La Partita IVA del chimico nel 2026 non si apre scegliendo un codice ATECO unico valido per qualunque attività. Il codice dipende da ciò che il professionista svolge davvero: per la ricerca e sviluppo sperimentale nelle scienze naturali può essere pertinente 72.10.29, mentre per analisi, prove e collaudi chimici su materiali e prodotti il riferimento può essere 71.20.19. Copiare il vecchio 72.19.09 da guide precedenti ad ATECO 2025 può quindi portare a un inquadramento non aggiornato.
La professione di Chimico è regolamentata. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici chiarisce che per esercitare come Chimico o Chimico Iunior è obbligatoria l’iscrizione all’Albo. Per chi esercita la libera professione l’ente previdenziale di riferimento è normalmente EPAP, con contributo soggettivo del 10%, solidarietà dello 0,2% e integrativo del 4%.
Qual è il codice ATECO del chimico nel 2026?
Non esiste un solo codice corretto in ogni situazione. Con ATECO 2025 bisogna descrivere la prestazione economica prevalente. Due codici particolarmente rilevanti sono 72.10.29 — Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e dell’ingegneria n.c.a. e 71.20.19 — Altri collaudi e analisi tecniche di prodotti.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 vanno lette sulla base delle prestazioni realmente fatturate. Il metodo generale è spiegato nella guida su come scegliere il codice ATECO.
Quando può essere corretto ATECO 72.10.29?
Il 72.10.29 riguarda la ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria non classificata altrove. È quindi coerente quando il chimico vende attività di ricerca sperimentale, sviluppo di nuovi processi, formulazioni, materiali o tecnologie e non una semplice analisi tecnica conto terzi.
La parola decisiva è “ricerca e sviluppo”: un laboratorio che esegue prove standardizzate, controlli qualità o analisi su campioni può ricadere in un’altra voce.
Quando può essere corretto ATECO 71.20.19?
Il 71.20.19 comprende collaudi fisici, chimici o di altro tipo su materiali e prodotti. ISTAT include, tra gli esempi, test sulla composizione e purezza dei minerali, analisi delle proprietà dei materiali, controlli nel campo dell’igiene alimentare, analisi di indicatori ambientali e verifica della qualità dei carburanti.
Per un chimico che presta soprattutto servizi di analisi e prova su prodotti o materiali, questo codice può descrivere l’attività meglio di un codice di ricerca e sviluppo.
Il vecchio ATECO 72.19.09 è ancora il codice del chimico?
Il 72.19.09 appartiene alla precedente classificazione. ATECO 2025 ha modificato e dettagliato le voci della divisione 72, perciò nel 2026 non va copiato automaticamente da vecchie schede professionali.
Il passaggio alla nuova classificazione non significa però che ogni chimico debba usare 72.10.29: la scelta continua a dipendere dall’attività concreta.
Un chimico può avere più codici ATECO?
Sì. Se il professionista svolge in modo effettivo attività autonome differenti, per esempio ricerca sperimentale e analisi tecniche conto terzi, può essere necessario indicare un’attività prevalente e una o più attività secondarie.
La guida sul codice ATECO prevalente e secondario spiega come gestire più attività senza creare sovrapposizioni inutili.
Per esercitare come Chimico serve l’Albo?
Sì. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici specifica che l’iscrizione all’Albo è obbligatoria per l’esercizio della professione di Chimico e Chimico Iunior, anche nell’ambito di lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato quando vengono svolte le attività professionali riservate.
L’utilizzo del titolo professionale senza regolare iscrizione non è quindi equiparabile a una generica attività di consulenza scientifica.
Qual è la differenza tra Chimico e Chimico Iunior?
L’Albo distingue la sezione A, cui appartiene il Chimico, e la sezione B, cui appartiene il Chimico Iunior. Le due sezioni hanno titoli di accesso e competenze professionali differenti secondo il D.P.R. 328/2001 e la normativa di settore.
La Federazione conferma anche nella disciplina del sigillo professionale le denominazioni “Chimico” e “Chimico Iunior” e la relativa sezione di appartenenza.
Nel 2026 serve l’Esame di Stato?
Per il primo accesso alla professione regolamentata il riferimento resta l’abilitazione prevista dalla normativa. Il MUR, con ordinanza n. 694 del 27 maggio 2026, ha indetto anche nel 2026 le sessioni degli Esami di Stato per Chimico e Chimico Iunior.
Le sessioni sono previste nei mesi di luglio e novembre; requisiti di laurea e modalità operative vanno verificati nel bando dell’università sede d’esame.
Quando un chimico deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene esercitata con abitualità. Consulenze ricorrenti, analisi per più committenti, incarichi di laboratorio, ricerca conto terzi, perizie o certificazioni svolte stabilmente sono elementi tipici di attività abituale.
Il percorso generale è descritto nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può evitare la Partita IVA?
No, non automaticamente. I 5.000 euro non sono una soglia fiscale generale che rende occasionale un’attività professionale abituale. Se l’attività è stabile e organizzata, la Partita IVA può essere necessaria anche con compensi iniziali inferiori.
Il chimico deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Il professionista che vende principalmente la propria prestazione intellettuale non diventa automaticamente impresa solo per il codice ATECO utilizzato. L’iscrizione al Registro Imprese va valutata sulla forma concreta dell’attività.
Se invece esiste una vera struttura imprenditoriale, per esempio un laboratorio organizzato con mezzi, dipendenti, produzione o servizi complessi assunti con rischio d’impresa, l’inquadramento può cambiare.
Quale previdenza paga il chimico libero professionista?
Per il Chimico iscritto all’Albo che esercita la libera professione l’ente di riferimento è normalmente EPAP. La pagina EPAP sull’iscrizione chiarisce che l’obbligo può sussistere anche se il professionista è contemporaneamente dipendente o percettore di altro trattamento previdenziale, salvo i casi particolari previsti dal regolamento.
Non va quindi applicata automaticamente la Gestione Separata INPS a un Chimico che esercita la professione ordinistica soggetta a EPAP.
Quanto sono i contributi EPAP?
La disciplina contributiva EPAP prevede un contributo soggettivo obbligatorio pari al 10% del reddito professionale netto, un contributo di solidarietà pari allo 0,2% del reddito netto e un contributo integrativo pari al 4% del volume d’affari.
L’iscritto può inoltre scegliere aliquote di supercontribuzione più elevate secondo le opzioni previste dall’Ente.
Quali sono i contributi minimi EPAP 2026?
Per il 2026 EPAP indica un reddito netto minimo di 7.387 euro e i seguenti minimi: 739 euro di contributo soggettivo, 15 euro di solidarietà e 295 euro di contributo integrativo. Il contributo di maternità viene fissato annualmente.
Il massimale di reddito imponibile indicato per il 2026 è 122.295 euro.
EPAP prevede agevolazioni per gli under 30?
Sì. I nuovi iscritti che al momento dell’iscrizione hanno meno di 30 anni e sono tenuti ai soli contributi minimi possono beneficiare di una riduzione del 70% dei minimi per i primi tre anni.
L’agevolazione viene meno quando i contributi dovuti superano i parametri minimi: in quel caso si applicano integralmente le aliquote ordinarie.
Il chimico può aderire al regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti e non ricade in una causa di esclusione. Il limite ordinario è pari a 85.000 euro di ricavi o compensi, insieme alle altre condizioni previste dalla normativa.
I requisiti completi sono nella guida sul regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente di redditività del chimico?
Per le attività professionali e scientifiche riconducibili alle voci 71 e 72, nel periodo transitorio ATECO 2025 il coefficiente applicabile è normalmente 78%. La verifica va comunque effettuata sul codice effettivamente scelto e sul raccordo con ATECO 2007.
Il D.Lgs. 81/2025 ha previsto che, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025, continuino a essere utilizzati quelli collegati ai codici corrispondenti della precedente classificazione. Il meccanismo generale è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Esempio di reddito forfettario
Con 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è pari a 31.200 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali effettivamente versati secondo le regole del regime, prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
La contribuzione EPAP segue però le proprie basi di calcolo: soggettivo e solidarietà sul reddito professionale, integrativo sul volume d’affari.
Il contributo integrativo EPAP va in fattura?
Il contributo integrativo EPAP è pari al 4% del volume d’affari e segue la disciplina dell’Ente. Nella predisposizione della fattura è importante distinguere correttamente compenso professionale, contributo integrativo e regime IVA applicabile.
Serve la fattura elettronica?
Sì, secondo le regole generali applicabili ai titolari di Partita IVA. La descrizione dovrebbe indicare con precisione la prestazione: analisi chimica, consulenza, ricerca sperimentale, valutazione tecnica, perizia o altra attività effettivamente svolta.
La guida sulla fatturazione elettronica riepiloga emissione, Sistema di Interscambio, bollo e conservazione.
Il chimico è una professione sanitaria?
Sì. La Federazione ricorda che la legge 3/2018 ha ricondotto Chimici e Fisici nell’ordinamento delle professioni sanitarie. Questo non significa però che ogni prestazione resa da un chimico sia automaticamente una prestazione sanitaria esente IVA.
Il trattamento fiscale dipende dalla natura concreta dell’operazione e dal contesto in cui viene resa.
Un chimico può lavorare anche come dipendente?
Sì, se non esistono incompatibilità contrattuali o conflitti con il datore. La presenza di un lavoro dipendente può incidere sul regime forfettario e va coordinata con gli obblighi EPAP previsti per l’esercizio libero-professionale.
Per il profilo fiscale generale puoi consultare Partita IVA e lavoro dipendente.
Quanto costa iniziare come chimico libero professionista?
I costi possono comprendere quota dell’Ordine, contributi EPAP, assicurazione professionale, commercialista, PEC, firma digitale, software, formazione continua, strumenti di misura e, se necessario, laboratorio, reagenti, sicurezza e gestione dei rifiuti.
Un chimico che lavora prevalentemente come consulente può avere una struttura di costi molto diversa da chi gestisce un laboratorio di analisi.
Quali errori evitare all’apertura?
- copiare il vecchio ATECO 72.19.09 senza verificare ATECO 2025;
- trattare 72.10.29 come codice universale del chimico;
- usare un codice di R&S per semplici analisi tecniche conto terzi;
- ignorare l’obbligo di iscrizione all’Albo quando si esercita la professione di Chimico;
- confondere Chimico e Chimico Iunior;
- applicare automaticamente Gestione Separata al posto di EPAP;
- usare minimi EPAP di anni precedenti;
- considerare il 4% integrativo come sostitutivo del contributo soggettivo;
- attribuire un’esenzione IVA automatica a qualunque prestazione del chimico.
Checklist prima di aprire la Partita IVA da chimico
- definire le prestazioni che saranno realmente fatturate;
- scegliere ATECO 72.10.29 solo per vera ricerca e sviluppo quando pertinente;
- valutare 71.20.19 per analisi e collaudi chimici su materiali e prodotti;
- verificare abilitazione e sezione dell’Albo;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- iscriversi a EPAP quando dovuto;
- considerare 10%, 0,2% e 4% e i minimi EPAP 2026;
- valutare forfettario o ordinario;
- impostare fatturazione elettronica e assicurazione;
- verificare adempimenti aggiuntivi se si gestisce un laboratorio.
Domande frequenti sulla Partita IVA del chimico
Qual è il codice ATECO?
Dipende dall’attività: 72.10.29 può essere pertinente alla ricerca e sviluppo; 71.20.19 alle analisi e ai collaudi chimici di materiali e prodotti.
Serve l’Albo?
Sì, per esercitare la professione di Chimico o Chimico Iunior.
Quale previdenza?
EPAP per l’esercizio libero-professionale soggetto all’Ente, salvo i casi particolari previsti.
Quali sono i minimi EPAP 2026?
739 euro di soggettivo, 15 euro di solidarietà e 295 euro di integrativo, oltre al contributo maternità quando determinato.
Qual è il coefficiente forfettario?
Normalmente 78% per le attività professionali e scientifiche dei gruppi interessati, da verificare sul codice effettivo.
Partita IVA chimico nel 2026: cosa verificare prima di iniziare
La sequenza corretta è prestazione effettiva → ATECO aggiornato → abilitazione e Albo → Partita IVA → EPAP → regime fiscale → fatturazione. Nel 2026 il punto più importante è evitare il vecchio automatismo “chimico = 72.19.09”: ATECO 2025 richiede di distinguere ricerca e sviluppo da analisi e collaudi tecnici.
Per confrontare altre attività professionali puoi consultare la sezione Professioni e attività.