codice delle bomboniere?
No. La vendita stabile di dolciumi deve essere verificata separatamente e ATECO 2025 prevede 47.24.20 per il commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi.
Se stai progettando il negozio nel suo complesso — fornitori, campionari, preventivi, acconti, ordini, personalizzazione, margini ed e-commerce — consulta la guida su come aprire un negozio di bomboniere.
Partita IVA negozio di bomboniere nel 2026: cosa verificare prima di partire
Il punto decisivo è capire cosa viene realmente venduto e cosa viene eventualmente prodotto o offerto come servizio. La vendita di bomboniere ha oggi un codice specifico, ma confetti, articoli di altre categorie, produzione propria e organizzazione di eventi possono richiedere valutazioni ulteriori.
Definiti correttamente attività, ATECO, ComUnica, SCIA, previdenza e regime fiscale, il negozio può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.