Aprire la Partita IVA da guida turistica nel 2026 richiede di coordinare due aspetti diversi: l’abilitazione necessaria per esercitare la professione e l’inquadramento fiscale dell’attività autonoma. Il codice ATECO oggi previsto per la guida turistica indipendente è 79.90.01 – Servizi di guida turistica.
Dal 2025 non è inoltre corretto utilizzare automaticamente lo stesso codice per guida e accompagnatore turistico. ATECO 2025 distingue le due attività e la professione di guida turistica è oggi inserita in una disciplina nazionale basata su abilitazione ed Elenco Nazionale delle Guide Turistiche.
Quando una guida turistica deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA serve quando l’attività autonoma viene esercitata in modo abituale. L’eventuale occasionalità fiscale e il possesso dell’abilitazione professionale sono però due questioni diverse: anche chi svolge poche prestazioni deve rispettare le regole previste per poter esercitare legittimamente la professione di guida turistica.
Se organizzi stabilmente visite per clienti, agenzie, tour operator, strutture ricettive o gruppi di visitatori e proponi il servizio nel corso dell’anno, l’attività assume normalmente carattere abituale e deve essere inquadrata fiscalmente.
Per il percorso generale puoi consultare come aprire la Partita IVA da libero professionista.
Serve un’abilitazione per lavorare come guida turistica?
Sì. La guida turistica è una professione regolamentata. La Legge 13 dicembre 2023, n. 190 ha introdotto una disciplina nazionale della professione e del relativo esercizio.
La Partita IVA non sostituisce quindi l’abilitazione: prima di offrire professionalmente visite guidate bisogna possedere il titolo richiesto dalla disciplina vigente e risultare correttamente inseriti nel sistema nazionale previsto per le guide.
Come si ottiene l’abilitazione nazionale nel 2026?
Per i nuovi aspiranti guida il Ministero del Turismo prevede un Esame nazionale di abilitazione. La procedura comprende una prova scritta, una prova orale e una prova tecnico-pratica.
Il superamento delle prove costituisce il titolo abilitante all’esercizio della professione sul territorio nazionale. Chi possiede invece una precedente abilitazione regionale rientra nelle regole transitorie previste per l’accesso all’Elenco nazionale.
Cos’è l’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche?
La Piattaforma Nazionale delle Guide Turistiche gestisce l’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche, indicato normalmente con l’acronimo ENGT.
Possono essere iscritti, secondo le indicazioni ministeriali, sia i professionisti già in possesso delle precedenti abilitazioni riconosciute sia coloro che superano il nuovo esame nazionale.
L’Elenco è pubblico e consente di verificare le guide abilitate. La sua gestione è quindi separata dall’apertura fiscale della Partita IVA, anche se entrambi gli aspetti devono essere sistemati prima di esercitare stabilmente l’attività autonoma.
La guida turistica ha un obbligo di aggiornamento?
Sì. Le FAQ del Ministero del Turismo aggiornate al 26 agosto 2026 precisano che le guide iscritte all’ENGT devono frequentare almeno 50 ore di formazione ogni tre anni, attraverso corsi di aggiornamento o specializzazione autorizzati secondo le regole ministeriali.
L’adempimento formativo fa parte della disciplina professionale e non va confuso con gli adempimenti fiscali e previdenziali della Partita IVA.
Qual è il codice ATECO della guida turistica nel 2026?
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT individua il codice 79.90.01 – Servizi di guida turistica.
Le note esplicative comprendono le attività delle guide turistiche indipendenti in ambito storico, artistico, culturale, museale, religioso, architettonico, archeologico e monumentale.
Per scegliere correttamente il codice puoi approfondire anche come scegliere il codice ATECO.
Il vecchio codice ATECO 79.90.20 è ancora corretto?
No. Il codice 79.90.20 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici appartiene alla precedente classificazione e accorpava attività che ATECO 2025 ha separato.
Dal 1° aprile 2025, ai fini amministrativi, la guida turistica indipendente utilizza il riferimento specifico 79.90.01.
Questo è particolarmente importante perché online sono ancora presenti guide pubblicate nel 2026 che riportano il precedente 79.90.20.
Guida turistica e accompagnatore turistico hanno lo stesso ATECO?
No. Le note esplicative ISTAT di ATECO 2025 distinguono oggi:
- 79.90.01 – Servizi di guida turistica;
- 79.90.03 – Altri servizi di accompagnamento turistico.
L’accompagnatore turistico svolge prevalentemente funzioni di assistenza, coordinamento e supporto logistico durante il viaggio, mentre la guida turistica opera nell’illustrazione e interpretazione del patrimonio storico, artistico, culturale e monumentale secondo la disciplina professionale specifica.
Guida turistica e guida escursionistica hanno lo stesso codice?
No. ATECO 2025 ha introdotto anche il codice 79.90.02 – Servizi di accompagnamento in ambiente naturale, riferito ai servizi delle guide escursionistiche indipendenti.
Le attività di guida alpina, guida di pesca e guida per escursioni subacquee sono ulteriormente escluse dal 79.90.02 e rinviate ad altri codici specifici. Prima dell’apertura è quindi importante descrivere con precisione il tipo di accompagnamento realmente svolto.
La guida turistica è libero professionista o impresa?
La guida che svolge personalmente la propria attività professionale per clienti, agenzie o gruppi può essere inquadrata come lavoratore autonomo. In questa configurazione non va trasformata automaticamente in impresa soltanto perché opera nel settore turistico.
Se però l’attività comprende una vera organizzazione imprenditoriale, vendita di ulteriori servizi turistici o un modello diverso dalla prestazione professionale personale, l’inquadramento deve essere verificato separatamente.
Come si apre la Partita IVA da guida turistica?
Quando l’attività viene esercitata come lavoro autonomo, l’apertura fiscale avviene indicando all’Agenzia delle Entrate i dati del professionista, la data di inizio, il codice ATECO e le informazioni richieste dal modello AA9/12.
L’attribuzione della Partita IVA non comporta di per sé un’imposta di apertura. L’eventuale costo deriva dal servizio professionale utilizzato per analizzare la posizione e predisporre la pratica.
Trovi il percorso generale nella guida Aprire Partita IVA 2026.
Una guida turistica può usare il regime forfettario?
Sì, se possiede tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione.
Il mestiere svolto non garantisce automaticamente l’accesso al regime: bisogna controllare ricavi o compensi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni societarie, rapporti con precedenti datori di lavoro e le altre condizioni previste dalla normativa.
Per la verifica completa consulta i requisiti del regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente di redditività della guida turistica?
Per la guida turistica il coefficiente di redditività applicabile nel regime forfettario è 67%.
Il D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81 stabilisce infatti che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti basati su ATECO 2025, continua ad applicarsi il coefficiente previsto per il corrispondente codice della classificazione ATECO 2007. Il gruppo 79 rientra tra le “altre attività economiche”, cui l’Allegato 4 della Legge 190/2014 attribuisce il 67%.
Questa verifica è utile perché alcune guide online attribuiscono ancora alla guida turistica il coefficiente del 78%, che appartiene invece al gruppo delle attività professionali individuate specificamente dall’Allegato 4.
Per capire il meccanismo consulta anche la guida sul coefficiente di redditività nel regime forfettario.
Quanto paga di tasse una guida turistica forfettaria?
Nel regime forfettario il reddito fiscale viene determinato applicando il coefficiente del 67% ai compensi fiscalmente rilevanti.
Per esempio, con 30.000 euro di compensi, il reddito determinato con il coefficiente del 67% è pari a 20.100 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali ammessi.
Sul reddito così determinato, dopo le deduzioni previste, si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono soddisfatte tutte le condizioni richieste per una nuova attività.
Dove paga i contributi INPS una guida turistica?
Quando la guida esercita l’attività come lavoratore autonomo professionale e non dispone di una Cassa previdenziale autonoma, il riferimento è la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 indica per i professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria un’aliquota complessiva del 26,07%. Per chi è pensionato o assicurato presso altra forma obbligatoria, quando permane l’obbligo di Gestione Separata, l’aliquota 2026 è del 24%.
La contribuzione viene determinata sul reddito di lavoro autonomo: non si applicano automaticamente i contributi fissi sul minimale propri delle Gestioni Artigiani e Commercianti.
Per aliquote e funzionamento consulta Gestione Separata INPS 2026.
La guida turistica può applicare la rivalsa INPS del 4%?
Il professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare facoltativamente al cliente una rivalsa previdenziale del 4% quando ne ricorrono le condizioni.
La rivalsa non modifica però il soggetto obbligato verso l’INPS: i contributi restano dovuti dal professionista e vengono calcolati secondo il relativo reddito previdenziale.
Guida turistica dipendente e Partita IVA: possono coesistere?
Sì, ma devono essere verificati separatamente rapporto di lavoro, previdenza e regime fiscale.
Una diversa copertura previdenziale può incidere sull’aliquota della Gestione Separata; il reddito da lavoro dipendente può invece incidere sui requisiti per accedere o restare nel regime forfettario.
Per questa situazione consulta Partita IVA e lavoro dipendente.
La guida turistica deve fare fattura elettronica?
La guida con Partita IVA deve gestire la fatturazione secondo il proprio regime fiscale e la tipologia di cliente. L’obbligo di fatturazione elettronica riguarda anche i contribuenti forfettari nei casi previsti dalla disciplina vigente.
Quando il servizio viene reso a tour operator, agenzie o clienti esteri possono inoltre rendersi necessari controlli specifici sulla territorialità IVA e sugli adempimenti dell’operazione concreta.
Per il quadro generale consulta fatturazione elettronica e Partita IVA.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da guida turistica?
Non esiste un costo annuale identico per tutti. Le principali voci sono contributi previdenziali, imposte, eventuale assistenza fiscale e costi necessari per esercitare e aggiornare la professione.
Possono inoltre incidere formazione professionale, assicurazioni, strumenti di lavoro, trasferte e altri costi operativi. Il loro trattamento fiscale cambia in base al regime adottato.
Per distinguere costi iniziali e ricorrenti consulta quanto costa aprire la Partita IVA nel 2026.
Checklist prima di aprire Partita IVA come guida turistica
- verifica di possedere l’abilitazione professionale richiesta;
- controlla l’iscrizione all’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche;
- distingui guida turistica, accompagnatore turistico e guida in ambiente naturale;
- utilizza il codice ATECO 79.90.01 se corrisponde all’attività effettiva;
- non usare automaticamente il vecchio 79.90.20;
- verifica i requisiti del regime forfettario;
- applica il coefficiente di redditività corretto del 67%;
- verifica la posizione presso la Gestione Separata INPS;
- organizza fatturazione e pagamenti;
- pianifica l’obbligo di aggiornamento professionale previsto per le guide iscritte all’ENGT.
Gli errori più comuni della guida turistica che apre Partita IVA
Tra gli errori più frequenti ci sono utilizzare ancora il vecchio ATECO 79.90.20, confondere guida e accompagnatore turistico, aprire la Partita IVA pensando che sostituisca l’abilitazione professionale e applicare un coefficiente di redditività non coerente con la disciplina vigente.
Un altro errore è trattare automaticamente la guida come impresa oppure, al contrario, ignorare un modello organizzativo che abbia assunto caratteristiche imprenditoriali. L’inquadramento deve riflettere l’attività realmente esercitata.
Domande frequenti sulla Partita IVA della guida turistica
Qual è il codice ATECO della guida turistica nel 2026?
È 79.90.01 – Servizi di guida turistica. Il precedente 79.90.20 appartiene alla classificazione precedente e comprendeva anche gli accompagnatori turistici.
Guida turistica e accompagnatore hanno lo stesso codice?
No. ATECO 2025 distingue 79.90.01 per la guida turistica e 79.90.03 per gli altri servizi di accompagnamento turistico.
Qual è il coefficiente di redditività?
Nel regime forfettario, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti basati su ATECO 2025, per l’attività corrispondente al gruppo 79 continua ad applicarsi il coefficiente del 67%.
Quanto paga di INPS una guida turistica nel 2026?
Quando è un professionista in Gestione Separata senza altra copertura previdenziale obbligatoria, l’aliquota complessiva indicata dall’INPS per il 2026 è del 26,07%.
Quante ore di aggiornamento deve fare una guida turistica?
Le guide iscritte all’ENGT sono tenute, secondo le FAQ ministeriali vigenti, a frequentare almeno 50 ore di formazione ogni tre anni attraverso corsi autorizzati.
Vuoi aprire la Partita IVA da guida turistica?
Prima dell’apertura possiamo verificare insieme abilitazione, codice ATECO, regime fiscale e posizione previdenziale, distinguendo correttamente l’attività di guida da accompagnamento turistico e altri servizi del settore.