La Partita IVA dell’odontotecnico nel 2026 utilizza normalmente il codice ATECO 32.50.10 — Fabbricazione di protesi dentarie. ATECO 2025 ha cambiato la classificazione: il vecchio 32.50.20, ancora presente in molte guide, non è più il riferimento attuale per una nuova apertura. La voce 32.50.10 comprende protesi dentarie, protesi implantari, dispositivi odontoiatrici su misura, apparecchi ortodontici e relativa riparazione.
L’odontotecnico non è un odontoiatra e non può intervenire direttamente nella bocca del paziente. Realizza dispositivi su prescrizione o indicazione del professionista sanitario competente e, quando apre un proprio laboratorio, opera normalmente come impresa artigiana: Registro Imprese, Albo Imprese Artigiane e Gestione Artigiani INPS diventano quindi elementi centrali. Nel 2026 l’aliquota artigiani è del 24% e il contributo annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro.
Qual è il codice ATECO dell’odontotecnico nel 2026?
Il codice ATECO 2025 di riferimento è 32.50.10 — Fabbricazione di protesi dentarie. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono la fabbricazione di protesi dentarie e implantari, dispositivi odontoiatrici su misura, apparecchi ortodontici e la loro riparazione.
Il codice deve descrivere l’attività effettivamente esercitata. Se il laboratorio svolge anche attività autonome differenti, va verificata l’eventuale necessità di codici secondari.
Il vecchio codice 32.50.20 è ancora corretto?
No. Il 32.50.20 appartiene alla precedente classificazione. Con ATECO 2025 la fabbricazione di protesi dentarie è identificata dal nuovo 32.50.10.
Per una nuova apertura nel 2026 non è quindi corretto copiare il vecchio codice da guide o visure precedenti alla riclassificazione. Il criterio generale è spiegato nella guida su come scegliere il codice ATECO.
Quali attività rientrano nel codice 32.50.10?
La voce comprende la fabbricazione e la riparazione di protesi dentarie e altri dispositivi odontoiatrici su misura. Nella pratica può riguardare corone, ponti, protesi mobili, strutture implantari, apparecchi ortodontici e lavorazioni CAD-CAM destinate a dispositivi personalizzati.
È importante distinguere la fabbricazione del dispositivo dalla semplice rivendita di prodotti odontoiatrici o da altre attività commerciali.
Odontotecnico e odontoiatra sono la stessa professione?
No. L’odontoiatra è il professionista sanitario che visita il paziente, formula diagnosi e svolge le attività cliniche. L’odontotecnico realizza invece il dispositivo protesico o ortodontico sulla base delle indicazioni ricevute e non può effettuare interventi o manipolazioni direttamente nella bocca del paziente.
Per l’altra professione APIVA ha una guida specifica sulla Partita IVA dell’odontoiatra.
Come si diventa odontotecnico?
L’INAPP ricomprende l’odontotecnico tra le professioni regolamentate e indica il percorso formativo specifico. Per l’esercizio autonomo occorre conseguire il titolo professionale previsto e l’abilitazione secondo la disciplina applicabile.
Il percorso scolastico e l’esame di abilitazione non vanno confusi con una generica esperienza di laboratorio: per aprire un’attività autonoma è necessario possedere i requisiti professionali richiesti.
L’odontotecnico è una professione sanitaria?
Il Ministero della Salute lo colloca tra le arti ausiliarie delle professioni sanitarie. Questa qualificazione non attribuisce però all’odontotecnico le competenze cliniche dell’odontoiatra.
Il perimetro professionale resta centrato sulla costruzione e riparazione dei dispositivi protesici e ortodontici, senza attività diretta sul paziente.
Quando l’odontotecnico deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività viene esercitata in modo abituale e organizzato. L’apertura di un laboratorio, l’acquisto di attrezzature, la produzione continuativa per studi dentistici e la presenza stabile sul mercato sono elementi tipici di un’attività d’impresa.
Per la forma imprenditoriale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con Comunicazione Unica.
L’attività è normalmente artigiana?
Sì, il laboratorio odontotecnico individuale è normalmente inquadrato come impresa artigiana quando il titolare partecipa personalmente e professionalmente alla produzione e ricorrono i requisiti previsti dalla disciplina dell’artigianato.
Questo comporta, di regola, l’iscrizione al Registro Imprese, all’Albo delle Imprese Artigiane e alla Gestione Artigiani INPS.
Serve la Camera di Commercio?
Sì, quando il laboratorio è esercitato come impresa artigiana o altra forma d’impresa. L’avvio passa normalmente attraverso gli adempimenti camerali e la Comunicazione Unica.
La procedura concreta va coordinata con gli ulteriori adempimenti richiesti per il laboratorio e per la fabbricazione di dispositivi medici su misura.
Serve una SCIA per il laboratorio odontotecnico?
Gli adempimenti amministrativi locali possono variare in base a Regione, Comune, SUAP e caratteristiche dei locali. Per questo non è corretto promettere una SCIA identica in tutta Italia.
Prima dell’avvio va verificato il SUAP competente e, quando previsto, il coinvolgimento dell’autorità sanitaria territoriale, insieme a requisiti dei locali, sicurezza, impianti ed eventuali comunicazioni specifiche.
L’odontotecnico è un fabbricante di dispositivi medici su misura?
Quando realizza protesi o dispositivi personalizzati sulla base delle caratteristiche di un determinato paziente, il laboratorio può assumere il ruolo di fabbricante di dispositivi medici su misura ai sensi del Regolamento UE 2017/745.
Il Ministero della Salute prevede l’iscrizione dei fabbricanti nell’apposito sistema nazionale e la comunicazione delle informazioni richieste.
Come si registra il laboratorio come fabbricante?
Il Ministero della Salute gestisce la procedura di iscrizione nell’elenco dei fabbricanti di dispositivi su misura. La registrazione viene effettuata attraverso i servizi telematici indicati dall’amministrazione e consente l’attribuzione dell’identificativo previsto dal sistema nazionale.
Le FAQ ministeriali sui dispositivi su misura, aggiornate anche nel 2026, vanno utilizzate per verificare obblighi e casi particolari.
Le protesi dentarie su misura devono avere la marcatura CE?
Il Regolamento UE 2017/745 distingue i dispositivi su misura dai dispositivi ordinari. L’articolo 20 prevede la marcatura CE per i dispositivi conformi diversi dai dispositivi su misura; l’articolo 21 stabilisce per i dispositivi su misura una procedura specifica e la dichiarazione prevista dall’allegato XIII.
Per questo non è corretto applicare automaticamente alle protesi su misura le regole di marcatura CE dei dispositivi seriali. La documentazione del fabbricante deve seguire il Regolamento UE 2017/745.
Serve una dichiarazione per il dispositivo su misura?
Sì. Il Regolamento MDR prevede per i dispositivi su misura la dichiarazione con le informazioni richieste dall’allegato XIII, collegata al dispositivo e al paziente o utilizzatore identificato secondo le modalità consentite.
Il laboratorio deve inoltre mantenere la documentazione e la tracciabilità previste per il proprio ruolo di fabbricante.
Quale INPS paga l’odontotecnico?
Quando l’attività è esercitata come impresa artigiana, il titolare rientra nella Gestione Artigiani INPS. Non è quindi corretto applicare automaticamente la Gestione Separata tipica dei liberi professionisti senza Cassa.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per gli artigiani l’aliquota ordinaria al 24%.
Qual è il minimale INPS Artigiani nel 2026?
Per il 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro. Su questo valore viene calcolata la contribuzione minima dovuta anche quando il reddito effettivo dell’impresa è inferiore.
Per titolare e coadiuvanti della Gestione Artigiani, il contributo annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità.
Cosa succede sopra il minimale?
Sul reddito d’impresa eccedente 18.808 euro si applica la contribuzione percentuale secondo le aliquote previste dall’INPS. Nel 2026 l’aliquota artigiani è del 24% fino alla prima fascia indicata dalla circolare, con aumento di un punto percentuale sulla quota eccedente la relativa soglia.
I contributi sul minimale vengono versati in rate fisse, mentre quelli eccedenti seguono le scadenze collegate alla dichiarazione dei redditi.
L’odontotecnico può aderire al regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti e non ricade in cause di esclusione. Il limite ordinario è pari a 85.000 euro di ricavi, insieme alle altre condizioni previste dalla legge.
I requisiti sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per l’attività manifatturiera dell’odontotecnico il coefficiente di redditività del forfettario è normalmente 67% nel raccordo transitorio con ATECO 2025.
Il coefficiente non rappresenta il margine reale del laboratorio: determina il reddito fiscale forfettario. Per attività con materiali, macchinari e lavorazioni costose è quindi importante confrontare il risultato con il regime ordinario. Il meccanismo è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Esempio di reddito forfettario
Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%, il reddito forfettario iniziale è pari a 33.500 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali versati secondo le regole del regime prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
La convenienza reale dipende anche dal peso di materiali dentali, fresatori, scanner, stampanti 3D, software, manutenzioni e altri costi che nel forfettario non vengono dedotti analiticamente.
Si può ridurre l’INPS del 35% nel forfettario?
Gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti che applicano il regime forfettario possono chiedere, quando ricorrono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. L’opzione segue le modalità e le scadenze indicate dall’INPS.
La riduzione incide anche sulla contribuzione utile ai fini pensionistici e va quindi valutata insieme all’effetto sul risparmio immediato.
Le protesi dentarie dell’odontotecnico sono esenti IVA?
La prassi dell’Agenzia delle Entrate riconosce l’esenzione IVA, ai sensi dell’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972, per le prestazioni proprie dell’odontotecnico e la fornitura di protesi dentarie nell’esercizio della professione. La risoluzione n. 250/E del 30 luglio 2002 tratta espressamente la fornitura di protesi dentarie da parte di laboratori odontotecnici come prestazione esente.
L’esenzione è collegata alla natura della prestazione e alla qualifica del soggetto che la rende. Non va estesa automaticamente a mere rivendite o intermediazioni prive dei presupposti.
Il forfettario cambia l’esenzione IVA?
Il regime forfettario comporta già, in generale, il mancato addebito dell’IVA sulle operazioni rientranti nel regime. L’eventuale esenzione propria dell’operazione resta però rilevante per la corretta qualificazione fiscale e per i casi in cui il contribuente non sia in forfettario.
Quando si passa da un regime all’altro è quindi opportuno mantenere corretta la descrizione della prestazione e il relativo riferimento normativo.
Serve la fattura elettronica?
Sì, secondo le regole generali applicabili ai titolari di Partita IVA. La fattura deve identificare correttamente la prestazione o la fornitura resa al committente e il trattamento IVA applicabile.
La guida sulla fatturazione elettronica riepiloga emissione, Sistema di Interscambio, bollo e conservazione.
L’odontotecnico può lavorare direttamente con il paziente?
L’odontotecnico non può effettuare direttamente sul paziente le attività cliniche o le manipolazioni riservate all’odontoiatra. La realizzazione della protesi avviene sulla base delle indicazioni e delle impronte o dei dati forniti dal professionista sanitario competente.
Il rapporto economico e documentale del laboratorio deve quindi essere organizzato in coerenza con il perimetro professionale previsto dalla legge.
Può usare scanner, CAD-CAM e stampa 3D?
Sì. Le tecnologie digitali sono ormai parte ordinaria di molti laboratori odontotecnici. Scanner, software CAD, fresatori e stampa 3D non modificano di per sé la natura dell’attività: ciò che conta è il dispositivo realizzato e il ruolo del laboratorio come fabbricante.
Materiali, processi, validazione e tracciabilità devono essere gestiti in coerenza con gli obblighi applicabili ai dispositivi medici.
Quanto costa aprire un laboratorio odontotecnico?
I costi possono comprendere apertura dell’impresa, Camera di Commercio, INPS Artigiani, commercialista, PEC, firma digitale, assicurazione, locali, impianti, aspirazione, sicurezza, scanner, software CAD, fresatori, stampanti 3D, forni, materiali e manutenzione.
La contribuzione INPS minima di 4.521,36 euro annui è una voce da considerare anche nei primi anni, insieme agli investimenti tecnici che possono rendere il forfettario meno conveniente rispetto ad attività con pochi costi reali.
Quali errori evitare all’apertura?
- usare ancora il vecchio ATECO 32.50.20;
- confondere odontotecnico e odontoiatra;
- applicare Gestione Separata invece della Gestione Artigiani quando il laboratorio è impresa artigiana;
- dimenticare il contributo minimo INPS anche con reddito basso;
- aprire il laboratorio senza verificare SUAP e requisiti locali;
- trascurare la registrazione come fabbricante di dispositivi su misura;
- apporre automaticamente la marcatura CE ai dispositivi su misura senza seguire la disciplina MDR specifica;
- effettuare attività direttamente nella bocca del paziente;
- considerare il 67% come margine reale del laboratorio;
- applicare l’esenzione IVA a operazioni che non possiedono i relativi presupposti.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare titolo e abilitazione professionale;
- utilizzare ATECO 32.50.10 per la fabbricazione di protesi dentarie quando corrisponde all’attività;
- aprire l’impresa e completare gli adempimenti camerali;
- verificare iscrizione all’Albo Imprese Artigiane;
- iscriversi alla Gestione Artigiani INPS;
- controllare SUAP, locali e requisiti territoriali;
- registrarsi come fabbricante di dispositivi medici su misura quando dovuto;
- impostare documentazione MDR e tracciabilità;
- valutare forfettario o ordinario tenendo conto dei costi reali;
- impostare correttamente fatturazione ed esenzione IVA delle operazioni che ne hanno diritto.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’odontotecnico
Qual è il codice ATECO 2026?
32.50.10 — Fabbricazione di protesi dentarie.
Il vecchio 32.50.20 è ancora valido?
No come codice ATECO 2025 per una nuova apertura.
Quale INPS paga?
Normalmente Gestione Artigiani quando il laboratorio è impresa artigiana.
Quanto è il minimo INPS 2026?
4.521,36 euro annui sul minimale di reddito di 18.808 euro.
Qual è il coefficiente forfettario?
67%.
Le protesi sono esenti IVA?
Le prestazioni proprie dell’odontotecnico e le forniture di protesi dentarie rese nell’esercizio della professione rientrano nell’esenzione prevista dall’art. 10, n. 18, quando ricorrono i presupposti.
Partita IVA odontotecnico nel 2026: cosa verificare
La sequenza più sicura è abilitazione → ATECO 32.50.10 → impresa artigiana → Camera di Commercio e INPS → requisiti del laboratorio → registrazione dispositivi su misura → regime fiscale → fatturazione. Le due correzioni più importanti rispetto a molte guide ancora online sono il nuovo ATECO 32.50.10 e l’inquadramento previdenziale artigiano, non la Gestione Separata.
Le altre guide dedicate alle professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.