Aprire la Partita IVA come orafo nel 2026 richiede di distinguere la fabbricazione di gioielli in metalli preziosi dalla semplice vendita in gioielleria, dalla lavorazione delle pietre, dalla bigiotteria e dalla sola riparazione. ATECO 2025 assegna il codice 32.12.20 — Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi al laboratorio che realizza gioielli e oggetti di oreficeria.
Per chi lavora oro, argento, palladio o platino c’è inoltre una disciplina specifica su titolo e marchio di identificazione: non basta quindi scegliere il codice ATECO e aprire la Partita IVA.
Qual è il codice ATECO dell’orafo nel 2026?
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT prevede il codice 32.12.20 per la fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi.
La voce comprende gioielli in metalli preziosi o metalli di base rivestiti, oggetti di oreficeria, incisione personalizzata di oggetti in metalli preziosi e incastonatura di pietre preziose o semipreziose.
Realizzare anelli, collane e bracciali rientra nel 32.12.20?
Sì, quando l’attività consiste nella fabbricazione di gioielli in oro, argento, platino, palladio o altri materiali rientranti nella disciplina dei metalli preziosi. Anche la realizzazione su misura per il cliente resta attività manifatturiera/artigiana se il laboratorio produce concretamente il bene.
L’incastonatura di pietre usa lo stesso codice?
Il 32.12.20 include espressamente l’incastonatura di pietre preziose e semipreziose quando svolta nell’ambito della fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria. Se invece l’attività principale è la sola lavorazione delle pietre, va verificato il codice specifico 32.12.10.
Qual è il codice per la lavorazione di pietre preziose?
ATECO 2025 prevede il 32.12.10 — Lavorazione di pietre preziose e semipreziose. La voce comprende lavorazione di perle, diamanti e pietre naturali, sintetiche o ricostituite.
Un laboratorio che svolge sia fabbricazione di gioielli sia lavorazione autonoma delle pietre deve valutare attività prevalente ed eventuale attività secondaria.
Bigiotteria e oreficeria sono la stessa attività?
No. La fabbricazione di bigiotteria e articoli simili è classificata nel 32.13.00. È quindi sbagliato usare automaticamente il codice dell’oreficeria in metalli preziosi per prodotti che, per materiali e caratteristiche, appartengono alla bigiotteria.
Riparare gioielli usa il 32.12.20?
Non necessariamente. La classificazione ISTAT separa la riparazione di articoli di gioielleria dalla loro fabbricazione e rinvia al 95.25.00. Se il laboratorio produce gioielli nuovi ma svolge anche riparazioni per i clienti, bisogna valutare la rilevanza delle due attività.
Per il perimetro delle riparazioni consulta anche la guida alla Partita IVA dell’orologiaio e riparatore di gioielli.
Vendere gioielli usa lo stesso codice dell’orafo?
No. La vendita al dettaglio è attività commerciale distinta dalla fabbricazione. Un laboratorio orafo può vendere i propri prodotti e può anche svolgere commercio, ma la parte commerciale va valutata correttamente quando assume autonomia e rilevanza.
Per la vendita consulta la guida alla Partita IVA per gioielleria.
Produzione e vendita possono convivere?
Sì. Un orafo può produrre gioielli propri e venderli direttamente, oppure può vendere anche articoli acquistati da terzi. Se più attività sono autonome e rilevanti, occorre individuare quella prevalente e registrare le eventuali attività secondarie.
Il criterio generale è spiegato nella guida ai codici ATECO prevalenti e secondari.
Serve il marchio di identificazione dei metalli preziosi?
La disciplina dei metalli preziosi prevede regole specifiche per oro, argento, palladio e platino. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ricorda che le leghe devono riportare il titolo in millesimi e il marchio di identificazione secondo la normativa vigente.
Chi fabbrica oggetti in metalli preziosi deve quindi verificare gli adempimenti relativi al marchio e alla propria posizione presso la Camera di Commercio competente.
Cos’è il registro degli assegnatari dei marchi?
Presso ogni Camera di Commercio è tenuto un registro degli assegnatari dei marchi di identificazione dei metalli preziosi. L’attività che rientra nel perimetro della normativa deve verificare iscrizione, assegnazione del marchio e relativi adempimenti prima di immettere sul mercato oggetti soggetti alla disciplina.
Che cos’è il titolo del metallo prezioso?
Il titolo indica in millesimi la quantità di metallo prezioso fino contenuta nella lega. La normativa di settore disciplina titoli e marchi proprio per garantire che l’oggetto commercializzato corrisponda alla composizione dichiarata.
Per un laboratorio orafo questa non è una formalità fiscale: è una regola tecnica e commerciale che accompagna la produzione degli oggetti.
Serve una qualifica professionale obbligatoria?
Per la normale attività di orafo non esiste un Albo professionale nazionale paragonabile a quello di alcune professioni regolamentate. Restano però gli adempimenti dell’impresa artigiana e, soprattutto, quelli specifici della normativa sui metalli preziosi.
Serve una SCIA per aprire il laboratorio?
Non esiste una SCIA nazionale che funzioni come patentino generale dell’orafo. Prima dell’apertura bisogna comunque coordinare Partita IVA, Registro Imprese, eventuale qualifica artigiana e gli adempimenti del SUAP collegati al locale e alle attività effettivamente svolte.
Come si apre la Partita IVA da orafo?
Chi produce stabilmente gioielli in un laboratorio organizzato esercita normalmente attività d’impresa. Partita IVA, Registro Imprese, eventuale qualifica artigiana, INPS e INAIL vengono coordinati tramite Comunicazione Unica. Il procedimento è spiegato nella guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
L’orafo è un artigiano?
Quando il titolare svolge personalmente e professionalmente la lavorazione e ricorrono gli altri requisiti previsti dalla disciplina artigiana, l’inquadramento tipico è quello di impresa artigiana.
Il codice ATECO non decide da solo la posizione previdenziale personale, ma per un laboratorio di produzione condotto direttamente dal titolare la Gestione Artigiani è normalmente il riferimento da verificare. Per il quadro generale consulta la guida alla Partita IVA dell’artigiano.
Quanto paga INPS un orafo nel 2026?
La circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani un minimale di reddito di 18.808 euro, un contributo minimo annuo ordinario di 4.521,36 euro e aliquota IVS del 24%.
Per approfondire consulta i contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il titolare artigiano che applica il regime forfettario può richiedere il regime contributivo agevolato quando possiede i requisiti. La riduzione non è automatica. Vedi la guida alla riduzione INPS del 35%.
L’orafo può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti generali e non ricade nelle cause di esclusione. La presenza di metalli preziosi, scorte, strumenti e un laboratorio non impedisce da sola l’accesso al regime. La verifica generale è disponibile nella guida ai requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per la normale fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 67%. Con 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 20.100 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
ATECO 2025 ha cambiato automaticamente il coefficiente?
No. Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti sulla classificazione ATECO 2025, i contribuenti forfettari continuano a utilizzare il coefficiente individuato tramite la corrispondenza con la classificazione precedente.
Il forfettario conviene sempre a un orafo?
No. Metalli preziosi, pietre, componenti, lavorazioni esterne, assicurazione, sicurezza, scorte e costi del laboratorio possono incidere molto. Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi: chi sostiene costi reali molto superiori deve confrontare il risultato con il regime ordinario.
Serve l’INAIL?
La posizione INAIL va verificata in base alle lavorazioni, all’organizzazione dell’attività e ai soggetti assicurabili. Per un laboratorio artigiano l’inquadramento assicurativo non va dato per scontato né escluso automaticamente.
Quanto costa iniziare?
I costi possono comprendere locale, attrezzature professionali, assicurazione, materie prime, pietre, scorte, sistemi di sicurezza e capitale circolante. Il peso delle materie prime rende particolarmente importante una pianificazione finanziaria iniziale.
Per il quadro generale consulta i costi di una ditta individuale.
Errori da evitare
- confondere fabbricazione e semplice vendita in gioielleria;
- usare 32.12.20 per bigiotteria o sola lavorazione di pietre senza verificare i codici specifici;
- trattare la riparazione di gioielli come se fosse sempre fabbricazione;
- ignorare titolo e marchio di identificazione dei metalli preziosi;
- attribuire automaticamente la Gestione Separata solo dal codice ATECO;
- scegliere il forfettario senza stimare il peso reale di metalli, pietre e scorte.
Checklist prima di aprire
- definire se si fabbricano gioielli, si lavorano pietre, si riparano oggetti o si vende al dettaglio;
- usare 32.12.20 quando l’attività effettiva è la fabbricazione di gioielli e oreficeria in metalli preziosi;
- verificare eventuali attività secondarie;
- aprire l’impresa e verificare la qualifica artigiana;
- verificare marchio di identificazione e registro camerale;
- iscrivere il titolare alla gestione previdenziale corretta;
- verificare INAIL e adempimenti del laboratorio;
- scegliere il regime fiscale dopo una stima dei costi effettivi.
Domande frequenti
Qual è l’ATECO dell’orafo nel 2026?
32.12.20 — Fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi.
La lavorazione delle pietre usa lo stesso codice?
Non sempre. Per la sola lavorazione di pietre preziose e semipreziose va verificato il 32.12.10.
La bigiotteria usa il 32.12.20?
No. La fabbricazione di bigiotteria è classificata nel 32.13.00.
Qual è il coefficiente forfettario?
67% per la normale attività di fabbricazione considerata.
Partita IVA orafo nel 2026: cosa controllare
La sequenza corretta è fabbricazione, pietre, riparazione o vendita → ATECO corretto → impresa artigiana → marchio e titolo dei metalli preziosi → INPS/INAIL → regime fiscale.
Le altre attività autonome sono raccolte nella sezione Professioni e attività.