Aprire la Partita IVA come perito assicurativo nel 2026 richiede di distinguere l’attività professionale di accertamento e stima dei danni dall’intermediazione assicurativa. ATECO 2025 utilizza il codice 66.21.00 — Valutazione dei rischi e dei danni per l’accertamento delle richieste di indennizzo, la valutazione del rischio e dei danni e le attività connesse alla liquidazione.
Per le perizie relative ai danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio di veicoli a motore e natanti soggetti all’assicurazione obbligatoria non basta però la Partita IVA: il Codice delle assicurazioni richiede l’iscrizione al Ruolo dei Periti Assicurativi gestito da CONSAP. Tirocinio, prova d’idoneità e incompatibilità vanno quindi verificati prima di iniziare.
Qual è il codice ATECO del perito assicurativo nel 2026?
ATECO 2025 utilizza il codice 66.21.00 — Valutazione dei rischi e dei danni. Le note ufficiali ISTAT includono l’accertamento delle richieste di indennizzo, la liquidazione, l’accertamento del rischio, la valutazione del rischio e dei danni e la definizione del pagamento delle richieste di indennizzo.
La stessa classificazione esclude da 66.21 le perizie effettuate per finalità diverse da quelle assicurative, che possono ricadere in altri codici. Per questo il codice va scelto in base all’attività realmente svolta. Il criterio generale è spiegato nella guida su come scegliere il codice ATECO.
Perito assicurativo e agente di assicurazione sono la stessa attività?
No. Il perito assicurativo accerta e stima rischi e danni; l’agente o intermediario assicurativo vende, negozia o propone polizze. ATECO 2025 separa infatti la valutazione dei rischi e danni, codice 66.21.00, dall’attività di agenti e intermediari delle assicurazioni, codice 66.22.00.
La distinzione è importante anche sotto il profilo regolamentare: il perito assicurativo opera nel Ruolo CONSAP previsto dal Codice delle assicurazioni, mentre l’intermediazione assicurativa segue una disciplina diversa.
Quando è obbligatoria l’iscrizione al Ruolo CONSAP?
L’articolo 156 del Codice delle assicurazioni stabilisce che l’attività professionale di perito assicurativo per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio di veicoli a motore e natanti soggetti alla disciplina dell’assicurazione obbligatoria non può essere esercitata da chi non è iscritto al relativo Ruolo.
Il Ruolo è gestito da CONSAP e contiene le persone fisiche abilitate a svolgere questa specifica attività professionale.
Quali requisiti servono per diventare perito assicurativo?
CONSAP richiama i requisiti dell’articolo 158 del Codice delle assicurazioni e del Regolamento CONSAP n. 3/2024. Tra gli elementi principali rientrano il tirocinio previsto, il superamento della prova d’idoneità, i requisiti di onorabilità, il godimento dei diritti civili e il titolo di studio richiesto.
Sono inoltre previste incompatibilità specifiche. Prima di aprire la Partita IVA è quindi opportuno completare o verificare il percorso professionale e non confondere l’apertura fiscale con l’abilitazione all’attività.
Quanto dura il tirocinio?
Le FAQ CONSAP aggiornate nel 2026 indicano un tirocinio di 24 mesi presso un perito assicurativo iscritto al Ruolo, con le comunicazioni previste all’inizio e alla fine del periodo. Solo dopo il percorso richiesto si accede alla prova d’idoneità secondo le regole vigenti.
Il tirocinio professionale non deve essere confuso con l’attività autonoma abituale già esercitata in proprio: la possibilità di fatturare prestazioni professionali come perito abilitato presuppone il rispetto dei requisiti previsti per l’esercizio.
Serve una laurea?
CONSAP indica tra i requisiti il possesso di un diploma di scuola media secondaria superiore o di laurea triennale, insieme agli altri requisiti previsti. La laurea non è quindi l’unica strada astrattamente ammessa, ma il titolo di studio da solo non consente di esercitare.
Restano infatti necessari tirocinio, prova di idoneità, iscrizione al Ruolo e assenza delle incompatibilità previste.
Quali incompatibilità bisogna controllare?
Tra le incompatibilità indicate da CONSAP rientrano l’iscrizione nel registro degli intermediari di assicurazione e riassicurazione, determinate condizioni di pubblico impiego e l’esercizio, diretto o indiretto nei casi previsti, dell’attività di riparatore di veicoli o natanti.
La verifica va fatta sul caso concreto prima dell’avvio dell’attività, soprattutto quando il futuro perito svolge già un altro lavoro o possiede partecipazioni o cariche in imprese del settore automotive.
Quando il perito assicurativo deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta in modo abituale e professionale. Un perito che riceve incarichi con continuità da compagnie, società di gestione sinistri, studi o altri committenti non può qualificare automaticamente il lavoro come occasionale solo perché il fatturato iniziale è basso.
Il percorso generale del lavoratore autonomo è descritto nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
No, non automaticamente. I 5.000 euro non costituiscono una soglia fiscale generale che trasforma un’attività abituale in prestazione occasionale. Conta soprattutto la continuità con cui l’attività viene esercitata.
Un perito che accetta incarichi ricorrenti durante l’anno, dispone di una propria organizzazione professionale e opera stabilmente sul mercato può dover aprire la Partita IVA anche sotto tale importo.
Il perito assicurativo è libero professionista o impresa?
La persona fisica iscritta al Ruolo che svolge personalmente l’attività peritale può essere inquadrata come lavoratore autonomo professionale. La sola presenza di strumenti di rilevazione, software, automobile o ufficio non trasforma automaticamente l’attività in impresa commerciale.
Se viene creata una struttura organizzata con attività ulteriori, personale o servizi commerciali distinti, l’inquadramento deve essere verificato separatamente.
Serve la Camera di Commercio?
Per l’attività personale del libero professionista, l’apertura della Partita IVA non comporta automaticamente l’iscrizione al Registro Imprese. Se però il modello concreto assume carattere d’impresa o comprende attività commerciali ulteriori, possono diventare necessari adempimenti camerali.
È quindi opportuno distinguere il perito persona fisica che fattura la propria prestazione dalla società o struttura organizzata che offre un insieme più ampio di servizi.
Quale INPS paga il perito assicurativo?
Il perito assicurativo non dispone di una Cassa previdenziale professionale autonoma. Quando l’attività produce reddito di lavoro autonomo professionale e non esiste un’altra previdenza obbligatoria per la stessa attività, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
Per il 2026 la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 indica l’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già coperti da altra previdenza obbligatoria. Il funzionamento generale è approfondito nella guida sulla Gestione Separata INPS 2026.
La Gestione Separata ha contributi fissi minimi?
No. Per il professionista la contribuzione viene calcolata sul reddito e non funziona come la Gestione Artigiani o Commercianti con contribuzione minima fissa indipendente dal reddito effettivo.
Il minimale comunicato annualmente dall’INPS rileva invece ai fini dell’accredito dell’intero anno contributivo.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No. Il professionista iscritto alla Gestione Separata può indicare in fattura una rivalsa del 4%, ma si tratta di una facoltà e non di un contributo pagato direttamente dal committente all’INPS.
L’obbligo previdenziale rimane in capo al professionista; inoltre la rivalsa incassata concorre normalmente ai compensi.
Il perito assicurativo può usare il regime forfettario?
Sì, se sono rispettati tutti i requisiti previsti e non ricorre una causa di esclusione. La soglia ordinaria di ricavi o compensi è pari a 85.000 euro, oltre alle altre condizioni da controllare.
Vanno verificati in particolare eventuali redditi di lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con ex datori di lavoro. Il quadro completo è nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per le attività finanziarie e assicurative comprese nel gruppo di riferimento, il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è del 78%. Nel periodo transitorio collegato ad ATECO 2025 continuano ad applicarsi i coefficienti dell’Allegato 4 della legge 190/2014 secondo il meccanismo previsto dal D.Lgs. 81/2025.
Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 31.200 euro. Il meccanismo è spiegato nella guida al coefficiente di redditività.
Esempio di tasse e contributi nel forfettario
Supponiamo 40.000 euro di compensi annui, coefficiente del 78% e nessun’altra copertura previdenziale obbligatoria. Il reddito forfettario iniziale è 31.200 euro. Applicando in modo semplificato il 26,07% si ottengono circa 8.134 euro di contributi.
Se tali contributi fossero interamente deducibili nell’anno, la base per l’imposta sostitutiva sarebbe circa 23.066 euro: al 15% l’imposta sarebbe circa 3.460 euro; al 5%, se spettante, circa 1.153 euro. L’esempio è orientativo e non sostituisce il calcolo effettivo.
Quali costi sostiene un perito assicurativo?
I costi possono comprendere automobile e trasferte, strumenti fotografici e di rilevazione, software per gestione pratiche e stime, computer, telefonia, assicurazione professionale, formazione, ufficio o coworking e assistenza fiscale.
Chi percorre molti chilometri o sostiene costi operativi elevati deve confrontare con attenzione forfettario e regime ordinario, perché nel forfettario le spese reali non vengono dedotte analiticamente.
Il perito può lavorare per più compagnie?
Sì, in linea generale un libero professionista può ricevere incarichi da più committenti, fermo il rispetto degli obblighi professionali, delle incompatibilità e dell’indipendenza richiesta nell’esecuzione dell’incarico.
Il Codice delle assicurazioni impone ai periti di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza. Contratti, conflitti di interesse e modalità organizzative vanno quindi gestiti con attenzione.
Il perito può essere dipendente pubblico?
CONSAP indica tra le incompatibilità l’essere pubblico dipendente a tempo pieno o, nei casi specificati, con rapporto part-time superiore alla metà dell’orario a tempo pieno. Il requisito va verificato prima dell’iscrizione e durante l’esercizio.
Per le regole generali sulla compatibilità tra pubblico impiego e attività autonoma puoi consultare la guida su dipendente pubblico e Partita IVA.
Perizie RC auto e altre perizie usano sempre lo stesso ATECO?
Non necessariamente. Il codice 66.21.00 è costruito per la valutazione di rischi e danni connessa alle assicurazioni. Le note ISTAT escludono invece valutazioni e attività peritali effettuate per altri scopi, che possono essere classificate altrove.
Se il professionista affianca perizie tecniche estranee ai sinistri assicurativi, occorre verificare se l’attività costituisce un secondo ambito autonomo e se serva un codice aggiuntivo. La guida sul codice ATECO prevalente e secondario spiega il criterio generale.
Serve la fattura elettronica?
Il perito con Partita IVA gestisce la fatturazione secondo le regole ordinarie applicabili al proprio regime fiscale e al tipo di committente. Le fatture verso compagnie, società o altri soggetti professionali rientrano normalmente nella disciplina della fatturazione elettronica tramite SdI.
Per gli aspetti operativi puoi consultare la guida sulla fatturazione elettronica.
Quanto costa aprire Partita IVA come perito assicurativo?
L’apertura fiscale della Partita IVA di un libero professionista non comporta di per sé un diritto camerale. I costi effettivi possono comprendere gestione fiscale, contributi previdenziali, assicurazione professionale, strumenti, automobile, software e gli oneri previsti per mantenere in regola la posizione professionale.
CONSAP prevede inoltre un contributo di gestione per gli iscritti al Ruolo, determinato secondo i provvedimenti applicabili. L’importo va verificato per l’anno di riferimento e non va confuso con i contributi previdenziali INPS.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare i requisiti per l’iscrizione al Ruolo CONSAP;
- completare tirocinio e prova d’idoneità quando richiesti;
- controllare le incompatibilità previste dal Codice delle assicurazioni;
- utilizzare ATECO 2025 66.21.00 per valutazione di rischi e danni assicurativi;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- verificare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS;
- valutare forfettario o ordinario in base a compensi e costi reali;
- distinguere la perizia assicurativa da eventuali altre attività peritali;
- impostare correttamente fatturazione elettronica e contratti;
- mantenere aggiornati gli adempimenti e le comunicazioni verso CONSAP.
Domande frequenti sulla Partita IVA del perito assicurativo
Qual è il codice ATECO nel 2026?
ATECO 2025 utilizza 66.21.00 — Valutazione dei rischi e dei danni.
Serve l’iscrizione a CONSAP?
Per l’attività peritale regolamentata sui danni a veicoli e natanti prevista dal Codice delle assicurazioni è necessaria l’iscrizione al Ruolo dei Periti Assicurativi.
Quanto dura il tirocinio?
Le indicazioni CONSAP aggiornate nel 2026 prevedono un tirocinio di 24 mesi secondo la disciplina applicabile.
Quale INPS paga il libero professionista?
Per il professionista senza altra previdenza obbligatoria, normalmente Gestione Separata INPS.
Perito assicurativo e agente assicurativo hanno lo stesso ATECO?
No. Il perito usa 66.21.00; agenti e intermediari assicurativi rientrano nel 66.22.00.
Partita IVA perito assicurativo nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è requisiti e Ruolo CONSAP → ATECO 66.21.00 → Partita IVA → previdenza → regime fiscale → contratti e fatturazione. L’errore più comune è trattare il perito come un intermediario assicurativo oppure utilizzare un codice generico per attività peritali non coerente con la valutazione dei sinistri assicurativi.
Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.
Fonti ufficiali: ISTAT — ATECO 2025, struttura e note; CONSAP — Ruolo dei Periti Assicurativi; CONSAP — requisiti e prova di idoneità; Codice delle assicurazioni private — attività peritale; CONSAP — normativa del Ruolo; INPS — Circolare n. 8/2026.