Aprire la Partita IVA come vetraio nel 2026 richiede di distinguere la posa del vetro dalla lavorazione in laboratorio. Con ATECO 2025 chi installa vetrate e specchi usa normalmente 43.34.02 — Posa in opera di vetri; chi trasforma vetro piano deve verificare 23.12.00 — Lavorazione e trasformazione del vetro piano. Le due attività possono avere anche coefficienti forfettari diversi.
Qual è il codice ATECO del vetraio?
Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT assegnano alla posa di vetrate, specchi e prodotti simili il codice 43.34.02. È il riferimento tipico per chi interviene presso abitazioni, negozi, uffici e cantieri installando elementi in vetro.
Quando si usa ATECO 23.12.00?
23.12.00 riguarda invece lavorazione e trasformazione del vetro piano: sagomatura, curvatura, incisione, molatura, foratura, laminazione, vetro temperato o stratificato, specchi e vetri isolanti. Un laboratorio che trasforma lastre su misura svolge quindi un’attività diversa dalla semplice posa.
Posa e laboratorio possono avere due codici?
Sì. Se l’impresa trasforma stabilmente il vetro e svolge anche la posa, occorre individuare l’attività prevalente e valutare un codice secondario. Il criterio è spiegato nella guida ai codici ATECO prevalenti e secondari.
Vetraio e serramentista sono la stessa attività?
No. Il vetraio installa o sostituisce il vetro; il serramentista realizza o posa il serramento nel suo complesso. Chi monta finestre complete o lavora insieme su telaio e vetro deve descrivere correttamente l’attività. Vedi la Partita IVA del serramentista.
Serve una qualifica professionale?
Per la normale attività di vetraio non esiste un Albo professionale nazionale né una specifica abilitazione generale analoga a quella degli impiantisti. Restano però gli obblighi dell’impresa, della sicurezza, del laboratorio e, quando si lavora in cantiere, quelli applicabili al singolo cantiere.
Come si apre l’attività?
Chi lavora in proprio con attrezzature, materiali e mezzi esercita normalmente un’attività d’impresa. L’avvio coordina Partita IVA, Registro Imprese, eventuale qualifica artigiana, INPS e INAIL tramite Comunicazione Unica. Vedi come aprire una ditta individuale.
Il vetraio è un artigiano?
Quando il titolare svolge personalmente e professionalmente il lavoro e ricorrono gli altri requisiti, l’inquadramento tipico è quello di impresa artigiana, sia per molte attività di posa sia per laboratori artigianali. Non va quindi assegnata automaticamente la Gestione Separata.
Quanto paga INPS nel 2026?
Per il titolare iscritto alla Gestione Artigiani, nel 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro, il contributo minimo annuo ordinario 4.521,36 euro e l’aliquota IVS 24%, come indica la circolare INPS n. 14/2026. Vedi anche i contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il vetraio artigiano in regime forfettario può richiederla quando possiede i requisiti; non è automatica. La procedura è spiegata nella guida alla riduzione INPS del 35%.
Il vetraio può usare il forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti e non ricade in cause di esclusione. Serve però attenzione quando svolge sia posa sia trasformazione, perché i coefficienti possono essere diversi. Vedi i requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente della posa di vetri?
Per la posa della divisione 43 il coefficiente è 86%. Con 30.000 euro di ricavi da posa, il reddito forfettario iniziale è 25.800 euro prima della deduzione dei contributi obbligatori versati.
Qual è il coefficiente della lavorazione del vetro?
Per la lavorazione del vetro piano della divisione 23 il coefficiente è 67%. Su 30.000 euro di ricavi riferibili alla lavorazione, il reddito iniziale è 20.100 euro.
Perché nel 2026 si usa la corrispondenza ATECO 2007?
Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino ai nuovi coefficienti basati su ATECO 2025, si continua a usare il coefficiente dell’allegato 4 alla legge 190/2014 individuato tramite il codice ATECO 2007 corrispondente. Non bisogna quindi dedurlo dalla sola nuova numerazione.
Cosa succede se si fanno entrambe le attività?
Quando posa e trasformazione generano ricavi riferibili a settori con coefficienti diversi, fatture e registrazioni devono consentire di ricondurre correttamente i ricavi alle attività esercitate. Non è corretto scegliere un solo coefficiente perché più conveniente.
Il forfettario conviene sempre?
No. Una vetreria può sostenere costi elevati per lastre, macchinari, energia, furgone, stoccaggio e scarti; anche la posa richiede trasporto e attrezzature. Con coefficiente 86% la quota di costi riconosciuta forfettariamente è soltanto il 14% dei ricavi.
Serve l’INAIL?
Va verificata la posizione INAIL in base alle lavorazioni e ai soggetti assicurabili. Taglio e movimentazione delle lastre, macchinari, rischio di rottura, trasporto e lavoro in cantiere rendono il controllo particolarmente importante.
Serve la patente a crediti?
Il vetraio che opera fisicamente nei cantieri temporanei o mobili deve verificare la patente a crediti prevista dall’articolo 27 del D.Lgs. 81/2008, salvo le esclusioni di legge. Il Ministero del Lavoro ricorda che riguarda imprese e autonomi nei cantieri rientranti nel campo di applicazione. Un laboratorio che lavora solo nella propria sede non vi rientra per il solo fatto di essere una vetreria.
Quali rischi di sicurezza sono tipici?
Lastre pesanti e fragili, bordi taglienti, ventose, utensili, macchine e trasporto richiedono procedure adeguate. In laboratorio si aggiungono i rischi dei macchinari; in cantiere anche lavori in quota e interferenze con altre imprese.
Vendere vetri e specchi cambia l’inquadramento?
La fornitura del materiale può essere parte normale della lavorazione o posa. Se invece esiste una vera attività commerciale autonoma di vendita al dettaglio o all’ingrosso, va verificato un ulteriore ATECO e l’inquadramento dei relativi ricavi.
Come fatturare posa e lavorazione del vetro?
Se l’impresa svolge entrambe le attività, la documentazione deve rendere chiaro cosa è stato effettivamente venduto o eseguito. Quando posa e lavorazione generano ricavi soggetti a coefficienti differenti, una descrizione distinta delle prestazioni aiuta a ricondurre correttamente i ricavi all’attività pertinente. Non serve moltiplicare artificialmente le righe di fattura, ma è importante evitare descrizioni generiche che rendano impossibile distinguere una lavorazione di laboratorio da una posa presso il cliente.
Quanto costa iniziare?
Per la posa servono tipicamente furgone, cavalletti, ventose, utensili, DPI e assicurazioni. Un laboratorio richiede anche locale, macchinari, energia, stoccaggio e gestione degli scarti. Vedi i costi di una ditta individuale.
Errori da evitare
- confondere posa 43.34.02 e lavorazione 23.12.00;
- confondere vetraio e serramentista;
- applicare lo stesso coefficiente senza verifica;
- usare automaticamente la Gestione Separata;
- ignorare INAIL, sicurezza e patente a crediti quando applicabile;
- scegliere il forfettario senza stimare i costi reali.
Checklist prima di aprire
- definire posa, lavorazione o entrambe;
- scegliere ATECO e attività prevalente;
- verificare qualifica artigiana e INPS;
- verificare INAIL e sicurezza;
- controllare la patente a crediti se si opera in cantiere;
- applicare il coefficiente corretto ai relativi ricavi.
Domande frequenti
ATECO posa vetri? 43.34.02. ATECO lavorazione vetro piano? 23.12.00. Coefficiente posa? 86%. Coefficiente lavorazione? 67%. INPS? Normalmente Gestione Artigiani se ricorrono i requisiti.
Partita IVA vetraio nel 2026: cosa controllare
La sequenza corretta è posa o lavorazione → ATECO → impresa artigiana → INPS/INAIL → coefficiente 86% o 67% → sicurezza → eventuale patente a crediti. Le altre attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.