Aprire un negozio di caffè con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere la vendita di caffè confezionato dalla somministrazione al banco e dalla torrefazione. ATECO 2025 assegna alla vendita al dettaglio il codice 47.27.20 – Commercio al dettaglio di caffè.
Il codice comprende caffè macinato, caffè solubile, estratti e concentrati, oltre a cialde e capsule. Se però l’attività tosta direttamente il caffè oppure prepara e serve bevande per il consumo immediato, il corretto inquadramento cambia.
Qual è il codice ATECO di un negozio di caffè nel 2026?
Il riferimento ufficiale è 47.27.20 – Commercio al dettaglio di caffè. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono il commercio al dettaglio di caffè e prodotti a base di caffè.
È quindi il codice da valutare per un punto vendita specializzato nella vendita al consumatore finale di caffè in grani o lavorato, cialde e capsule, quando non prevalgono la somministrazione o la produzione.
Quali prodotti rientrano nel 47.27.20?
- caffè e prodotti a base di caffè;
- caffè macinato;
- caffè solubile;
- estratti e concentrati di caffè;
- caffè in bustine;
- cialde;
- capsule.
Vendere cialde e capsule usa lo stesso ATECO?
Sì. ATECO 2025 include espressamente nel 47.27.20 il commercio al dettaglio di caffè in bustine, cialde o capsule. Non serve quindi un diverso codice soltanto perché il prodotto viene porzionato in capsule compatibili o monodose.
Vendere macchine da caffè rientra nel 47.27.20?
Non automaticamente. Il 47.27.20 identifica il commercio del caffè, non quello degli apparecchi. Se macchine da caffè, piccoli elettrodomestici o ricambi costituiscono una vera linea commerciale autonoma, bisogna verificare la classificazione specifica per i prodotti venduti.
La presenza di una macchina dimostrativa o di pochi accessori non rende però automaticamente necessaria una seconda attività: conta la rilevanza economica della linea e ciò che viene realmente commercializzato.
Negozio di caffè e bar sono la stessa attività?
No. Vendere confezioni di caffè al dettaglio è commercio. Preparare espresso, cappuccino o altre bevande da consumare subito al banco o ai tavoli è invece somministrazione e appartiene all’area ATECO della ristorazione.
Se il punto vendita dispone anche di un vero servizio bar, bisogna verificare l’attività aggiuntiva e i requisiti amministrativi e alimentari applicabili. Per la somministrazione puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un bar.
Offrire un assaggio gratuito cambia l’ATECO?
Una degustazione occasionale e accessoria alla vendita non equivale automaticamente alla gestione di un bar. La situazione cambia quando la preparazione e somministrazione di bevande diventa un servizio organizzato, abituale e fonte autonoma di ricavi.
Se tosto il caffè quale codice ATECO devo valutare?
La torrefazione è un’attività produttiva distinta dalla rivendita. ATECO 2025 prevede 10.83.02 – Lavorazione di caffè.
Le note ISTAT comprendono la decaffeinazione e torrefazione del caffè, la produzione di caffè macinato e solubile, estratti e concentrati, surrogati e la produzione di caffè in bustine, cialde o capsule. Una torrefazione che produce direttamente non deve quindi essere classificata come semplice negozio soltanto perché vende anche al pubblico.
Torrefazione e vendita possono stare nella stessa Partita IVA?
Sì. La stessa impresa può lavorare il caffè e venderlo direttamente. Se produzione e commercio sono entrambe attività reali bisogna però individuare l’attività prevalente e indicare gli eventuali codici secondari.
La gestione di più attività è approfondita nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Tè, tisane e infusi usano lo stesso codice del caffè?
Non automaticamente. Il 47.27.20 è specifico per il caffè. Se il negozio vende soprattutto tè, tisane, infusi e altri prodotti alimentari, bisogna verificare la classificazione corrispondente all’assortimento prevalente invece di utilizzare il codice del caffè come contenitore generale.
Come si apre un negozio di caffè?
La normale attività viene avviata come impresa commerciale alimentare. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica, insieme alle pratiche richieste per il commercio e il settore alimentare.
Il Registro Imprese indica che ComUnica coordina attribuzione della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e adempimenti INPS. Vanno inoltre gestite le pratiche previste dal SUAP e gli adempimenti sanitari applicabili all’operatore del settore alimentare.
Per la procedura generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire il negozio?
Per il commercio al dettaglio alimentare devono essere verificati gli adempimenti previsti dal Comune, dal SUAP e dalla normativa alimentare. La pratica concreta dipende da sede e organizzazione del punto vendita.
Se si aggiungono somministrazione, torrefazione, laboratorio, deposito o altre attività, gli adempimenti devono essere rivalutati sulla base della configurazione effettiva.
Quale INPS paga il titolare del negozio?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte eccedente l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
La torrefazione può cambiare l’inquadramento INPS?
Sì. Una vera attività produttiva svolta personalmente può presentare caratteristiche artigiane e richiedere una gestione diversa dalla semplice rivendita. Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Artigiani è del 24% e il contributo ordinario annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro.
Il negozio di caffè può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività di commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Torrefazione e commercio hanno sempre coefficiente 40%?
No. Il 40% riguarda la normale attività commerciale. La lavorazione del caffè appartiene a un gruppo produttivo diverso e il coefficiente deve essere verificato sulla relativa classificazione. Non bisogna quindi applicare automaticamente il coefficiente del negozio ai ricavi della torrefazione.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti individuati tramite la corrispondente attività della classificazione precedente, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il titolare in regime forfettario iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può, quando possiede i requisiti, aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere caffè online cambia il codice ATECO?
Non per il solo fatto di utilizzare Internet. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base ai prodotti venduti. Se l’attività resta la vendita di caffè, cialde e capsule, il riferimento continua a essere 47.27.20 anche quando gli ordini arrivano da un sito o da un marketplace.
Il canale online non elimina gli obblighi alimentari e le regole della vendita a distanza. Per gli aspetti generali puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un negozio di caffè?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, arredi, scaffalature, primo assortimento, magazzino, software gestionale, sistemi di pagamento, assicurazioni, eventuale e-commerce e gestione amministrativa.
Se l’impresa tosta o confeziona direttamente il caffè vanno aggiunti laboratorio, impianti, attrezzature, autorizzazioni e adempimenti produttivi. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la convenienza va valutata sulla marginalità effettiva.
Checklist prima di aprire un negozio di caffè
- Utilizzare 47.27.20 per la vera vendita al dettaglio di caffè e prodotti a base di caffè.
- Ricordare che cialde e capsule sono incluse nel 47.27.20.
- Separare la vendita di macchine da caffè quando costituisce una vera linea autonoma.
- Distinguere il negozio dalla somministrazione tipica del bar.
- Valutare 10.83.02 quando viene svolta una vera torrefazione o lavorazione di caffè.
- Separare tè, tisane e altri prodotti quando diventano una linea commerciale prevalente.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e gestire gli adempimenti alimentari e SUAP.
- Impostare Gestione Commercianti o Artigiani sulla base dell’attività reale.
- Applicare il coefficiente del 40% soltanto ai ricavi della normale attività commerciale.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
Domande frequenti sulla Partita IVA per negozio di caffè
Qual è il codice ATECO?
Per il commercio al dettaglio di caffè ATECO 2025 prevede 47.27.20.
Cialde e capsule rientrano nello stesso codice?
Sì. ISTAT include espressamente caffè in bustine, cialde e capsule nel 47.27.20.
Quale codice usa una torrefazione?
Per la lavorazione e torrefazione del caffè ATECO 2025 prevede 10.83.02.
Qual è il coefficiente forfettario della vendita?
Per la normale attività commerciale è 40%; la torrefazione deve essere valutata separatamente.
Partita IVA negozio di caffè nel 2026: cosa verificare
Il punto decisivo è distinguere vendita, somministrazione e torrefazione. Un negozio di cialde e capsule non svolge automaticamente la stessa attività di un bar o di una torrefazione che produce il proprio caffè.
Definiti attività prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, adempimenti alimentari, SUAP, INPS e regime fiscale, il negozio può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.