La Partita IVA del TSRM, il Tecnico sanitario di radiologia medica, serve quando la professione sanitaria viene esercitata autonomamente in modo abituale. Nel 2026 ATECO 2025 indica per questa professione il codice 86.99.09 — Altre attività varie per la salute umana n.c.a.; per esercitare servono inoltre titolo abilitante e iscrizione all’Albo dei Tecnici sanitari di radiologia medica presso l’Ordine TSRM e PSTRP.
La libera professione è concreta anche nel mercato attuale: nel 2026 diverse aziende sanitarie hanno pubblicato incarichi libero-professionali specifici per TSRM, anche per attività di radiologia ospedaliera. L’inquadramento fiscale deve però essere coordinato con il profilo sanitario, le regole di radioprotezione, il rapporto con la struttura committente e la natura delle prestazioni fatturate.
Qual è il codice ATECO del TSRM nel 2026?
La revisione ATECO 2025 indica per il Tecnico sanitario di radiologia medica il codice 86.99.09. È quindi il riferimento attuale per l’attività professionale sanitaria autonoma del TSRM.
Il codice 86.99.09 è condiviso con altre attività per la salute umana, ma competenze, titolo e responsabilità restano quelli specifici della professione. Per i criteri generali puoi consultare la guida su come scegliere il codice ATECO.
Perché il vecchio ATECO 86.90.29 non è più il riferimento?
Il codice 86.90.29 — Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. appartiene alla classificazione precedente. Con ATECO 2025 il riferimento utilizzato per il TSRM libero professionista è 86.99.09.
Nel 2026 sono ancora presenti online guide che riportano il vecchio codice. Per una nuova apertura o variazione bisogna invece verificare la classificazione vigente e non copiare automaticamente un codice storico.
Chi è il Tecnico sanitario di radiologia medica?
Il profilo professionale è disciplinato dal D.M. 26 settembre 1994, n. 746. Il TSRM svolge, in via autonoma o in collaborazione con altre figure sanitarie e su prescrizione medica quando prevista, gli interventi che richiedono l’uso di radiazioni ionizzanti, energie termiche, ultrasoniche, risonanza magnetica e tecniche connesse alla protezione fisica e dosimetrica.
La professione opera quindi nell’area della diagnostica per immagini, della radioterapia e delle tecnologie sanitarie correlate, con responsabilità proprie definite dalla normativa e dall’organizzazione clinica.
Serve la laurea e l’iscrizione all’Albo?
Sì. Per esercitare occorre il titolo abilitante previsto dall’ordinamento o un titolo equipollente riconosciuto e l’iscrizione all’Albo dei Tecnici sanitari di radiologia medica dell’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente.
Chi possiede un titolo conseguito all’estero deve ottenere il riconoscimento professionale in Italia prima di esercitare. Il Ministero della Salute mantiene procedure specifiche per i titoli esteri.
Il TSRM può lavorare come libero professionista?
Sì. Il Codice deontologico della professione prevede espressamente l’esercizio in strutture sanitarie pubbliche o private, nella rete ospedaliera e territoriale, in regime di dipendenza o libero-professionale.
Nel 2026 ASST e IRCCS hanno pubblicato numerosi incarichi libero-professionali per TSRM. L’ASST di Cremona mantiene, per esempio, una selezione per incarichi professionali negli ospedali aziendali con scadenza al 31 dicembre 2026.
Quando il TSRM deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Un incarico continuativo presso un ospedale o una clinica, collaborazioni ricorrenti con più centri o una disponibilità professionale programmata nel tempo sono incompatibili con l’idea di una prestazione meramente occasionale.
Il percorso fiscale generale è quello del libero professionista ed è spiegato nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare senza Partita IVA?
No, non automaticamente. La soglia di 5.000 euro non è un limite fiscale generale sotto il quale un’attività professionale abituale può essere svolta senza Partita IVA.
Un TSRM con incarico ricorrente presso una struttura può quindi dover aprire la Partita IVA anche se i compensi del primo periodo sono inferiori a 5.000 euro.
Il TSRM è libero professionista o impresa?
Quando esercita personalmente la professione sanitaria, il TSRM opera normalmente come libero professionista. Il fatto di utilizzare apparecchiature radiologiche della struttura committente non trasforma l’attività in impresa.
Un diverso inquadramento va valutato se viene organizzata una struttura sanitaria autonoma o si svolgono attività commerciali o industriali distinte dalla professione sanitaria.
Serve la Camera di Commercio?
Per il solo esercizio personale della professione sanitaria, l’apertura della Partita IVA non comporta normalmente iscrizione al Registro Imprese e diritto camerale.
Se invece viene creata un’impresa o una struttura organizzata con attività ulteriori, gli obblighi camerali devono essere verificati separatamente.
Un TSRM può aprire da solo un centro radiologico?
La sola Partita IVA non è sufficiente. Un centro di diagnostica per immagini è una struttura sanitaria soggetta a requisiti organizzativi, tecnologici, autorizzativi e di radioprotezione. L’inquadramento del singolo professionista non sostituisce le autorizzazioni della struttura.
Prima di acquistare apparecchiature o assumere locali è quindi necessario verificare la normativa regionale, le autorizzazioni sanitarie e gli obblighi previsti dal D.Lgs. 101/2020 in materia di radioprotezione.
Il medico radiologo deve essere sempre presente fisicamente?
La FNO TSRM e PSTRP chiarisce che, nel quadro organizzativo previsto dalla normativa, il riferimento alla presenza del medico radiologo non deve essere interpretato automaticamente come presenza fisica continua: possono rilevare anche disponibilità o reperibilità, purché la struttura abbia procedure coerenti con le norme sulla giustificazione e sulla sicurezza della persona assistita.
Il TSRM deve comunque operare nel rispetto delle procedure aziendali, del principio di giustificazione, delle responsabilità professionali e della normativa di radioprotezione. La Partita IVA non modifica questi obblighi clinico-organizzativi.
Quale INPS paga il TSRM libero professionista?
Il TSRM non dispone di una Cassa previdenziale autonoma di categoria. Per il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’INPS indica un’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, nei casi previsti, l’aliquota è del 24%. Il quadro completo è nella guida alla Gestione Separata INPS 2026.
La Gestione Separata ha contributi fissi minimi?
No. Per il professionista i contributi sono calcolati sul reddito e non esiste il contributo fisso minimale tipico delle gestioni Artigiani e Commercianti.
Il minimale di reddito INPS, pari a 18.808 euro nel 2026, rileva però per l’accredito dell’intero anno contributivo.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No. Il TSRM iscritto alla Gestione Separata può addebitare al committente una rivalsa del 4%, ma si tratta di una facoltà. L’obbligo contributivo rimane in capo al professionista.
La rivalsa incassata concorre normalmente ai compensi e va considerata anche nel controllo delle soglie del regime forfettario.
Il TSRM può aderire al regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. La soglia ordinaria è pari a 85.000 euro di ricavi o compensi, oltre alle altre condizioni stabilite dalla legge.
Vanno controllati anche redditi da lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con ex datori di lavoro. I requisiti sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente di redditività del TSRM?
Nel periodo transitorio collegato ad ATECO 2025, per l’attività professionale sanitaria continua ad applicarsi il coefficiente di redditività del 78%.
Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi 31.200 euro. Il meccanismo è spiegato nella guida al coefficiente di redditività.
Esempio di tasse e contributi per un TSRM forfettario
Supponiamo 40.000 euro di compensi annui, coefficiente del 78% e nessun’altra previdenza obbligatoria. Il reddito forfettario iniziale è 31.200 euro. Applicando in modo semplificato il 26,07% si ottengono circa 8.134 euro di contributi previdenziali.
Se tali contributi fossero interamente deducibili nell’anno, la base per l’imposta sostitutiva sarebbe circa 23.066 euro: al 15% l’imposta sarebbe circa 3.460 euro; al 5%, se spettante, circa 1.153 euro. L’esempio è orientativo e non sostituisce il calcolo sul caso concreto.
Le prestazioni del TSRM sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972 quando ricorrono i presupposti.
La qualifica sanitaria non rende però automaticamente esente ogni incarico: consulenze tecniche, attività formative o prestazioni rese nell’industria delle apparecchiature possono avere una natura fiscale diversa dalla prestazione sanitaria verso la persona.
Il TSRM deve inviare le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, quando emette documenti per prestazioni sanitarie rese a persone fisiche soggette alla trasmissione. L’Agenzia delle Entrate include espressamente i tecnici sanitari di radiologia medica tra i soggetti che comunicano le spese sanitarie utilizzate nella dichiarazione precompilata.
Se il professionista fattura invece il proprio incarico a un ospedale, una clinica o una società, bisogna distinguere quella fattura dalla spesa sanitaria sostenuta direttamente dal paziente.
Fattura elettronica al paziente o alla struttura
Per le fatture sanitarie verso persone fisiche interessate dalla disciplina del Sistema Tessera Sanitaria si applicano le regole specifiche previste per tali documenti. Per fatture verso ospedali, cliniche, società o Pubbliche Amministrazioni si applicano invece le regole proprie dei rapporti B2B o B2G.
Per distinguere i casi puoi consultare la guida sulla fatturazione elettronica.
Il TSRM può lavorare come dipendente e avere Partita IVA?
In molti casi è possibile, ma bisogna verificare contratto, eventuali incompatibilità e, per il pubblico impiego, le autorizzazioni previste. Va inoltre controllato l’impatto del reddito da lavoro dipendente sui requisiti del regime forfettario.
Il tema generale è approfondito nelle guide su Partita IVA e lavoro dipendente e dipendente pubblico e Partita IVA.
Può lavorare per più ospedali o centri diagnostici?
Sì. La libera professione può essere svolta per più strutture, purché i rapporti siano realmente autonomi e coerenti con la forma contrattuale adottata.
Orari, responsabilità, disponibilità delle apparecchiature, procedure di radioprotezione, gestione dei dati e fatturazione devono essere definiti con chiarezza.
Può lavorare nell’industria delle apparecchiature medicali?
Il Codice deontologico include tra gli ambiti professionali anche le industrie del settore impegnate nella produzione di apparecchiature, accessori e tecnologie utilizzate nella diagnostica per immagini e nella radioterapia.
Quando però l’incarico è tecnico-commerciale, formativo o consulenziale e non consiste in una prestazione sanitaria, va verificato se l’ATECO 86.99.09 resti adeguato o se serva un’attività secondaria. Il criterio generale è spiegato nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Quanto costa iniziare come TSRM libero professionista?
L’apertura fiscale della Partita IVA professionale non comporta di per sé un diritto camerale. I costi possono comprendere quota dell’Ordine, assicurazione professionale, commercialista, ECM, software, formazione specialistica, privacy e strumenti personali.
Poiché le apparecchiature radiologiche sono normalmente messe a disposizione dalle strutture committenti, un TSRM che lavora in collaborazione può avere costi iniziali molto inferiori rispetto a chi intende organizzare una struttura diagnostica.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo TSRM;
- utilizzare ATECO 2025 86.99.09 per l’attività professionale sanitaria;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- iscriversi alla Gestione Separata INPS quando dovuta;
- valutare regime forfettario o ordinario;
- verificare compatibilità con eventuale lavoro dipendente o pubblico;
- rispettare procedure e normativa di radioprotezione della struttura;
- gestire il Sistema Tessera Sanitaria quando dovuto;
- impostare correttamente fatturazione verso pazienti e strutture;
- verificare assicurazione, ECM, privacy e condizioni contrattuali.
Domande frequenti sulla Partita IVA TSRM
Qual è il codice ATECO del TSRM nel 2026?
ATECO 2025 indica 86.99.09 per l’attività professionale del Tecnico sanitario di radiologia medica.
Il vecchio 86.90.29 è ancora il codice da usare?
No per una nuova classificazione 2026: il riferimento ATECO 2025 è 86.99.09.
Quale INPS paga il libero professionista?
In assenza di altra previdenza obbligatoria, normalmente Gestione Separata INPS con aliquota 2026 del 26,07%.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio il coefficiente applicabile alla professione è del 78%.
Esistono incarichi libero-professionali per TSRM?
Sì. Nel 2026 diverse strutture sanitarie pubbliche hanno pubblicato incarichi autonomi specifici per TSRM.
Partita IVA TSRM nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è titolo e Albo → ATECO 86.99.09 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → contratto con la struttura → radioprotezione, fatturazione e Sistema TS. Per questa professione è particolarmente importante non confondere l’autonomia fiscale con l’autonomia organizzativa della struttura sanitaria: le procedure cliniche e di radioprotezione restano sempre vincolanti.
Le altre guide dedicate alle singole attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.
Fonti ufficiali: FNO TSRM e PSTRP — ATECO 2025; Ministero della Salute — Codice deontologico TSRM; D.M. 26 settembre 1994, n. 746 — profilo professionale; FNO TSRM e PSTRP — FAQ giuridiche e medico-legali; ASST Cremona — incarichi libero-professionali TSRM 2026; INPS — Circolare n. 8/2026; Agenzia delle Entrate — spese sanitarie e precompilata.