Un travel blogger deve aprire la Partita IVA quando l’attività diventa abituale, organizzata e orientata alla produzione di ricavi. Con ATECO 2025 non esiste però un unico codice valido per tutti: il codice cambia se scrivi articoli per portali di terzi, pubblichi sul tuo blog, produci vlog o guadagni soprattutto con campagne di influencer marketing.
Per un travel blogger professionale i temi fiscali più delicati sono proprio questi: scegliere l’ATECO corretto, distinguere attività editoriale e promozionale, gestire compensi da hotel e brand, press trip e ospitalità, affiliazioni, clienti esteri, INPS e regime forfettario.
Chi è un travel blogger
Il travel blogger crea contenuti dedicati a viaggi, destinazioni, hotel, ristoranti, itinerari, esperienze e servizi turistici. Può lavorare su un proprio sito, per magazine e portali di terzi oppure soprattutto sui social e sulle piattaforme video.
La definizione commerciale “travel blogger” non determina da sola l’inquadramento fiscale. Due professionisti con lo stesso nome possono svolgere attività diverse: uno scrive articoli commissionati da una testata, un altro pubblica sul proprio sito monetizzato, un altro ancora realizza campagne sponsorizzate per hotel e destinazioni.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA serve quando l’attività viene esercitata in modo abituale e professionale. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di svolgere stabilmente il travel blogging senza Partita IVA.
Un singolo articolo o una collaborazione realmente occasionale vanno valutati separatamente. Se invece pubblichi con continuità, proponi servizi a brand e strutture, usi affiliazioni, ricevi sponsorizzazioni o organizzi professionalmente il progetto, l’abitualità è normalmente evidente.
Travel blogger senza Partita IVA: quando è possibile
Un blog personale non monetizzato può essere gestito come hobby. Anche una prestazione isolata e realmente occasionale può avere un trattamento diverso dall’attività abituale.
La situazione cambia quando il progetto viene strutturato per produrre entrate in modo continuativo. Per approfondire il confine tra hobby e attività abituale consulta blogger senza Partita IVA.
ATECO 2025: non esiste un unico codice travel blogger
ATECO 2025 distingue finalmente diverse attività digitali che in passato venivano spesso accorpate. Per un travel blogger i codici da verificare più spesso sono:
- 90.11.02 – Attività di blogger indipendenti, quando i contenuti sono pubblicati da terzi;
- 58.19.00 – Altre attività editoriali, per pubblicazione diretta di testi, fotografie e altri contenuti non video;
- 59.11.00 – produzione di video e vlog;
- 73.11.03 – influencer marketing, quando questa è l’attività economica effettivamente prevalente.
90.11.02: travel blogger che scrive per portali e magazine
Il codice 90.11.02 – Attività di blogger indipendenti riguarda i blogger i cui contenuti vengono pubblicati da soggetti terzi.
È quindi il primo riferimento da verificare se realizzi articoli, guide, racconti o reportage di viaggio per testate online, portali turistici, magazine o piattaforme che pubblicano il contenuto sul proprio canale.
58.19.00: se pubblichi direttamente sul tuo blog
Le note Istat escludono dal 90.11.02 la pubblicazione diretta da parte del blogger di testi, fotografie e altri contenuti non video. Per questa attività rinviano a 58.19.00 – Altre attività editoriali, esclusa l’edizione di software.
Se quindi possiedi e gestisci un sito di viaggi, pubblichi direttamente articoli e fotografie e monetizzi il progetto tramite advertising, affiliate o contenuti sponsorizzati, 58.19.00 può descrivere meglio l’attività prevalente.
59.11.00: vlog e contenuti video di viaggio
La produzione di vlog e contenuti video è esclusa dal codice del blogger testuale. ATECO 2025 rinvia al 59.11.00 per la produzione di contenuti video e audiovisivi.
Se il cuore del progetto è YouTube, TikTok, Reels o un altro formato video, non è corretto usare automaticamente il codice del blogger testuale solo perché possiedi anche un sito web.
73.11.03: influencer marketing nel turismo
ATECO 2025 prevede il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing. Diventa rilevante quando la principale prestazione economica consiste nel promuovere hotel, destinazioni, tour operator, ristoranti, compagnie di trasporto o altri brand attraverso la propria audience.
Non ogni travel blogger che riceve una sponsorizzazione deve usare automaticamente 73.11.03. Va sempre individuata l’attività prevalente e possono essere aggiunti codici secondari se vengono svolte più attività realmente autonome.
Come scegliere l’ATECO corretto
- Elenca tutte le fonti di ricavo.
- Individua l’attività che produce la parte principale dei compensi.
- Verifica chi pubblica i contenuti.
- Distingui testi/fotografie dai video.
- Se fai campagne per brand, verifica quanto pesa l’influencer marketing.
- Aggiungi codici secondari solo se svolgi davvero attività distinte.
Per il confronto tecnico tra i codici consulta anche codice ATECO blogger.
Travel blogger, influencer e content creator: differenze
Il travel blogger è definito dal tema dei contenuti, non dal modello fiscale. Può essere contemporaneamente blogger, content creator e influencer, ma le tre attività non sono sinonimi.
Se il lavoro è principalmente promozionale consulta anche Partita IVA influencer; se produci contenuti digitali in più formati, vedi Partita IVA content creator.
Travel blogger e guida turistica non sono la stessa professione
Raccontare una destinazione online non significa esercitare la professione regolamentata di guida turistica. La guida turistica accompagna e illustra beni e luoghi secondo una disciplina professionale specifica.
Se oltre al blog accompagni personalmente gruppi o turisti, occorre verificare separatamente i requisiti della professione. Approfondimento: Partita IVA guida turistica.
Come guadagna un travel blogger
- articoli e reportage per portali di terzi;
- advertising sul proprio sito;
- affiliate marketing;
- campagne sponsorizzate;
- contenuti per hotel e destinazioni;
- press trip e ospitalità;
- video e vlog;
- fotografie e licenze di utilizzo;
- guide digitali e newsletter;
- consulenze o servizi collegati al turismo.
Collaborazioni con hotel e strutture ricettive
Un hotel può commissionare un articolo, un video, fotografie o una campagna promozionale. È importante definire prima cosa viene fornito, quali contenuti devono essere pubblicati, su quali canali, per quanto tempo e con quali diritti di utilizzo.
La collaborazione deve essere trattata come un vero rapporto professionale e non come un semplice “invito”, soprattutto quando l’ospitalità è collegata a obblighi di pubblicazione.
Press trip, viaggio gratuito e compensi in natura
Nel travel blogging è frequente ricevere pernottamenti, pasti, voli, tour o altre utilità invece di un pagamento esclusivamente in denaro. Ai fini della trasparenza pubblicitaria, AGCOM considera rilevanti anche prodotti, servizi, benefici e altre utilità ricevute in cambio o in collegamento con contenuti promozionali.
Dal punto di vista fiscale, se l’ospitalità o il servizio rappresentano il corrispettivo di una prestazione concordata, la collaborazione va analizzata come rapporto economico reale e non semplicemente come regalo personale.
Trasparenza pubblicitaria: regole AGCOM 2026
AGCOM ha pubblicato nel 2026 FAQ e indicazioni operative per gli influencer. La finalità promozionale deve essere riconoscibile quando esiste un rapporto economico con il brand, anche se il vantaggio consiste in prodotti, servizi, ospitalità, sconti o altri benefici.
Per un travel blogger questo riguarda soprattutto soggiorni gratuiti, press trip, esperienze offerte, partnership con enti turistici e contenuti sponsorizzati.
Influencer rilevanti: soglie AGCOM
Le FAQ AGCOM 2026 individuano come influencer rilevanti i soggetti che raggiungono almeno 500.000 follower oppure 1.000.000 di visualizzazioni medie mensili su almeno una piattaforma.
Chi supera le soglie previste deve verificare gli adempimenti AGCOM e l’iscrizione all’elenco degli influencer rilevanti. Le regole generali sulla trasparenza delle comunicazioni commerciali restano comunque importanti anche per creator più piccoli.
Affiliate marketing nel travel
Booking, assicurazioni di viaggio, noleggio auto, voli, tour ed e-commerce possono generare commissioni tramite programmi di affiliazione.
Le affiliazioni sono una vera fonte di ricavo e vanno considerate nell’inquadramento dell’attività. Se la controparte è estera, bisogna verificare anche le regole IVA e documentali applicabili.
Advertising sul proprio blog
Banner, network pubblicitari e sistemi come AdSense possono monetizzare il traffico del sito. Se il blog è gestito stabilmente come progetto editoriale proprio, questo elemento rafforza la necessità di verificare il codice 58.19.00 e l’eventuale natura imprenditoriale del progetto.
Clienti esteri
Un travel blogger può lavorare con hotel stranieri, enti del turismo, piattaforme, agenzie e network con sede fuori dall’Italia. Il regime forfettario non elimina gli adempimenti collegati alle operazioni con l’estero.
Prima di emettere la fattura bisogna identificare il soggetto che acquista il servizio, il suo Paese e la natura B2B o B2C dell’operazione. Possono entrare in gioco VIES, reverse charge e integrazioni.
Per approfondire consulta fatture estere nel regime forfettario.
INPS del travel blogger
L’INPS ha chiarito con la circolare n. 44/2025 che blogger, influencer, streamer, youtuber e altri creator digitali possono avere inquadramenti previdenziali diversi in base a come svolgono concretamente l’attività.
Una prestazione personale professionale senza Cassa può ricadere nella Gestione Separata; un’attività organizzata in forma d’impresa può portare alla Gestione Commercianti; alcune attività artistiche o promozionali possono richiedere valutazioni diverse.
Regime forfettario
Il travel blogger persona fisica può utilizzare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali e non ricade in cause di esclusione.
Il coefficiente di redditività dipende dal codice ATECO effettivamente applicato. Per 90.11.02 il coefficiente viene normalmente ricondotto al 67%; attività di influencer marketing possono ricadere in un gruppo con coefficiente differente, normalmente 78%. Prima si sceglie correttamente l’attività, poi si calcola il reddito.
Esempio con 30.000 euro e coefficiente 67%
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente 67%, il reddito forfettario iniziale è 20.100 euro. Da questo importo vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati e sul reddito residuo si applica l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
Se l’attività prevalente usa un codice con coefficiente diverso, cambia anche il calcolo.
Il forfettario può essere poco conveniente per chi viaggia molto
Viaggi, hotel, voli, attrezzatura fotografica, software, assicurazioni e collaboratori possono generare costi reali elevati. Nel regime forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente.
Se il progetto richiede investimenti importanti, conviene confrontare il risultato con un regime contabile che consenta la deduzione analitica dei costi.
Spese di viaggio
Il fatto che una spesa sia sostenuta durante un viaggio non significa automaticamente che sia fiscalmente deducibile. Nel forfettario, soprattutto, i costi non vengono sottratti uno per uno dal reddito imponibile.
Nel regime ordinario o semplificato serve invece verificare l’inerenza della spesa e la relativa documentazione.
Fotografie e diritti di utilizzo
Un hotel o un ente turistico può voler utilizzare fotografie e video prodotti dal travel blogger anche sui propri canali. Il contratto dovrebbe distinguere il compenso per la creazione del contenuto dai diritti di utilizzo concessi al cliente.
Durata, territori, piattaforme, advertising a pagamento e possibilità di modifica del contenuto dovrebbero essere concordati prima della pubblicazione.
Contratto con hotel e brand
- contenuti da produrre;
- canali di pubblicazione;
- data di pubblicazione;
- compenso in denaro;
- eventuali servizi o ospitalità inclusi;
- diritti di utilizzo dei contenuti;
- obblighi di disclosure pubblicitaria;
- modalità di approvazione;
- termini di pagamento;
- cancellazione del viaggio o dell’evento.
Come fatturare
La descrizione della fattura deve rispecchiare la prestazione realmente resa: articolo commissionato, produzione contenuti, campagna promozionale, licenza fotografica o altro servizio.
Per le regole generali consulta fatturazione elettronica con Partita IVA.
Blog proprio e Registro Imprese
Un blogger che svolge una prestazione personale per terzi può avere un inquadramento professionale diverso da chi gestisce un vero progetto editoriale organizzato con advertising, vendite e struttura imprenditoriale.
Quando il progetto assume natura d’impresa, va verificata anche l’iscrizione al Registro Imprese e l’inquadramento previdenziale collegato.
Travel blogger e giornalista
Scrivere di viaggi non rende automaticamente giornalisti. Se l’attività viene svolta nell’ambito della professione giornalistica, entrano in gioco regole professionali e deontologiche diverse.
AGCOM distingue inoltre i giornalisti iscritti all’Albo dal perimetro degli influencer rilevanti quando manca l’attività promozionale economica richiesta dalla disciplina specifica.
Errori frequenti
- usare 90.11.02 per qualsiasi travel blogger;
- ignorare la differenza tra blog proprio e contenuti pubblicati da terzi;
- usare lo stesso ATECO per testi, vlog e influencer marketing senza verificare la prevalenza;
- considerare press trip e ospitalità sempre “gratis” e privi di rilevanza economica;
- non dichiarare chiaramente i contenuti promozionali;
- confondere travel blogger e guida turistica;
- ignorare clienti e piattaforme estere;
- scegliere il forfettario senza considerare i costi reali di viaggio.
Checklist prima di aprire
- Elenca articoli, blog proprio, video, affiliate e sponsorizzazioni.
- Individua l’attività prevalente.
- Verifica 90.11.02, 58.19.00, 59.11.00 e 73.11.03.
- Valuta eventuali codici secondari.
- Definisci l’inquadramento INPS.
- Confronta forfettario e costi reali.
- Predisponi contratti per hotel, brand ed enti turistici.
- Gestisci correttamente press trip e benefici ricevuti.
- Applica le regole di disclosure pubblicitaria.
- Verifica IVA e fatture per clienti esteri.
Fonti ufficiali
- Istat — ATECO 2025, struttura e note esplicative
- INPS — content creator, previdenza e contributi
- AGCOM — Linee guida, Codice di condotta e FAQ influencer
- AGCOM — Delibera 197/25/CONS
- Agenzia delle Entrate — quadro LM e regime forfettario
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del travel blogger?
Dipende dal modello. 90.11.02 per blogger indipendenti pubblicati da terzi; 58.19.00 per pubblicazione diretta di testi e fotografie; 59.11.00 per vlog/video; 73.11.03 per influencer marketing quando questa è l’attività prevalente.
Un travel blogger può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti generali. Il coefficiente dipende però dal codice ATECO effettivamente utilizzato.
Quale INPS paga un travel blogger?
Dipende dal modello concreto. La prestazione personale professionale può ricadere nella Gestione Separata; un progetto organizzato come impresa può richiedere un diverso inquadramento.
Un soggiorno gratuito va dichiarato come pubblicità?
Se l’ospitalità è collegata a un contenuto promozionale o a una collaborazione economica, le regole AGCOM sulla trasparenza possono richiedere una disclosure chiara anche quando il vantaggio ricevuto non è denaro.
Travel blogger e guida turistica sono la stessa cosa?
No. Il travel blogger crea contenuti; la guida turistica esercita una professione regolamentata con requisiti specifici. Se svolgi entrambe le attività, vanno inquadrate separatamente.