Aprire una parafarmacia con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere il normale commercio di medicinali senza prescrizione dalla farmacia, dagli integratori, dai cosmetici e dagli articoli medicali. ATECO 2025 classifica le attività svolte dalle parafarmacie in 47.73.90 – Commercio al dettaglio di altri prodotti farmaceutici.
Per vendere medicinali a uso umano SOP e OTC non basta però aprire la Partita IVA: l’esercizio deve ottenere il codice identificativo univoco dal Ministero della Salute, garantire la presenza di un farmacista per tutto l’orario di apertura e organizzare un reparto dedicato ai medicinali.
Qual è il codice ATECO di una parafarmacia nel 2026?
Il riferimento è 47.73.90 – Commercio al dettaglio di altri prodotti farmaceutici. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 precisano che le attività svolte dalle parafarmacie sono classificate in questa sottocategoria.
La voce comprende il commercio al dettaglio di medicinali per uso umano non soggetti a prescrizione medica, prodotti omeopatici e medicinali senza prescrizione. Per i medicinali veterinari il quadro autorizzatorio va verificato separatamente perché esistono regole specifiche.
Parafarmacia e farmacia usano lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 distingue 47.73.10 – Commercio al dettaglio di medicinali soggetti a prescrizione medica dal 47.73.90. La parafarmacia ordinaria non deve quindi essere classificata come una farmacia che vende medicinali umani soggetti a ricetta.
La differenza non è soltanto fiscale: farmacia e parafarmacia hanno un diverso perimetro autorizzatorio e non possono essere trattate come attività equivalenti.
Quali medicinali può vendere una parafarmacia?
Il Ministero della Salute indica che gli esercizi commerciali in possesso dei requisiti possono vendere medicinali a uso umano da banco o di automedicazione, i cosiddetti OTC, e medicinali a uso umano non soggetti a prescrizione medica, cioè SOP.
Possono inoltre essere trattati, nei limiti della disciplina applicabile, medicinali omeopatici senza obbligo di ricetta e medicinali veterinari secondo le regole specifiche del settore. Per i medicinali umani con obbligo di prescrizione la parafarmacia non ha invece il normale perimetro di vendita della farmacia.
Serve un farmacista per aprire una parafarmacia?
Per vendere medicinali l’esercizio deve garantire la presenza di un farmacista per tutto l’orario di apertura. Il Ministero richiede inoltre che il farmacista presti assistenza attiva al cliente e sia chiaramente riconoscibile rispetto al restante personale.
La posizione del titolare dell’impresa e quella del farmacista vanno quindi organizzate correttamente: il requisito professionale riguarda l’attività di dispensazione e assistenza sui medicinali, mentre gli aspetti societari, previdenziali e fiscali dipendono dal ruolo effettivamente svolto da ciascun soggetto.
Serve un reparto separato per i medicinali?
Sì. Il Ministero della Salute richiede un apposito reparto, cioè uno spazio dedicato esclusivamente alla vendita e conservazione dei medicinali da banco, di automedicazione e degli altri farmaci non soggetti a prescrizione medica.
La configurazione concreta del reparto può variare in base alle caratteristiche dell’esercizio, ma deve restare chiaramente individuabile e organizzato secondo i requisiti applicabili.
Cos’è il codice identificativo univoco del Ministero?
Le ditte che intendono vendere medicinali negli esercizi commerciali devono registrarsi nella Banca dati centrale della tracciabilità del farmaco. Il Ministero assegna a ogni sito logistico un codice identificativo univoco.
La procedura ufficiale è descritta nella pagina del Ministero sulla registrazione degli esercizi commerciali che vendono medicinali. La richiesta utilizza i dati dell’impresa e del singolo punto vendita e viene presentata secondo le modalità indicate dal servizio ministeriale.
Integratori e parafarmacia usano lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 esclude espressamente dal 47.73 il commercio al dettaglio di integratori alimentari per uso umano, che appartiene alla divisione 47.27. Se gli integratori costituiscono una linea commerciale rilevante bisogna valutare il relativo codice e l’eventuale attività secondaria.
Per questa attività puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio di integratori.
Cosmetici e parafarmacia hanno lo stesso codice?
No. Il commercio al dettaglio di cosmetici e articoli di profumeria è classificato separatamente in 47.75.00. Una parafarmacia può avere un reparto cosmetico importante, ma ciò non significa che tutti i ricavi debbano essere ricondotti al codice dei prodotti farmaceutici.
Per il caso specifico puoi consultare la guida sulla Partita IVA per una profumeria.
Articoli medicali e ortopedici rientrano nel 47.73.90?
Non automaticamente. ATECO 2025 esclude dal commercio di prodotti farmaceutici il commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici, classificato nell’area 47.74. Se questa linea diventa rilevante bisogna valutarla separatamente.
Rimedi erboristici e parafarmacia usano lo stesso ATECO?
No. I rimedi erboristici hanno una classificazione propria, 47.73.20. La parafarmacia che vende anche piante officinali o prodotti erboristici deve quindi distinguere le diverse famiglie di prodotti.
Per approfondire puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un’erboristeria.
Come si apre una parafarmacia?
L’impresa deve essere costituita e iscritta secondo la forma scelta. Per una ditta individuale, la procedura di base passa normalmente dalla Comunicazione Unica, insieme agli adempimenti commerciali e alle autorizzazioni specifiche per la vendita di medicinali.
Il Registro Imprese coordina tramite ComUnica gli adempimenti necessari all’avvio. Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA?
Per il punto vendita devono essere verificati gli adempimenti commerciali tramite il SUAP competente. A questi si aggiungono le procedure specifiche collegate alla vendita dei medicinali e alla registrazione presso il Ministero della Salute.
La pratica concreta dipende da forma giuridica, sede, assortimento, vendita di medicinali, eventuali prodotti alimentari o integratori e caratteristiche del locale.
Quale INPS paga il titolare della parafarmacia?
Quando il titolare svolge personalmente e abitualmente l’attività commerciale e ricorrono i requisiti, va valutata la Gestione Commercianti INPS. La posizione professionale del farmacista, quando coincide o meno con il titolare, deve essere verificata separatamente sulla base del ruolo effettivo e della disciplina previdenziale professionale applicabile.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Il quadro generale è approfondito nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
La parafarmacia può usare il regime forfettario?
Una ditta individuale può valutare il regime forfettario quando il titolare possiede tutti i requisiti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività commerciale il coefficiente di redditività è 40%.
La convenienza va però valutata tenendo conto dell’elevato peso che possono avere acquisti di magazzino, personale qualificato, affitto e gestione del punto vendita. I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Si può vendere online dalla parafarmacia?
Sì, ma per i medicinali esiste una procedura specifica. In Italia la vendita online è consentita soltanto per i medicinali senza obbligo di prescrizione. La procedura aggiornata dal Ministero della Salute richiede prima l’autorizzazione dell’autorità territoriale competente e poi la registrazione nell’elenco ministeriale.
Il Ministero rilascia inoltre il logo identificativo nazionale, che deve comparire sulle pagine del sito attraverso le quali vengono venduti medicinali. Un sito web è associato a un unico sito logistico della farmacia o parafarmacia.
Si possono vendere online farmaci con ricetta?
No. Il Ministero della Salute precisa che in Italia la vendita online è consentita soltanto per medicinali senza obbligo di prescrizione, compresi SOP e OTC. I medicinali che richiedono ricetta non possono essere venduti online.
Per gli aspetti generali del commercio elettronico puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire una parafarmacia?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, arredi, reparto farmaci, software gestionale, hardware, registratore telematico, primo magazzino, assicurazioni, sistemi di sicurezza e personale qualificato.
Se il titolare non copre personalmente il ruolo professionale richiesto per la vendita dei medicinali, bisogna considerare anche il costo del farmacista necessario a garantire la presenza per l’intero orario di apertura. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la sostenibilità economica va valutata con particolare attenzione.
Checklist prima di aprire una parafarmacia
- Valutare ATECO 47.73.90 per l’attività della parafarmacia.
- Distinguere la parafarmacia dalla farmacia che vende medicinali soggetti a prescrizione.
- Ottenere il codice identificativo univoco del Ministero della Salute.
- Garantire la presenza del farmacista per tutto l’orario di apertura quando si vendono medicinali.
- Predisporre un reparto dedicato ai medicinali SOP e OTC.
- Separare integratori, cosmetici, articoli medicali e rimedi erboristici quando costituiscono attività rilevanti.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e verificare la pratica SUAP.
- Valutare correttamente INPS e posizione previdenziale professionale del farmacista.
- Per la vendita online dei medicinali ottenere autorizzazione e logo ministeriale.
- Valutare regime fiscale e sostenibilità dei costi di magazzino e personale.
Domande frequenti sulla Partita IVA per parafarmacia
Qual è il codice ATECO di una parafarmacia?
ATECO 2025 classifica le parafarmacie in 47.73.90.
Quali farmaci può vendere?
Per uso umano, il normale perimetro comprende OTC e SOP, cioè medicinali senza obbligo di prescrizione.
Serve sempre un farmacista presente?
Per la vendita dei medicinali il Ministero richiede la presenza di un farmacista per tutto l’orario di apertura dell’esercizio.
Può vendere farmaci online?
Sì, soltanto quelli senza prescrizione e dopo autorizzazione territoriale, registrazione ministeriale e rilascio del logo nazionale.
Se stai progettando la parafarmacia nel suo complesso — location, reparto farmaci, farmacista, stock, grossisti, software, capitale circolante ed eventuale e-commerce — consulta la guida su come aprire una parafarmacia.
Partita IVA parafarmacia nel 2026: cosa verificare
Il punto decisivo è distinguere commercio farmaceutico, ruolo del farmacista e categorie merceologiche accessorie. ATECO, autorizzazioni e requisiti professionali rispondono a domande diverse e devono essere coordinati.
Definiti forma dell’impresa, ATECO, codice ministeriale, farmacista, reparto medicinali, ComUnica, SUAP, previdenza, regime fiscale ed eventuale vendita online, la parafarmacia può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.