La Partita IVA del tecnico di neurofisiopatologia serve quando la professione sanitaria viene esercitata autonomamente in modo abituale. Nel 2026 il riferimento ATECO 2025 è 86.99.09 — Altre attività varie per la salute umana n.c.a.; per esercitare occorrono inoltre titolo abilitante e iscrizione all’Albo dei Tecnici di neurofisiopatologia presso l’Ordine TSRM e PSTRP.
La libera professione è concreta anche nel mercato attuale: nel 2026 strutture ospedaliere hanno pubblicato incarichi autonomi specifici per tecnici di neurofisiopatologia. Per lavorare correttamente bisogna però coordinare profilo professionale, prescrizione e supervisione medica quando previste, previdenza, regime fiscale, fatturazione sanitaria e Sistema Tessera Sanitaria.
Qual è il codice ATECO del tecnico di neurofisiopatologia nel 2026?
La tabella FNO TSRM e PSTRP collegata all’adozione di ATECO 2025 indica per il tecnico di neurofisiopatologia il codice 86.99.09. È quindi il riferimento da utilizzare per l’attività professionale sanitaria quando corrisponde al lavoro effettivamente svolto.
Lo stesso codice comprende altre professioni sanitarie, ma questo non significa che competenze e responsabilità siano sovrapponibili. Per i criteri generali di inquadramento puoi consultare la guida su come scegliere il codice ATECO.
Chi è il tecnico di neurofisiopatologia?
Il tecnico di neurofisiopatologia è una professione sanitaria dell’area tecnico-diagnostica. Svolge attività nell’ambito della diagnostica neurofisiologica e del monitoraggio funzionale del sistema nervoso secondo il proprio profilo professionale e in collaborazione con il medico.
Tra le attività tipiche rientrano l’esecuzione di esami e monitoraggi neurofisiologici previsti dal profilo, utilizzando apparecchiature dedicate e applicando protocolli tecnici e di sicurezza coerenti con l’indicazione clinica.
Può fare diagnosi medica?
No. Il tecnico di neurofisiopatologia esegue le attività tecniche proprie della professione, ma la diagnosi clinica e l’interpretazione medica restano di competenza del medico. La prescrizione e il contesto clinico devono quindi essere rispettati quando richiesti dalla normativa e dalle procedure sanitarie.
Questa distinzione è importante anche nella comunicazione al pubblico e nella descrizione delle fatture: non bisogna presentare la prestazione tecnica come una visita medica specialistica.
Serve la laurea e l’iscrizione all’Albo?
Sì. Per esercitare occorre il titolo abilitante previsto dall’ordinamento e l’iscrizione all’Albo dei Tecnici di neurofisiopatologia dell’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente.
La FNO TSRM e PSTRP mantiene una Commissione di albo nazionale dedicata alla professione. Chi ha conseguito il titolo sanitario all’estero deve verificare il riconoscimento in Italia prima di iniziare l’attività.
Quando deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Può accadere quando il professionista collabora stabilmente con ospedali, cliniche, poliambulatori, centri neurologici o neurochirurgici e fattura periodicamente le proprie prestazioni.
Nel 2026 sono stati pubblicati anche incarichi libero-professionali specifici per tecnici di neurofisiopatologia, a conferma della possibilità di esercitare in forma autonoma. Il percorso fiscale generale è descritto nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
No, non automaticamente. La soglia di 5.000 euro non rende occasionale un’attività professionale che viene svolta con continuità. Conta il modo concreto con cui il lavoro viene organizzato e ripetuto durante l’anno.
Un incarico ricorrente presso una struttura sanitaria può quindi richiedere Partita IVA anche se il compenso iniziale è inferiore a 5.000 euro.
È libero professionista o impresa?
Il tecnico di neurofisiopatologia che esercita personalmente la propria professione sanitaria opera normalmente come libero professionista. La presenza di apparecchiature complesse o il fatto di lavorare all’interno di una struttura non trasforma da sola l’attività in impresa commerciale.
Il quadro può cambiare se viene organizzata una struttura imprenditoriale autonoma o vengono svolte attività commerciali ulteriori. In quel caso l’inquadramento va rivalutato.
Serve la Camera di Commercio?
Per il solo esercizio personale della professione sanitaria, il libero professionista non è normalmente tenuto all’iscrizione al Registro Imprese. L’apertura della Partita IVA non comporta quindi automaticamente diritto camerale e Comunicazione Unica.
Se invece viene avviata una distinta attività imprenditoriale, gli obblighi camerali devono essere verificati separatamente.
Quale INPS paga il tecnico di neurofisiopatologia?
La professione non dispone di una Cassa previdenziale autonoma di categoria. Il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria si iscrive quindi normalmente alla Gestione Separata INPS.
Per il 2026 l’INPS indica un’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, nei casi in cui la Gestione Separata resti dovuta, l’aliquota è del 24%. Puoi approfondire nella guida alla Gestione Separata INPS 2026.
Ci sono contributi fissi minimi?
No. Per il professionista iscritto alla Gestione Separata i contributi sono calcolati sul reddito e non esiste il contributo fisso minimale tipico di Artigiani e Commercianti.
Il minimale di reddito comunicato annualmente dall’INPS rileva però per l’accredito dell’intero anno contributivo. Nel 2026 è pari a 18.808 euro.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No. Il professionista può addebitare al cliente una rivalsa del 4%, ma si tratta di una facoltà. L’obbligo contributivo resta in capo al professionista e la rivalsa non sostituisce il versamento alla Gestione Separata.
La rivalsa incassata concorre normalmente ai compensi e va considerata anche nel controllo delle soglie del regime forfettario.
Può aderire al regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. La soglia ordinaria del regime è pari a 85.000 euro di ricavi o compensi, oltre alle altre condizioni previste dalla legge.
Vanno verificati anche eventuali redditi di lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con ex datori di lavoro. I criteri sono riepilogati nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per le attività professionali sanitarie del gruppo di riferimento, nel periodo transitorio collegato ad ATECO 2025 continua ad applicarsi il coefficiente di redditività del 78%. Il D.Lgs. 81/2025 ha mantenuto temporaneamente i coefficienti dell’Allegato 4 della legge 190/2014 attraverso la corrispondenza con la precedente classificazione.
Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi 31.200 euro. Il meccanismo è spiegato anche nella guida al coefficiente di redditività.
Esempio di tasse e contributi
Supponiamo 40.000 euro di compensi annui, coefficiente del 78% e nessun’altra copertura previdenziale obbligatoria. Il reddito forfettario iniziale è 31.200 euro. Applicando in modo semplificato il 26,07% si ottengono circa 8.134 euro di contributi previdenziali.
Se tali contributi fossero interamente deducibili nell’anno, la base per l’imposta sostitutiva sarebbe circa 23.066 euro: al 15% l’imposta sarebbe circa 3.460 euro; al 5%, se spettante, circa 1.153 euro. L’esempio è orientativo e non sostituisce il calcolo sul caso concreto.
Le prestazioni sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972 quando ne ricorrono i presupposti.
La qualifica professionale non rende però automaticamente esente qualsiasi operazione: va considerata la natura concreta della prestazione resa e il rapporto con l’indicazione clinica.
Il forfettario cambia l’esenzione IVA?
Regime forfettario ed esenzione sanitaria sono piani diversi. Nel forfettario l’IVA non viene addebitata secondo le regole proprie del regime; fuori dal forfettario, invece, la natura sanitaria della prestazione determina se ricorre l’esenzione dell’articolo 10.
La descrizione della prestazione deve quindi restare corretta indipendentemente dal regime fiscale scelto.
Deve inviare le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le prestazioni sanitarie soggette all’obbligo di comunicazione. L’Agenzia delle Entrate include espressamente i tecnici di neurofisiopatologia tra i professionisti sanitari tenuti alla trasmissione delle spese sanitarie rese alle persone fisiche per la dichiarazione precompilata.
Occorre gestire correttamente dati dell’assistito, documento fiscale, modalità di pagamento e eventuale opposizione all’utilizzo dei dati.
Fattura elettronica al paziente: si usa lo SdI?
Per le fatture sanitarie verso consumatori finali interessate dalla disciplina del Sistema Tessera Sanitaria si applica il divieto di emissione tramite Sistema di Interscambio, reso strutturale dal D.Lgs. 81/2025.
Per fatture verso strutture, imprese o altri soggetti, oppure per operazioni non sanitarie, la disciplina può essere differente. La guida sulla fatturazione elettronica aiuta a distinguere i casi generali.
Può lavorare per più ospedali o centri?
Sì. La libera professione può essere svolta con più strutture, purché i rapporti siano realmente autonomi. Contratto, orari, responsabilità, disponibilità delle apparecchiature e fatturazione devono essere coerenti con la forma di collaborazione adottata.
È particolarmente importante definire chi mette a disposizione strumenti e software, chi gestisce i dati sanitari e come viene documentata l’attività professionale all’interno della struttura.
Monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio e Partita IVA
Il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio è uno degli ambiti specialistici nei quali il tecnico di neurofisiopatologia può essere coinvolto secondo competenze, organizzazione clinica e protocolli della struttura. Dal punto di vista fiscale resta una prestazione professionale che deve essere descritta coerentemente con l’incarico effettivo.
Non cambia il principio generale: l’attività autonoma abituale richiede Partita IVA e l’inquadramento professionale rimane quello sanitario.
Può aprire un proprio studio?
Va distinto lo studio professionale personale da una struttura sanitaria organizzata come ambulatorio o centro diagnostico. Requisiti dei locali, autorizzazioni e organizzazione sanitaria possono dipendere dalla normativa regionale e dalla complessità dell’attività.
Prima di acquistare apparecchiature o assumere locali è quindi opportuno verificare requisiti e autorizzazioni con Regione, ASL e SUAP competenti.
Quanto costa iniziare?
L’apertura fiscale della Partita IVA professionale non comporta di per sé un diritto camerale. I costi reali possono comprendere quota dell’Ordine, assicurazione professionale, commercialista, ECM, software, formazione, dispositivi personali, privacy e POS.
Se il professionista lavora con apparecchiature messe a disposizione dalla struttura, i costi possono essere contenuti. Un’attività autonoma con strumentazione propria richiede invece investimenti e manutenzione molto più elevati.
Quali professioni hanno un inquadramento vicino?
Per struttura fiscale e previdenziale, il tecnico di neurofisiopatologia condivide alcuni temi con altre professioni sanitarie senza Cassa autonoma. Puoi confrontare la guida sulla Partita IVA del tecnico audioprotesista e quella sulla Partita IVA dell’ortottista.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo dei Tecnici di neurofisiopatologia;
- definire le prestazioni e gli incarichi effettivamente svolti;
- utilizzare ATECO 2025 86.99.09;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- iscriversi alla Gestione Separata INPS quando dovuta;
- valutare forfettario o ordinario;
- rispettare prescrizioni, protocolli clinici e responsabilità professionali;
- attivare gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria;
- impostare correttamente fatturazione e IVA;
- verificare assicurazione, ECM, privacy e requisiti della struttura.
Domande frequenti sulla Partita IVA del tecnico di neurofisiopatologia
Qual è il codice ATECO?
ATECO 2025 indica 86.99.09 per il tecnico di neurofisiopatologia.
Serve l’Albo?
Sì. È una professione sanitaria regolamentata.
Quale INPS si applica?
In assenza di altra previdenza obbligatoria, normalmente Gestione Separata INPS con aliquota 2026 del 26,07%.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio il coefficiente applicabile è del 78%.
Le spese sanitarie vanno al Sistema TS?
Sì, quando rientrano tra quelle soggette all’obbligo di comunicazione.
Partita IVA tecnico di neurofisiopatologia nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è titolo e Albo → ATECO 86.99.09 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → natura sanitaria della prestazione → Sistema TS e fatturazione. Collaborare con strutture ospedaliere o centri specialistici non elimina l’autonomia fiscale quando il rapporto è realmente libero-professionale.
Le altre guide dedicate alle singole attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.
Fonti ufficiali: FNO TSRM e PSTRP — tabella codici ATECO 2025; FNO TSRM e PSTRP — Tecnico di neurofisiopatologia; ASST Niguarda — incarico libero-professionale 2026; INPS — Circolare n. 8/2026; Agenzia delle Entrate — spese sanitarie e precompilata; D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81.