Aprire la Partita IVA come naturopata nel 2026 richiede soprattutto di distinguere bene l’inquadramento fiscale dalla qualificazione professionale. Con ATECO 2025 la naturopatia è espressamente compresa nel codice 86.96.09 — Attività di medicine complementari e alternative n.c.a.. Questo però non trasforma il naturopata in una professione sanitaria riconosciuta né attribuisce competenze di diagnosi, cura o riabilitazione riservate ad altre figure.
Per chi svolge in modo abituale consulenze e attività di naturopatia orientate al benessere, l’apertura della Partita IVA va quindi costruita su quattro elementi: codice ATECO corretto, perimetro dell’attività realmente svolta, Gestione Separata INPS e regime fiscale. Le certificazioni private o l’iscrizione a un’associazione possono qualificare il percorso professionale, ma non sostituiscono un titolo sanitario abilitante.
Qual è il codice ATECO del naturopata nel 2026?
Il riferimento ATECO 2025 è 86.96.09 — Attività di medicine complementari e alternative n.c.a.. Le note esplicative ISTAT includono espressamente la naturopatia tra i servizi terapeutici complementari, insieme ad altre discipline come fitoterapia, aromaterapia e medicina ayurvedica.
Questo è uno dei cambiamenti più importanti rispetto alle guide costruite sui vecchi codici ATECO. Per una nuova apertura nel 2026 non è corretto partire automaticamente dai precedenti codici residuali dei servizi alla persona.
Il vecchio ATECO 96.09.09 è ancora corretto?
Non come codice specifico per una nuova apertura di naturopatia nel 2026. ATECO 2025 ha collocato espressamente la naturopatia nel 86.96.09. Chi possiede già una Partita IVA con un vecchio codice deve verificare la riclassificazione attribuita e la coerenza con l’attività effettivamente svolta.
Per capire come gestire una posizione già aperta puoi consultare la guida su come scegliere il codice ATECO.
Serve un codice diverso per corsi, vendita di prodotti o altre attività?
Può servire. Il codice 86.96.09 descrive l’attività professionale di naturopatia, ma non assorbe automaticamente attività economicamente autonome come vendita di prodotti, formazione strutturata o commercio elettronico.
Se una seconda attività assume rilievo autonomo, va verificato se aggiungere un codice secondario e quale attività sia prevalente. Il criterio è spiegato nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Il naturopata è una professione sanitaria riconosciuta?
No, il naturopata non compare tra le professioni sanitarie riconosciute dallo Stato. Il Ministero della Salute ricorda che le professioni sanitarie riconosciute sono quelle per le quali esistono titoli abilitanti e, nei casi previsti, iscrizione ai relativi Ordini.
La presenza della naturopatia nella classificazione ATECO non modifica da sola lo status giuridico della professione: ATECO serve a classificare un’attività economica, non a creare un’abilitazione sanitaria.
Esiste un Albo dei naturopati?
Nel 2026 non esiste un Albo professionale statale dei naturopati equivalente agli Ordini delle professioni sanitarie. Possono esistere associazioni, registri privati, certificazioni e norme tecniche, ma non vanno presentati come un Albo pubblico abilitante.
La Legge 4/2013 autorizza a fare il naturopata?
La Legge 4/2013 disciplina le professioni non organizzate in Ordini o Collegi, ma esclude espressamente le professioni sanitarie e le relative attività tipiche o riservate per legge. Non è quindi una licenza per svolgere diagnosi, terapia o altri atti riservati.
Il MIMIT chiarisce inoltre che la legge e l’iscrizione delle associazioni negli elenchi ministeriali non hanno funzione autorizzatoria. Un’attestazione associativa può documentare standard o formazione, ma non attribuisce competenze riservate.
Cosa può fare un naturopata senza invadere professioni sanitarie?
Il perimetro deve restare coerente con attività di benessere e consulenza non riservate. Il naturopata non deve presentare la propria attività come diagnosi o cura di patologie, prescrivere farmaci, sostituire il medico o utilizzare titoli sanitari che non possiede.
Il MIMIT, con la risoluzione n. 85939/2015, ha distinto le attività rivolte al generico mantenimento del benessere da quelle terapeutiche o sanitarie. È una distinzione utile anche quando si definiscono concretamente servizi, comunicazione e fatture.
Quando il naturopata deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Avere clienti ricorrenti, pubblicizzare stabilmente i servizi, organizzare un’agenda continuativa o lavorare regolarmente presso studi e centri sono indizi tipici.
La procedura generale è spiegata nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
Non esiste una soglia fiscale generale di 5.000 euro che renda occasionale un’attività abituale. Il parametro decisivo è il modo in cui il lavoro viene organizzato e svolto. Un’attività continuativa può richiedere Partita IVA anche con compensi modesti.
Il naturopata deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Per la pura attività professionale personale, senza organizzazione imprenditoriale distinta e senza commercio, l’iscrizione al Registro Imprese non va aggiunta automaticamente. La situazione cambia se vengono svolte attività commerciali, vendita abituale di prodotti o altre attività d’impresa.
Quale previdenza paga il naturopata?
Non esiste una Cassa previdenziale professionale dedicata ai naturopati. Il riferimento ordinario per il libero professionista senza altra Cassa è quindi la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8/2026 fissa per l’anno aliquote, minimale e massimale applicabili ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.
Quanto paga di INPS nel 2026?
Per il professionista privo di altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva è del 26,07%. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, nei casi previsti, l’aliquota è del 24%.
Ci sono contributi INPS minimi fissi?
No. La Gestione Separata dei professionisti non funziona come la Gestione Artigiani o Commercianti: non prevede un contributo minimo fisso da pagare anche in assenza di reddito professionale.
Il minimale di reddito 2026 di 18.808 euro serve invece per l’accredito dell’intero anno contributivo.
Qual è il massimale INPS 2026?
Il massimale di reddito della Gestione Separata per il 2026 è pari a 122.295 euro. Oltre tale soglia non vengono calcolati ulteriori contributi sulla parte eccedente.
Il naturopata può applicare la rivalsa INPS del 4%?
Sì, il professionista iscritto alla Gestione Separata può scegliere di addebitare in fattura una rivalsa fino al 4%. È una facoltà e non riduce l’obbligo contributivo personale: la rivalsa fa parte del compenso.
Il naturopata può aderire al regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Nel 2026 la soglia ordinaria resta pari a 85.000 euro di ricavi o compensi.
Per le regole complete consulta regime forfettario: requisiti e cause di esclusione.
Qual è il coefficiente di redditività del naturopata?
Per l’attività ricondotta al gruppo delle attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie e di servizi corrispondenti, nel periodo transitorio ATECO 2025 il coefficiente utilizzato è normalmente del 78%. Va sempre verificato il raccordo effettivo del codice utilizzato con la tabella dei coefficienti vigente.
Il meccanismo è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Esempio di tasse e INPS
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è pari a 23.400 euro. Applicando in modo semplificato il 26,07%, i contributi teorici sono circa 6.100 euro.
I contributi deducibili riducono poi la base su cui viene calcolata l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Le prestazioni del naturopata sono esenti IVA?
Non automaticamente. L’esenzione IVA prevista per determinate prestazioni sanitarie richiede i presupposti stabiliti dalla normativa fiscale e la prestazione deve essere resa nell’esercizio di una professione sanitaria abilitata quando richiesto.
Il fatto che ATECO collochi la naturopatia tra le medicine complementari non crea da solo un’esenzione fiscale. Nel regime ordinario, in assenza di una specifica esenzione applicabile, si utilizza l’IVA ordinaria.
Il cliente può detrarre la spesa come spesa sanitaria?
Non per il solo fatto che la fattura sia emessa da un naturopata. L’Agenzia delle Entrate collega la detrazione sanitaria alle prestazioni e ai soggetti abilitati previsti dalla normativa. Se il professionista possiede anche un diverso titolo sanitario riconosciuto e rende una prestazione in quella specifica veste, il trattamento va valutato separatamente.
Il naturopata trasmette le fatture al Sistema Tessera Sanitaria?
Il naturopata, in quanto tale, non rientra automaticamente tra le professioni sanitarie tenute all’invio al Sistema Tessera Sanitaria. Non va quindi confuso con medici, psicologi, fisioterapisti o altre figure sanitarie abilitate.
Serve la fattura elettronica?
Si applicano le regole generali della fatturazione elettronica. Per il quadro operativo puoi consultare la guida sulla fatturazione elettronica.
Naturopata dipendente e Partita IVA possono convivere?
Sì, in linea generale. Bisogna però verificare eventuali incompatibilità del contratto di lavoro, l’aliquota previdenziale applicabile e le cause di esclusione dal regime forfettario.
Il quadro completo è nella guida su Partita IVA e lavoro dipendente.
Può aprire uno studio di naturopatia?
Sì, ma la semplice disponibilità di uno studio non deve essere confusa con l’apertura di una struttura sanitaria. Requisiti dei locali, comunicazioni e autorizzazioni possono dipendere dall’organizzazione concreta, dai servizi offerti e dalla normativa regionale o comunale.
Può vendere integratori, prodotti erboristici o cosmetici?
La vendita abituale di prodotti è un’attività commerciale distinta dalla consulenza professionale. Può richiedere codice ATECO aggiuntivo, iscrizione al Registro Imprese, Gestione Commercianti e adempimenti specifici a seconda dei prodotti.
Non è quindi corretto utilizzare il solo 86.96.09 per assorbire automaticamente una vera attività di commercio.
Serve un’assicurazione professionale?
Una polizza RC professionale è prudente soprattutto quando si lavora direttamente con il pubblico. L’eventuale attestazione rilasciata da un’associazione professionale può anche indicare il possesso di una copertura assicurativa, ma non modifica i limiti delle attività consentite.
Quanto costa iniziare come naturopata?
I costi possono comprendere Gestione Separata INPS, commercialista, assicurazione, studio, software, sito web, formazione e strumenti professionali. Se si aggiungono vendita di prodotti o organizzazione imprenditoriale, aumentano anche gli adempimenti e i possibili costi camerali.
Quali errori evitare?
- usare un vecchio ATECO dei servizi alla persona senza verificare ATECO 2025;
- presentare il naturopata come professione sanitaria riconosciuta;
- chiamare Albo un registro privato o associativo;
- considerare la Legge 4/2013 un’autorizzazione a diagnosi o terapia;
- applicare automaticamente l’esenzione IVA sanitaria;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per evitare la Partita IVA;
- vendere abitualmente prodotti senza valutare una distinta attività commerciale;
- confondere il codice ATECO con un titolo professionale abilitante.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- definire con precisione i servizi realmente offerti;
- mantenere l’attività fuori dagli atti sanitari riservati se non si possiede un titolo abilitante;
- utilizzare ATECO 86.96.09 quando coerente;
- aprire la Partita IVA se l’attività è abituale;
- iscriversi alla Gestione Separata quando dovuta;
- valutare regime forfettario o ordinario;
- gestire correttamente IVA, fattura elettronica e rivalsa INPS;
- aggiungere codici e adempimenti se si svolge commercio o formazione autonoma;
- verificare eventuali regole regionali o comunali dello studio.
Domande frequenti sulla Partita IVA del naturopata
Qual è il codice ATECO nel 2026?
86.96.09 — Attività di medicine complementari e alternative n.c.a.
Esiste un Albo dei naturopati?
No, non esiste un Albo sanitario statale equivalente a quello delle professioni sanitarie ordinistiche.
Quale INPS paga?
Normalmente Gestione Separata, con aliquota 26,07% nel 2026 per chi non ha altra previdenza obbligatoria.
Qual è il coefficiente forfettario?
Normalmente 78%, da verificare secondo il raccordo transitorio ATECO 2025 vigente.
Le prestazioni sono esenti IVA?
Non automaticamente: in regime ordinario va verificata l’esistenza di una specifica esenzione, che il solo titolo di naturopata non determina.
Partita IVA naturopata nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è attività reale → limiti professionali → ATECO 86.96.09 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → IVA e fatturazione. La classificazione ATECO aggiornata semplifica l’inquadramento fiscale, ma non sostituisce le regole che separano il benessere dalle attività sanitarie riservate.
Le altre guide dedicate alle professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.