Aprire una latteria o un negozio di formaggi con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere la semplice vendita dalla produzione casearia e dalla somministrazione. ATECO 2025 assegna alla vendita al dettaglio il codice 47.27.10 – Commercio al dettaglio di latte e prodotti lattiero-caseari.
Il codice riguarda il commercio di prodotti lattiero-caseari, incluse preparazioni a base di latte e formaggio. Se però l’impresa produce direttamente formaggi, yogurt, burro o altri derivati, oppure prepara alimenti per il consumo immediato, il corretto inquadramento cambia.
Qual è il codice ATECO di una latteria nel 2026?
Per la normale vendita al dettaglio il riferimento è 47.27.10 – Commercio al dettaglio di latte e prodotti lattiero-caseari. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono il commercio al dettaglio di prodotti lattiero-caseari, incluse preparazioni a base di latte e formaggio.
È quindi il codice da valutare per una latteria o un negozio specializzato in latte, formaggi e derivati quando il ricavo deriva principalmente dalla rivendita al consumatore finale.
Quali prodotti possono rientrare nel 47.27.10?
La voce riguarda prodotti lattiero-caseari e preparazioni a base di latte e formaggio. In un normale assortimento possono quindi rientrare latte, formaggi, yogurt, burro, panna e altri prodotti caseari destinati alla vendita al dettaglio, quando il negozio non li produce direttamente.
Vendere formaggi e produrli è la stessa attività?
No. Vendere formaggi acquistati da produttori è commercio. Fabbricare formaggi, yogurt, burro o altri derivati del latte è attività produttiva.
ATECO 2025 prevede 10.51.20 – Produzione di derivati del latte per attività che comprendono, tra gli esempi ufficiali, produzione di burro, yogurt, formaggio e cagliata, panna, siero di latte, kefir di latte e prodotti lattiero-caseari senza lattosio.
Caseificio con spaccio: quali attività deve distinguere?
Un caseificio che produce e vende direttamente i propri prodotti può esercitare sia produzione sia vendita. In questo caso bisogna individuare l’attività prevalente e valutare gli eventuali codici secondari, senza trattare tutta l’impresa come un semplice negozio.
La gestione di più attività è approfondita nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Latte fresco prodotto in proprio: quale attività?
Il trattamento industriale del latte non coincide con la vendita al dettaglio. ATECO 2025 prevede 10.51.10 – Trattamento igienico del latte per la produzione di latte liquido fresco, pastorizzato, sterilizzato, omogeneizzato e UHT.
Un’attività che tratta e confeziona latte deve quindi verificare gli obblighi produttivi e sanitari applicabili, oltre alla posizione commerciale se vende direttamente al pubblico.
Latte vegetale e prodotti lattiero-caseari usano lo stesso codice?
Non automaticamente. Le note ATECO distinguono il latte di origine lattiero-casearia dalle bevande vegetali. Un negozio che vende stabilmente bevande a base di soia, avena, mandorla o altri prodotti vegetali deve verificare la classificazione in base alla tipologia di prodotti realmente commercializzati.
Vendere gelato rientra nel codice della latteria?
Non come regola generale. La vendita o somministrazione di gelato preparato per il consumo immediato appartiene a un’attività diversa dal semplice commercio al dettaglio di latticini. Se il punto vendita svolge una vera attività di gelateria, bisogna verificare il relativo inquadramento.
APIVA ha già una guida dedicata alla Partita IVA per una gelateria, con distinzione tra vendita/somministrazione e produzione.
Tagliare e confezionare formaggi nel negozio cambia l’attività?
Le normali operazioni accessorie alla vendita, come taglio e confezionamento del prodotto per il cliente, non equivalgono automaticamente alla produzione casearia. La situazione cambia se l’impresa trasforma stabilmente il prodotto o svolge lavorazioni autonome che vanno oltre la normale preparazione per la vendita.
Come si apre una latteria o un negozio di formaggi?
La normale attività viene avviata come impresa commerciale alimentare. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica, insieme agli adempimenti previsti per il commercio di alimenti.
Il Registro Imprese indica che ComUnica coordina attribuzione della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e adempimenti INPS. Devono poi essere gestite le pratiche amministrative e sanitarie applicabili tramite SUAP e autorità competenti.
Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per una latteria?
Per il commercio al dettaglio alimentare devono essere verificati gli adempimenti previsti dal Comune, dal SUAP e dalla normativa sulla sicurezza alimentare. La pratica concreta dipende da sede, conservazione dei prodotti e organizzazione del punto vendita.
Produzione, trasformazione, laboratorio o somministrazione possono richiedere adempimenti ulteriori rispetto alla semplice rivendita.
Quale INPS paga il titolare del negozio?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte eccedente l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
La produzione casearia può cambiare la gestione INPS?
Sì. Una vera attività produttiva svolta personalmente può presentare caratteristiche artigiane e richiedere un inquadramento diverso dalla semplice rivendita. Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Artigiani è del 24% e il contributo ordinario annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro.
La latteria può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività di commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Produzione e vendita hanno sempre coefficiente 40%?
No. Il 40% riguarda la normale attività commerciale. Produzione e trasformazione del latte appartengono a gruppi economici differenti e il coefficiente deve essere verificato sulla relativa attività. Non va quindi applicato automaticamente il coefficiente del negozio ai ricavi produttivi.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti individuati tramite la corrispondente attività della classificazione precedente, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il titolare in regime forfettario iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può, quando possiede i requisiti, aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere formaggi online cambia il codice ATECO?
Non per il solo fatto di utilizzare Internet. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base ai prodotti venduti. Il canale online non trasforma la vendita di prodotti lattiero-caseari in un’attività diversa.
Restano però da rispettare gli obblighi alimentari, di conservazione, informazione al consumatore e vendita a distanza applicabili. Per gli aspetti generali puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire una latteria?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, arredi, banchi e celle refrigerate, primo assortimento, attrezzature per taglio e confezionamento, software gestionale, sistemi di pagamento, assicurazioni ed eventuale e-commerce.
Se l’impresa produce direttamente bisogna aggiungere laboratorio, impianti, attrezzature, autorizzazioni e costi di produzione. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la convenienza va valutata sulla marginalità effettiva.
Checklist prima di aprire una latteria o un negozio di formaggi
- Utilizzare 47.27.10 per la vera vendita al dettaglio di latte e prodotti lattiero-caseari.
- Separare la produzione di derivati del latte con 10.51.20.
- Valutare 10.51.10 quando viene svolto trattamento igienico del latte.
- Distinguere la vendita dalla somministrazione e dalla gelateria.
- Verificare il corretto inquadramento dei prodotti vegetali non lattiero-caseari.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e gestire gli adempimenti alimentari e SUAP.
- Impostare Gestione Commercianti o Artigiani sulla base dell’attività reale.
- Applicare il coefficiente del 40% soltanto ai ricavi della normale attività commerciale.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
- Gestire correttamente conservazione e vendita online dei prodotti.
Domande frequenti sulla Partita IVA per latteria e formaggi
Qual è il codice ATECO?
Per il commercio al dettaglio di latte e prodotti lattiero-caseari ATECO 2025 prevede 47.27.10.
Quale codice usa chi produce formaggi?
Per la produzione di derivati del latte, compresi formaggi, yogurt e burro, ATECO 2025 prevede 10.51.20.
Qual è il coefficiente forfettario della vendita?
Per la normale attività commerciale è 40%; produzione e trasformazione devono essere valutate separatamente.
Una latteria può vendere online?
Sì, ma il canale online non elimina gli obblighi alimentari, di conservazione e di informazione al consumatore applicabili ai prodotti venduti.
Partita IVA latteria nel 2026: cosa verificare
Il passaggio decisivo è distinguere vendita, produzione, trasformazione e somministrazione. Un negozio che rivende formaggi non svolge automaticamente la stessa attività di un caseificio o di una gelateria.
Definiti attività prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, adempimenti alimentari, SUAP, INPS e regime fiscale, la posizione può essere impostata correttamente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.