La Partita IVA del TFCPC, il Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, serve quando la professione sanitaria viene esercitata autonomamente in modo abituale. Nel 2026 il riferimento ATECO 2025 indicato dalla FNO TSRM e PSTRP è 86.99.09 — Altre attività varie per la salute umana n.c.a.; per esercitare occorrono inoltre titolo abilitante e iscrizione al relativo Albo.
La libera professione non è soltanto teorica: nel 2026 strutture cardiologiche specialistiche hanno pubblicato incarichi libero-professionali specifici per TFCPC. Chi lavora con Partita IVA deve coordinare correttamente profilo professionale, autonomia contrattuale, previdenza, regime fiscale, natura sanitaria delle prestazioni e fatturazione.
Qual è il codice ATECO del TFCPC nel 2026?
La tabella FNO TSRM e PSTRP predisposta per ATECO 2025 indica per il Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare il codice 86.99.09. È quindi il riferimento per l’attività professionale sanitaria individuale e autonoma.
Il codice è condiviso con altre professioni sanitarie, ma questo non rende sovrapponibili competenze o responsabilità. Per i criteri generali puoi consultare la guida su come scegliere il codice ATECO.
Chi è il Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare?
Il profilo professionale è disciplinato dal D.M. 27 luglio 1998, n. 316. Il TFCPC è il professionista sanitario che provvede alla conduzione e alla manutenzione delle apparecchiature relative alle tecniche di circolazione extracorporea e alle tecniche di emodinamica, nell’ambito delle proprie competenze.
Il profilo opera in collaborazione con il personale medico e utilizza tecnologie e apparecchiature specialistiche secondo indicazioni cliniche, procedure e responsabilità proprie della professione.
Può lavorare come libero professionista?
Sì. La formazione e il profilo professionale prevedono la possibilità di esercitare in strutture sanitarie pubbliche o private anche in regime libero-professionale. Nel 2026 il Centro Cardiologico Monzino ha pubblicato, per esempio, una ricerca TFCPC con contratto di incarico libero-professionale.
Questo significa che la Partita IVA può essere utilizzata in rapporti realmente autonomi con strutture cardiologiche, cardiochirurgiche o altri centri che richiedano le competenze del professionista.
Serve la laurea e l’iscrizione all’Albo?
Sì. Per esercitare occorre il titolo abilitante previsto dall’ordinamento e l’iscrizione all’Albo dei Tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare presso l’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente.
La FNO TSRM e PSTRP mantiene una Commissione di albo nazionale dedicata alla professione. Chi possiede un titolo sanitario conseguito all’estero deve verificarne il riconoscimento in Italia prima di iniziare l’attività.
Quando il TFCPC deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Un incarico ricorrente presso una struttura, una collaborazione continuativa o più rapporti professionali stabili durante l’anno sono elementi che vanno oltre la prestazione occasionale.
Il percorso fiscale generale è quello del libero professionista ed è spiegato nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
No, non automaticamente. La soglia di 5.000 euro non rende occasionale un’attività professionale che viene svolta con continuità. Conta il carattere abituale e organizzato del rapporto di lavoro autonomo.
Anche un incarico iniziale con compensi inferiori a 5.000 euro può richiedere Partita IVA se la collaborazione è stabile o programmata nel tempo.
Il TFCPC è libero professionista o impresa?
Quando esercita personalmente la professione sanitaria, il TFCPC opera normalmente come libero professionista. L’utilizzo di apparecchiature complesse messe a disposizione dalla struttura non trasforma da solo il rapporto in attività d’impresa.
Un diverso inquadramento va valutato solo se viene organizzata una distinta struttura imprenditoriale o un’attività commerciale autonoma ulteriore rispetto alla professione sanitaria.
Serve la Camera di Commercio?
Per il solo esercizio personale della professione sanitaria, il libero professionista non è normalmente tenuto al Registro Imprese. L’apertura della Partita IVA non comporta quindi automaticamente diritto camerale e Comunicazione Unica.
Se viene avviata una distinta attività imprenditoriale, gli obblighi camerali devono essere verificati separatamente.
Quale INPS paga il TFCPC libero professionista?
Il TFCPC non dispone di una Cassa previdenziale autonoma di categoria. Per il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
Per il 2026 l’INPS indica un’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, nei casi in cui la Gestione Separata resti dovuta, l’aliquota è del 24%. Puoi approfondire nella guida alla Gestione Separata INPS 2026.
La Gestione Separata ha contributi fissi minimi?
No. Per il professionista i contributi sono calcolati sul reddito e non esiste il contributo fisso minimale tipico di Artigiani e Commercianti.
Il minimale di reddito comunicato annualmente dall’INPS rileva però per l’accredito dell’intero anno contributivo. Nel 2026 è pari a 18.808 euro.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No. Il professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare una rivalsa del 4% al committente, ma si tratta di una facoltà. L’obbligo contributivo rimane in capo al professionista.
La rivalsa incassata concorre normalmente ai compensi e va considerata anche nel controllo delle soglie del regime forfettario.
Il TFCPC può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. La soglia ordinaria del regime resta pari a 85.000 euro di ricavi o compensi, oltre alle altre condizioni previste dalla legge.
Vanno verificati anche eventuali redditi di lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con ex datori di lavoro. I criteri sono riepilogati nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per l’attività professionale sanitaria, nel periodo transitorio collegato ad ATECO 2025 continua ad applicarsi il coefficiente di redditività del 78%. Il D.Lgs. 81/2025 mantiene temporaneamente i coefficienti dell’Allegato 4 della legge 190/2014 individuati tramite la corrispondenza con la classificazione precedente.
Con 40.000 euro di compensi professionali, il reddito forfettario iniziale è quindi 31.200 euro. Il meccanismo è spiegato nella guida al coefficiente di redditività.
Esempio di tasse e contributi per un TFCPC forfettario
Supponiamo 40.000 euro di compensi annui, coefficiente del 78% e nessun’altra previdenza obbligatoria. Il reddito forfettario iniziale è 31.200 euro. Applicando in modo semplificato il 26,07% si ottengono circa 8.134 euro di contributi previdenziali.
Se tali contributi fossero interamente deducibili nell’anno, la base per l’imposta sostitutiva sarebbe circa 23.066 euro: al 15% l’imposta sarebbe circa 3.460 euro; al 5%, se spettante, circa 1.153 euro. L’esempio è orientativo e non sostituisce il calcolo sul caso concreto.
Le prestazioni del TFCPC sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972 quando ne ricorrono i presupposti.
La qualifica professionale non rende però automaticamente esente qualsiasi operazione: conta la natura concreta della prestazione documentata e il contesto sanitario nel quale viene resa.
Il forfettario cambia l’esenzione IVA sanitaria?
Regime forfettario ed esenzione sanitaria sono due piani diversi. Nel forfettario l’IVA non viene addebitata secondo le regole proprie del regime; fuori dal forfettario, la natura della prestazione determina se ricorre l’esenzione sanitaria.
La descrizione in fattura deve quindi riflettere correttamente l’attività svolta indipendentemente dal regime fiscale scelto.
Il TFCPC deve inviare le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche che rientrano nell’obbligo di comunicazione. I professionisti iscritti agli Albi delle professioni sanitarie istituiti dal D.M. 13 marzo 2018 rientrano tra i soggetti interessati alla trasmissione delle spese sanitarie alla dichiarazione precompilata.
Nella pratica molti TFCPC libero-professionisti fatturano direttamente a strutture sanitarie e non al paziente; in questi casi va valutato il documento effettivamente emesso e il soggetto committente.
Fattura elettronica verso la struttura sanitaria
Quando il committente è una clinica, una società o un’altra struttura e la fattura è emessa verso quel soggetto, si applicano le regole di fatturazione proprie del rapporto B2B o B2G. Il divieto specifico previsto per le fatture sanitarie verso consumatori finali non va esteso automaticamente a ogni fattura del professionista.
Per distinguere i casi puoi consultare la guida sulla fatturazione elettronica.
Può lavorare contemporaneamente come dipendente e con Partita IVA?
In molti casi è possibile, ma bisogna verificare il contratto di lavoro, eventuali incompatibilità, autorizzazioni se il datore è pubblico e le regole del regime forfettario. Per chi lavora nel pubblico impiego la compatibilità deve essere verificata con particolare attenzione.
Il tema generale è approfondito nelle guide su Partita IVA e lavoro dipendente e dipendente pubblico e Partita IVA.
Può lavorare per più ospedali o centri?
Sì. La libera professione può essere svolta con più strutture, purché i rapporti siano realmente autonomi. Contratto, orari, responsabilità, disponibilità delle apparecchiature e fatturazione devono essere coerenti con la forma di collaborazione adottata.
Un elemento importante è distinguere un vero incarico professionale da un rapporto che, per modalità concrete di svolgimento, presenta caratteristiche tipiche del lavoro subordinato.
Quanto costa iniziare?
L’apertura fiscale della Partita IVA professionale non comporta di per sé un diritto camerale. I costi reali possono comprendere quota dell’Ordine, assicurazione professionale, commercialista, ECM, formazione, software, privacy e altri strumenti personali.
Poiché le apparecchiature specialistiche vengono normalmente messe a disposizione dalle strutture nelle quali si svolge l’incarico, il professionista può avere costi iniziali inferiori rispetto ad attività sanitarie che richiedono uno studio autonomo attrezzato.
TFCPC e tecnico di neurofisiopatologia: cosa cambia?
Sono professioni sanitarie distinte, anche se condividono alcuni aspetti fiscali. Il TFCPC opera nell’area cardiocircolatoria e della perfusione cardiovascolare; il tecnico di neurofisiopatologia opera invece nell’area della diagnostica e del monitoraggio neurofisiologico.
Per il confronto puoi leggere la guida sulla Partita IVA del tecnico di neurofisiopatologia.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo TFCPC;
- utilizzare ATECO 2025 86.99.09;
- definire il rapporto autonomo con la struttura committente;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- iscriversi alla Gestione Separata INPS quando dovuta;
- valutare forfettario o regime ordinario;
- verificare compatibilità con eventuale lavoro dipendente o pubblico;
- impostare correttamente fatturazione verso struttura o paziente;
- gestire gli eventuali adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria;
- verificare assicurazione, ECM, privacy e condizioni contrattuali.
Domande frequenti sulla Partita IVA TFCPC
Qual è il codice ATECO nel 2026?
ATECO 2025 indica 86.99.09 per il TFCPC libero professionista.
Serve l’Albo?
Sì. È una professione sanitaria regolamentata.
Quale INPS paga il libero professionista?
In assenza di altra previdenza obbligatoria, normalmente Gestione Separata INPS con aliquota 2026 del 26,07%.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio il coefficiente applicabile è del 78%.
Esistono incarichi libero-professionali per TFCPC?
Sì. Anche nel 2026 strutture specialistiche hanno pubblicato incarichi con contratto libero-professionale.
Partita IVA TFCPC nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è titolo e Albo → ATECO 86.99.09 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → contratto con la struttura → fatturazione e adempimenti sanitari. La presenza di incarichi libero-professionali reali rende questa una posizione fiscale concreta anche per una professione fortemente integrata nel lavoro di équipe.
Le altre guide dedicate alle singole attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.
Fonti ufficiali: FNO TSRM e PSTRP — tabella codici ATECO 2025; FNO TSRM e PSTRP — TFCPC; D.M. 27 luglio 1998, n. 316 — profilo professionale; Centro Cardiologico Monzino — incarico libero-professionale 2026; INPS — Circolare n. 8/2026; D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81.