Aprire un negozio di porte e finestre con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere la vendita dalla produzione e dalla posa. ATECO 2025 assegna alla normale rivendita il codice 47.52.31 – Commercio al dettaglio di porte e finestre, che comprende porte, finestre e imposte di qualsiasi materiale.
Uno showroom che compra serramenti da produttori e li rivende svolge un’attività diversa da chi fabbrica infissi in legno, PVC o metallo e da chi li installa negli edifici. La distinzione incide su codice ATECO, previdenza e coefficiente del regime forfettario.
Qual è il codice ATECO di un negozio di porte e finestre nel 2026?
Il riferimento ufficiale per la vendita al dettaglio è 47.52.31 – Commercio al dettaglio di porte e finestre. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono il commercio al dettaglio di porte, finestre e imposte, cioè persiane, di qualsiasi materiale.
Il codice è quindi adatto allo showroom che vende prodotti finiti al cliente senza essere necessariamente il produttore o l’installatore degli infissi.
Serramenti, infissi, porte e finestre sono la stessa attività commerciale?
Nella pratica commerciale i termini possono sovrapporsi, ma la classificazione deve seguire ciò che viene realmente venduto e fatto. Il 47.52.31 riguarda la vendita al dettaglio di porte, finestre e imposte. Produzione e posa sono attività distinte.
Porte in legno, PVC e alluminio usano lo stesso codice di vendita?
Sì, se l’attività è la normale rivendita al dettaglio. ISTAT specifica che il 47.52.31 comprende porte, finestre e imposte di qualsiasi materiale. Il materiale diventa invece decisivo quando l’impresa fabbrica direttamente i serramenti.
Se produco porte e finestre quale ATECO devo valutare?
La fabbricazione dipende dal materiale prevalente del telaio. ATECO 2025 distingue, tra gli altri:
- 16.25.00 — fabbricazione di porte e finestre in legno;
- 22.23.00 — fabbricazione di porte e finestre in materie plastiche;
- 25.12.10 — fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli in metallo.
Una vera produzione propria non deve quindi essere assorbita automaticamente nel codice commerciale 47.52.31 soltanto perché i prodotti vengono anche esposti e venduti nello stesso showroom.
Serramenti multimateriale: quale codice di produzione?
ATECO 2025 considera anche serramenti multimateriale e li riconduce, nelle note di fabbricazione, al materiale del telaio. Per esempio la produzione di porte e finestre multimateriale con telai in legno è compresa nel 16.25.00, mentre per telai in plastica è previsto il 22.23.00.
Qual è il codice ATECO per installare finestre e porte non blindate?
Per una vera attività autonoma di posa ATECO 2025 prevede 43.32.02 – Posa in opera di porte non blindate, finestre, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili.
Le note ISTAT comprendono l’installazione di infissi, quindi porte non blindate, finestre e telai di porte e finestre in legno o in altri materiali. Se la posa viene svolta stabilmente con una propria organizzazione, va distinta dalla semplice vendita.
Le porte blindate usano lo stesso codice di posa?
No. ATECO 2025 separa espressamente la posa di porte blindate con 43.32.01 – Posa in opera di porte blindate. Il 43.32.02 riguarda invece porte non blindate, finestre e altri infissi indicati dalla classificazione.
Vendita e posa possono stare nella stessa Partita IVA?
Sì. Una stessa impresa può vendere porte e finestre e svolgere anche la posa, ma quando entrambe le attività sono reali bisogna indicare correttamente l’attività prevalente e gli eventuali codici secondari.
Non è corretto applicare automaticamente a tutto il fatturato le regole del commercio soltanto perché l’ordine comprende anche il prodotto. La gestione di più attività è approfondita nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Porte, finestre e materiali edili: quando cambia il codice?
Un centro edile generalista può vendere anche porte e finestre, ma ATECO 2025 assegna loro una sottocategoria specifica. Gli altri materiali da costruzione, mattoni e piastrelle sono invece classificati in 47.52.32.
Per il confine tra le diverse categorie puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio di materiali edili.
Ferramenta e accessori per serramenti usano lo stesso ATECO?
Non sempre. Se maniglie, ferramenta, utensili e altri prodotti costituiscono una linea commerciale autonoma, bisogna verificare il codice 47.52.10 dedicato a ferramenta, vernici, vetro, materiale elettrico e termoidraulico.
APIVA ha già una guida specifica sulla Partita IVA per una ferramenta.
Come si apre un negozio di porte e finestre?
Il normale showroom che vende infissi viene avviato come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica.
Il Registro Imprese indica che ComUnica coordina attribuzione della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese, adempimenti INPS ed eventuale SCIA per il SUAP. Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire uno showroom di serramenti?
Per il commercio al dettaglio in sede fissa devono essere verificati gli adempimenti previsti dal Comune e dal SUAP competente, compresa la SCIA nei casi previsti. La normale rivendita di porte e finestre non richiede di per sé una specifica abilitazione professionale nazionale.
Produzione, posa e altre lavorazioni possono però modificare l’inquadramento dell’impresa e richiedere verifiche ulteriori.
Quale INPS paga chi vende porte e finestre?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Produzione o posa possono cambiare l’INPS?
Sì. Una vera attività di fabbricazione o posa svolta personalmente può presentare caratteristiche artigiane. Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Artigiani è del 24% e il contributo ordinario annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro.
L’inquadramento deve seguire l’attività concreta e la prevalenza effettiva, non il solo fatto che l’impresa abbia anche uno showroom.
Il negozio di porte e finestre può usare il regime forfettario?
Sì, quando il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale vendita al dettaglio il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Posa e produzione hanno sempre coefficiente 40%?
No. Il 40% riguarda il commercio. Produzione e posa appartengono a gruppi economici differenti e il coefficiente deve essere determinato in base alla relativa attività. Non è quindi corretto applicare automaticamente il coefficiente del negozio a tutti i ricavi.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti individuati tramite la corrispondente attività della classificazione precedente, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il titolare in regime forfettario iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può, quando possiede i requisiti, aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere serramenti online cambia l’ATECO?
Non per il solo fatto di utilizzare Internet. Con ATECO 2025 il commercio diretto viene classificato soprattutto in base ai prodotti venduti. Se l’attività resta la vendita di porte e finestre, il riferimento continua a essere 47.52.31 anche quando gli ordini arrivano da un sito.
Per gli obblighi generali della vendita a distanza puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un negozio di porte e finestre?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, showroom, campionari, espositori, software per preventivi, magazzino, trasporto, assicurazioni, sistemi di pagamento e gestione amministrativa.
Se l’impresa produce o installa bisogna aggiungere laboratorio, macchinari, mezzi, utensili, dispositivi di sicurezza e personale. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la convenienza deve essere valutata sul margine effettivo delle diverse attività.
Checklist prima di aprire uno showroom di serramenti
- Utilizzare 47.52.31 per la vera vendita al dettaglio di porte, finestre e imposte.
- Separare la produzione in base al materiale: legno, plastica o metallo.
- Valutare 43.32.02 per una vera attività autonoma di posa di porte non blindate e finestre.
- Distinguere la posa di porte blindate con 43.32.01.
- Valutare eventuali linee autonome di ferramenta e accessori.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e verificare SCIA/SUAP.
- Impostare Gestione Commercianti o Artigiani sulla base dell’attività reale.
- Applicare il coefficiente del 40% soltanto ai ricavi della normale attività commerciale.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se spettante.
- Gestire correttamente eventuale vendita online, produzione e posa.
Domande frequenti sulla Partita IVA per porte e finestre
Qual è il codice ATECO dello showroom?
Per la normale vendita al dettaglio di porte e finestre ATECO 2025 prevede 47.52.31.
Quale codice usa chi installa finestre?
Per una vera attività autonoma di posa di finestre e porte non blindate va valutato 43.32.02.
Quale codice usa chi produce serramenti?
Dipende dal materiale: ad esempio 16.25.00 per legno, 22.23.00 per plastica e 25.12.10 per metallo.
Qual è il coefficiente forfettario della vendita?
Per la normale attività commerciale è 40%; produzione e posa devono essere valutate separatamente.
Se stai progettando lo showroom nel suo complesso — fornitori, campioni, rilievo misure, preventivi, ordini su misura, posa e post-vendita — consulta la guida su come aprire uno showroom di porte e finestre.
Partita IVA negozio di porte e finestre nel 2026: cosa verificare
Il passaggio decisivo è distinguere vendita, produzione e posa. Uno showroom che rivende infissi non svolge automaticamente la stessa attività di chi li fabbrica o li installa negli edifici.
Definiti attività prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, SCIA, previdenza e regime fiscale, la posizione può essere impostata correttamente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.