Aprire la Partita IVA come optometrista nel 2026 richiede di distinguere con precisione l’attività professionale dai servizi e dalla vendita svolti in un centro ottico. Con ATECO 2025 l’optometria è espressamente compresa nel codice 86.99.09 — Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. È quindi superato, per le nuove classificazioni, il vecchio 86.90.29 ancora indicato da diverse guide online.
Il codice ATECO, però, non risolve da solo il tema professionale. In Italia l’optometrista non ha un Albo autonomo e la professione optometrica non è regolamentata come figura sanitaria autonoma; diversa è la posizione dell’ottico, attività regolamentata. Se insieme alle prestazioni optometriche si vendono occhiali, lenti o altri prodotti, entrano inoltre in gioco attività commerciali, previdenza e coefficienti fiscali differenti.
Qual è il codice ATECO dell’optometrista nel 2026?
Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT includono espressamente l’optometria nel codice 86.99.09. La descrizione è “Altre attività varie per la salute umana n.c.a.” e comprende varie attività tecniche e paramediche non classificate in voci più specifiche.
Per scegliere correttamente il codice conta ciò che viene realmente fatturato. Il metodo generale è spiegato nella guida su come scegliere il codice ATECO.
Il vecchio ATECO 86.90.29 è ancora quello da usare?
Il 86.90.29 apparteneva alla precedente classificazione e veniva utilizzato per altre attività paramediche indipendenti. Con ATECO 2025 l’optometria è stata ricondotta al nuovo 86.99.09.
Chi aveva già una Partita IVA prima del passaggio ad ATECO 2025 deve verificare la riclassificazione effettivamente attribuita e la coerenza con l’attività svolta, senza aprire una seconda Partita IVA soltanto perché è cambiato il codice.
Optometrista e ottico sono la stessa cosa?
No, anche se nella pratica le due qualifiche sono spesso presenti nella stessa persona. L’ottico è una figura regolamentata, mentre l’optometria non dispone nel 2026 di una disciplina professionale autonoma equivalente a un Ordine o a un Albo.
L’ISTAT classifica insieme “ottici e ottici optometristi” nelle professioni tecniche della salute, ma precisa che è l’esercizio della professione di ottico a essere regolamentato. Per l’attività commerciale e di laboratorio trovi la guida specifica sulla Partita IVA dell’ottico.
Esiste un Albo degli optometristi?
No. Non esiste un Albo pubblico nazionale autonomo degli optometristi. Una sintesi dei lavori della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati ricorda che la professione optometrica non è attualmente regolamentata, mentre la disciplina dell’ottico deriva dalla normativa sulle arti ausiliarie delle professioni sanitarie.
Associazioni e titoli formativi possono avere valore professionale o curriculare, ma non vanno presentati come un Ordine pubblico che non esiste.
La laurea in Ottica e Optometria abilita automaticamente alla professione di ottico?
Non bisogna confondere titolo accademico e abilitazione professionale. Il percorso universitario in Ottica e Optometria forma competenze specifiche, ma quando l’attività concreta comprende atti ricadenti nella professione regolamentata di ottico occorre verificare il possesso del relativo titolo abilitante previsto dalla disciplina vigente.
Prima di aprire la Partita IVA è quindi necessario definire quali prestazioni saranno effettivamente offerte e con quale qualifica professionale.
Optometrista e ortottista sono la stessa professione?
No. L’ortottista e assistente di oftalmologia è una professione sanitaria regolamentata e ordinistica; l’optometrista non è la stessa figura. Competenze, percorso abilitante, responsabilità e adempimenti non possono essere sovrapposti.
Per il confronto puoi consultare la guida sulla Partita IVA dell’ortottista.
Optometrista e oculista sono la stessa cosa?
No. L’oculista è un medico specialista. L’optometrista non può presentarsi come medico né attribuirsi attività diagnostiche e terapeutiche riservate alla professione medica.
La comunicazione dello studio, il sito e le fatture devono descrivere correttamente i servizi svolti senza creare confusione sulle qualifiche possedute.
Quando l’optometrista deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma è esercitata con abitualità: studio stabile, collaborazioni continuative, appuntamenti ricorrenti, promozione professionale e organizzazione costante sono indizi tipici.
La procedura generale è descritta nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
Non automaticamente. I 5.000 euro non rappresentano una soglia generale che rende occasionale un’attività svolta in modo stabile. L’obbligo IVA dipende soprattutto dall’abitualità dell’attività.
Serve la Camera di Commercio?
Per la sola prestazione professionale autonoma con ATECO 86.99.09 non va aggiunta automaticamente l’iscrizione al Registro Imprese. Se però si apre un negozio di ottica, si vende abitualmente merce o si organizza un’attività imprenditoriale, l’inquadramento cambia.
Quale codice serve se l’optometrista vende anche occhiali e lenti?
La vendita al dettaglio di articoli ottici è distinta dalla pura prestazione optometrica. Nel 2026 il commercio di occhiali e lenti è ricondotto alla relativa voce commerciale ATECO, normalmente 47.74.01 per il centro ottico, mentre i servizi optometrici possono essere identificati dal 86.99.09.
Se entrambe le attività sono abituali può essere necessario utilizzare più codici ATECO e individuare correttamente attività prevalente e secondaria.
Quale previdenza paga l’optometrista libero professionista?
Per la pura attività professionale senza una Cassa previdenziale dedicata il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 stabilisce aliquote e valori dell’anno.
Quanto paga di Gestione Separata nel 2026?
Per il professionista senza altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva è del 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria l’aliquota è del 24%.
Ci sono contributi INPS minimi fissi?
No. La Gestione Separata dei professionisti non funziona con il contributo minimo fisso tipico di Artigiani e Commercianti. Il minimale 2026 di 18.808 euro rileva per l’accredito dell’intero anno contributivo; il massimale è 122.295 euro.
Si può applicare la rivalsa INPS del 4%?
Sì. Il professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare facoltativamente al cliente una rivalsa fino al 4%. La rivalsa è parte del compenso e non sostituisce i contributi dovuti all’INPS.
E se l’attività principale è un negozio di ottica?
Quando prevalgono vendita e organizzazione commerciale non si può assumere che basti la Gestione Separata. Il negozio può comportare Registro Imprese e Gestione Commercianti, mentre eventuali lavorazioni artigiane possono richiedere verifiche ulteriori.
Per questo l’optometrista che contemporaneamente gestisce un centro ottico deve separare correttamente la componente professionale da quella d’impresa.
L’optometrista può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti generali e non ricade nelle cause di esclusione. Nel 2026 il limite ordinario è 85.000 euro di ricavi e compensi.
Le condizioni sono riepilogate nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività dell’optometrista?
Per la pura attività professionale ricondotta al 86.99.09 il coefficiente di redditività è 78%. La precedente attività 86.90.29 ricadeva già nel gruppo professionale con coefficiente 78%, quindi il passaggio ad ATECO 2025 non determina qui il problema transitorio visto per altre attività spostate tra divisioni differenti.
Il funzionamento è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Se vende occhiali si applica comunque il 78% a tutto?
No. Se il contribuente esercita più attività che hanno coefficienti differenti, nel regime forfettario il reddito va determinato applicando a ricavi e compensi di ciascuna attività il relativo coefficiente. La componente commerciale non diventa automaticamente al 78% solo perché l’attività professionale è prevalente.
Per il commercio al dettaglio tipico del centro ottico il coefficiente è normalmente del 40%, mentre per i compensi professionali optometrici è del 78%. È quindi importante contabilizzare correttamente i ricavi delle diverse attività.
Esempio di tasse per optometrista freelance
Con 30.000 euro di soli compensi professionali e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è 23.400 euro. Su questa base si calcolano i contributi previdenziali secondo l’inquadramento applicabile; i contributi deducibili riducono poi la base dell’imposta sostitutiva.
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%, oppure del 5% per i primi cinque anni quando ricorrono tutti i requisiti previsti per una nuova attività.
Le prestazioni dell’optometrista sono sempre esenti IVA?
No: l’esenzione non va applicata automaticamente in base al solo ATECO 86.99.09. L’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972 collega l’esenzione sanitaria alla natura della prestazione e alla qualifica del soggetto che la rende. Poiché l’optometria non è regolamentata come professione sanitaria autonoma, occorre verificare il titolo effettivamente posseduto e la veste professionale nella quale viene resa la prestazione.
Quando il professionista è anche ottico abilitato e opera nel perimetro della professione regolamentata, il trattamento può essere diverso. In regime forfettario, invece, l’IVA non viene addebitata per le regole proprie del regime.
La vendita di occhiali segue le stesse regole IVA delle prestazioni?
No. La vendita di beni deve essere distinta dalla prestazione professionale. Occhiali, lenti, montature, accessori e servizi possono avere regimi IVA diversi; non è corretto usare la disciplina della prestazione optometrica per tutta la fattura di un centro ottico.
Il cliente può detrarre la prestazione optometrica?
Non bisogna confondere la detraibilità dei dispositivi medici, come determinati occhiali o lenti correttive, con la detraibilità automatica di qualsiasi prestazione indicata come optometrica. Titolo del professionista, natura della spesa e documentazione devono essere verificati separatamente.
L’optometrista deve inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria?
Il fatto di utilizzare il codice 86.99.09 non crea da solo l’obbligo di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria. I centri ottici trasmettono determinate spese detraibili legate a dispositivi e prestazioni secondo la disciplina della categoria; per un optometrista freelance va verificata la qualifica con cui opera e la natura della spesa.
Serve la fattura elettronica?
Per le operazioni che non rientrano in specifici divieti collegati ai dati sanitari si applicano le regole generali della fatturazione elettronica. La guida pratica è disponibile nella pagina sulla fatturazione elettronica.
Optometrista dipendente e Partita IVA possono convivere?
Sì, in linea generale. Bisogna però verificare eventuali clausole di esclusiva, concorrenza e incompatibilità, oltre alle cause ostative del regime forfettario. Per i dipendenti pubblici possono essere necessarie autorizzazioni specifiche.
Puoi approfondire nella guida su lavoro dipendente e Partita IVA.
Può aprire uno studio optometrico senza negozio?
In linea fiscale è possibile distinguere una prestazione professionale autonoma dalla vendita di prodotti. Prima di aprire lo studio vanno però verificati i requisiti professionali effettivamente necessari per i servizi offerti, la destinazione dei locali e le regole territoriali applicabili.
Lo studio non deve essere presentato come ambulatorio medico né deve offrire attività riservate all’oculista o ad altre professioni sanitarie regolamentate.
Serve un’assicurazione professionale?
Una polizza RC è prudente per chi effettua valutazioni visive e lavora direttamente con il pubblico. L’obbligo e le caratteristiche della copertura dipendono dalla qualifica professionale effettiva e dal tipo di attività svolta.
Quanto costa iniziare come optometrista?
I costi possono comprendere Gestione Separata, commercialista, assicurazione, affitto dello studio, strumenti optometrici, software e formazione. Se si aggiunge un negozio di ottica entrano anche merci, laboratorio, Registro Imprese, adempimenti commerciali e una previdenza potenzialmente diversa.
Quali errori evitare?
- usare ancora il vecchio 86.90.29 senza verificare ATECO 2025;
- confondere optometrista, ottico, ortottista e oculista;
- presentare come Albo un’associazione privata;
- ritenere che il codice 86.99.09 attribuisca da solo una qualifica sanitaria;
- applicare automaticamente l’esenzione IVA sanitaria;
- fatturare vendita di occhiali e prestazioni come se fossero la stessa attività;
- applicare un unico coefficiente forfettario a ricavi con coefficienti diversi;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per evitare la Partita IVA;
- trascurare l’inquadramento previdenziale quando si gestisce anche un negozio.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- definire i servizi optometrici effettivamente offerti;
- verificare titoli e abilitazioni posseduti;
- usare ATECO 86.99.09 per la pura attività optometrica quando coerente;
- aggiungere l’eventuale attività commerciale se si vendono prodotti;
- aprire Partita IVA quando l’attività è abituale;
- verificare Gestione Separata o diversa previdenza in presenza di impresa;
- valutare forfettario o ordinario;
- separare correttamente i ricavi con coefficienti differenti;
- verificare IVA, Sistema TS e fatturazione in base alla qualifica concreta.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’optometrista
Qual è il codice ATECO?
86.99.09 per la pura attività optometrica prevista dalle note ATECO 2025.
Esiste un Albo degli optometristi?
No, non esiste un Albo pubblico autonomo.
Quale INPS paga?
Il freelance senza Cassa dedicata utilizza normalmente la Gestione Separata; il negozio di ottica può richiedere un inquadramento d’impresa diverso.
Qual è il coefficiente forfettario?
78% per i compensi professionali optometrici ricondotti al 86.99.09.
Le prestazioni sono sempre esenti IVA?
No. L’esenzione sanitaria non deriva automaticamente dal codice ATECO e va verificata in base a prestazione e qualifica professionale.
Partita IVA optometrista nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è servizi effettivi → titolo e abilitazioni → ATECO 86.99.09 → eventuale attività commerciale → Partita IVA → previdenza → regime fiscale → coefficienti distinti → IVA e fatturazione. La novità più concreta del 2026 è poter usare una classificazione ATECO aggiornata senza confondere l’attività professionale con il negozio di ottica.
Le altre guide dedicate alle professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.