La Partita IVA dell’attuario nel 2026 utilizza il codice ATECO 66.29.09 — Altre attività ausiliarie delle assicurazioni e dei fondi pensione n.c.a., che nelle note ufficiali ATECO 2025 include espressamente l’attività di consulenza prestata da attuari. Per esercitare professionalmente servono inoltre abilitazione e iscrizione all’Albo Nazionale degli Attuari.
La previdenza è altrettanto specifica: l’attuario che produce reddito da libera professione è soggetto all’EPAP, l’Ente di Previdenza ed Assistenza Pluricategoriale, anche quando svolge contemporaneamente un lavoro dipendente. Nel 2026 la struttura contributiva ordinaria indicata dall’Ente prevede contributo soggettivo del 10%, solidarietà dello 0,2% e contributo integrativo del 4%.
Qual è il codice ATECO dell’attuario nel 2026?
ATECO 2025 colloca la consulenza degli attuari nel codice 66.29.09. Le note ISTAT comprendono, tra le attività strettamente legate alle assicurazioni e ai fondi pensione, la consulenza prestata da attuari e la consulenza previdenziale e assicurativa.
Il codice identifica l’attività economica ma non sostituisce l’abilitazione professionale. Se il professionista svolge attività ulteriori e autonome, va verificata l’eventuale necessità di codici secondari. Il criterio generale è spiegato nella guida su come scegliere il codice ATECO.
Che cosa fa un attuario?
L’attuario applica matematica finanziaria, probabilità, statistica e tecniche attuariali alla valutazione dei rischi economici, assicurativi e previdenziali. L’ordinamento professionale attribuisce all’attuario competenze specifiche nella costruzione e valutazione di piani tecnici, riserve, tariffe, prestazioni e sistemi previdenziali.
Può lavorare, tra gli altri, con compagnie assicurative, fondi pensione, enti previdenziali, banche, società di consulenza e imprese che necessitano di valutazioni quantitative dei rischi.
Serve l’iscrizione all’Albo?
Sì. Per esercitare la professione di attuario è necessaria l’iscrizione all’Albo Nazionale degli Attuari. L’Ordine Nazionale tiene l’Albo e disciplina gli aspetti deontologici e professionali della categoria.
La Partita IVA identifica soltanto la posizione fiscale: non sostituisce l’abilitazione né l’iscrizione professionale.
Quali sono le sezioni dell’Albo?
L’Albo è articolato in due sezioni. Nella Sezione A sono iscritti i professionisti con il titolo di Attuario; nella Sezione B gli iscritti con il titolo di Attuario Iunior.
Le competenze e il titolo utilizzabile dipendono dalla sezione di iscrizione. Per questo nella comunicazione professionale e nella firma degli incarichi va sempre utilizzata la qualifica corretta.
Come si diventa Attuario?
Per l’accesso alla Sezione A, l’Ordine indica tra i titoli ammessi specifiche lauree magistrali, tra cui LM-16 Finanza, LM-83 Scienze statistiche, attuariali e finanziarie e LM-82 Scienze statistiche, secondo la disciplina applicabile.
Dopo il percorso universitario è richiesto il superamento dell’Esame di Stato quando previsto, seguito dall’iscrizione all’Albo.
Come si diventa Attuario Iunior?
Per l’accesso alla Sezione B l’Ordine indica, tra i titoli previsti, la laurea triennale L-41 Statistica. Anche in questo caso è necessario superare l’Esame di Stato previsto per la sezione B e completare l’iscrizione all’Albo.
Il titolo di Attuario Iunior non deve essere confuso con quello di Attuario della sezione A.
Nel 2026 è previsto l’Esame di Stato?
Sì. L’Ordine Nazionale degli Attuari informa che nel 2026 sono state pubblicate le ordinanze ministeriali per la prima e la seconda sessione, sia per la sezione A sia per la sezione B.
Le sedi indicate comprendono Sapienza Università di Roma, Università di Trieste e Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Non è previsto tirocinio obbligatorio per l’ammissione all’Esame di Stato secondo le informazioni pubblicate dall’Ordine.
Quali attività può svolgere l’attuario libero professionista?
L’attuario può svolgere consulenza su assicurazioni vita e danni, previdenza, fondi pensione, riserve tecniche, modelli tariffari, valutazione dei rischi, solvibilità, piani previdenziali e altre attività previste dall’ordinamento professionale.
Alcune prestazioni possono essere riservate o richiedere specifiche responsabilità professionali. L’incarico deve quindi essere coerente con la sezione dell’Albo e con le competenze attribuite dalla normativa.
Quando l’attuario deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività professionale autonoma viene svolta con abitualità. Ricevere incarichi ricorrenti, collaborare stabilmente con compagnie, fondi pensione o società di consulenza e fatturare prestazioni durante l’anno costituiscono normalmente esercizio abituale della professione.
Il percorso generale è illustrato nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro può lavorare senza Partita IVA?
No, non automaticamente. I 5.000 euro non costituiscono una soglia fiscale generale sotto la quale una professione abituale può essere esercitata senza Partita IVA.
Un attuario che riceve incarichi professionali con continuità può quindi dover aprire la Partita IVA anche con compensi iniziali contenuti.
L’attuario è libero professionista o impresa?
Quando vende principalmente la propria prestazione intellettuale e tecnica, l’attuario opera normalmente come libero professionista. Studio, software, modelli e collaborazioni non trasformano automaticamente l’attività in impresa.
Se viene costituita una società tra professionisti o vengono organizzate attività ulteriori, occorre verificare separatamente forma giuridica, adempimenti e contribuzione.
Serve la Camera di Commercio?
Per il solo esercizio individuale della libera professione non è normalmente necessaria l’iscrizione al Registro Imprese. Il quadro cambia in presenza di società o attività imprenditoriali autonome.
Prima di aggiungere attività diverse dalla consulenza attuariale è utile verificare anche il codice ATECO prevalente e secondario.
Quale previdenza paga l’attuario libero professionista?
L’attuario iscritto all’Albo che produce reddito derivante dall’esercizio della libera professione è soggetto all’EPAP.
L’Ente comprende attuari, geologi, chimici e fisici, dottori agronomi e dottori forestali. Per la libera professione dell’attuario non va quindi utilizzata automaticamente la Gestione Separata INPS.
EPAP è obbligatoria anche se l’attuario è dipendente?
Sì, se parallelamente produce reddito da libera professione. EPAP precisa che l’obbligo riguarda anche chi svolge contemporaneamente attività di lavoro dipendente o percepisce altro trattamento previdenziale.
La sola iscrizione all’Albo, senza reddito professionale, non determina invece automaticamente l’iscrizione all’Ente. Per il profilo fiscale puoi consultare Partita IVA e lavoro dipendente.
Quanto è il contributo soggettivo EPAP?
EPAP indica un contributo soggettivo ordinario pari al 10% del reddito netto professionale, secondo le regole dell’Ente.
I contributi minimi vengono aggiornati periodicamente e vanno verificati nella documentazione relativa all’anno di riferimento. Per questo è preferibile non utilizzare automaticamente valori di anni precedenti in una simulazione 2026.
Quanto è il contributo di solidarietà?
Il contributo di solidarietà EPAP è pari allo 0,2% del reddito netto professionale.
È un contributo distinto dal soggettivo e dall’integrativo e deve essere considerato nel costo previdenziale complessivo.
Quanto è il contributo integrativo EPAP?
Il contributo integrativo EPAP è pari al 4% del volume d’affari professionale. Va gestito in fattura secondo la disciplina dell’Ente.
Alcune guide online riportano ancora percentuali precedenti: per il 2026 è corretto utilizzare la disciplina EPAP aggiornata e non riutilizzare il vecchio 2%.
Ci sono agevolazioni per gli under 30?
EPAP prevede per i nuovi iscritti con meno di 30 anni, quando sono dovuti soltanto i contributi minimi, la possibilità di ridurre i minimi del 70% per i primi tre anni di iscrizione.
L’agevolazione cessa se i contributi calcolati sul reddito e sul volume d’affari superano i minimi. In quel caso si applicano integralmente le aliquote del 10%, 0,2% e 4%.
Entro quando bisogna iscriversi a EPAP?
L’EPAP indica che, una volta emesso il primo documento fiscale relativo all’attività libero-professionale, il professionista ha 60 giorni per presentare la domanda di iscrizione.
È quindi opportuno coordinare apertura della Partita IVA e adempimenti previdenziali fin dall’inizio dell’attività.
L’attuario può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. La soglia ordinaria è pari a 85.000 euro di ricavi o compensi, oltre alle altre condizioni previste dalla legge.
La presenza di EPAP non impedisce di per sé l’accesso al regime. Il quadro completo è nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività dell’attuario?
Per il codice 66.29.09, nel periodo transitorio collegato ad ATECO 2025, il coefficiente di redditività applicabile al regime forfettario è 78%.
Con 40.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è quindi pari a 31.200 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali deducibili. Il meccanismo è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Esempio di EPAP e tasse nel forfettario
Supponiamo 40.000 euro di compensi annui e coefficiente del 78%. Il reddito forfettario iniziale è 31.200 euro. Applicando in modo semplificato il contributo soggettivo EPAP del 10% si ottengono 3.120 euro, a cui vanno aggiunti solidarietà 0,2% e contributo integrativo 4% secondo le rispettive basi di calcolo.
Il calcolo fiscale definitivo deve considerare i contributi effettivamente deducibili, eventuali minimi e la situazione personale. L’esempio serve soltanto a mostrare la struttura generale.
Il 4% EPAP va inserito in fattura?
Il contributo integrativo EPAP è collegato al volume d’affari professionale e viene applicato nei documenti fiscali secondo le regole dell’Ente.
Il contributo integrativo non deve essere confuso con una rivalsa INPS: appartiene alla previdenza professionale EPAP.
Serve la fattura elettronica?
Sì, secondo le regole generali applicabili ai titolari di Partita IVA. Le fatture verso compagnie assicurative, fondi pensione, società, enti e altri clienti seguono la disciplina della fatturazione elettronica nei casi previsti.
Per gli aspetti pratici puoi consultare la guida sulla fatturazione elettronica.
Serve un’assicurazione RC professionale?
L’attività attuariale può comportare responsabilità professionali rilevanti. L’Ordine Nazionale dedica specifiche indicazioni alla responsabilità civile professionale e il professionista deve verificare la copertura richiesta dalla normativa e dalla tipologia di incarichi svolti.
Massimali e condizioni della polizza devono essere coerenti con il rischio professionale effettivo e con eventuali requisiti richiesti dal cliente.
Quanto costa iniziare come attuario libero professionista?
I costi possono comprendere quota dell’Ordine, contributi EPAP, assicurazione professionale, commercialista, PEC, firma digitale, software statistici e attuariali, formazione continua e strumenti di analisi.
Per stimare il costo previdenziale è necessario verificare anche i contributi minimi EPAP vigenti nell’anno di effettiva apertura.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare titolo, Esame di Stato e sezione dell’Albo;
- iscriversi all’Ordine Nazionale degli Attuari;
- utilizzare ATECO 2025 66.29.09 per la consulenza attuariale quando coerente;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- iscriversi a EPAP quando si produce reddito libero-professionale;
- considerare soggettivo 10%, solidarietà 0,2% e integrativo 4%;
- valutare regime forfettario o ordinario;
- applicare il coefficiente 78% nel forfettario quando spettante;
- verificare assicurazione RC e formazione continua;
- impostare correttamente fatturazione e contributo integrativo.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’attuario
Qual è il codice ATECO nel 2026?
66.29.09, che include espressamente la consulenza prestata da attuari.
Serve l’Albo?
Sì. Per esercitare la professione è necessaria l’iscrizione all’Albo Nazionale degli Attuari.
Quale previdenza paga?
L’attuario libero professionista è soggetto a EPAP.
Quanto è il contributo integrativo?
EPAP prevede il 4% del volume d’affari professionale.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per il codice 66.29.09 il coefficiente è del 78%.
Partita IVA attuario nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è titolo ed Esame di Stato → Albo → ATECO 66.29.09 → Partita IVA → EPAP → regime fiscale → assicurazione e fatturazione. Il punto decisivo è non applicare una previdenza generica: per gli attuari iscritti all’Albo che producono reddito libero-professionale la Cassa di riferimento è EPAP.
Le altre guide dedicate alle singole attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.
Fonti ufficiali: ISTAT — ATECO 2025; Ordine Nazionale degli Attuari — come si diventa attuari; Ordine Nazionale degli Attuari — Esame di Stato 2026; Ordine Nazionale degli Attuari — iscrizione all’Albo; EPAP — iscrizione e contribuzione.