La Partita IVA del TNPEE, il Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, serve quando la professione viene esercitata autonomamente in modo abituale. Nel 2026 ATECO 2025 prevede un codice specifico per questa attività: 86.99.03 — Attività di psicomotricità, che include espressamente l’attività dei terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva.
Il TNPEE è una professione sanitaria riabilitativa regolamentata: non basta scegliere il codice ATECO. Occorrono titolo abilitante, iscrizione all’Albo e un corretto inquadramento fiscale e previdenziale; inoltre bisogna distinguere le prestazioni sanitarie da eventuali attività educative o formative che possono avere un trattamento fiscale diverso.
Qual è il codice ATECO del TNPEE nel 2026?
Le note ufficiali ISTAT di ATECO 2025 collocano nel codice 86.99.03 — Attività di psicomotricità sia le attività di psicomotricità, anche svolte in palestre cognitive, sia l’attività dei terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva.
Per il TNPEE libero professionista questo è quindi il riferimento principale quando l’attività effettivamente svolta corrisponde al profilo sanitario. Se vengono aggiunte attività ulteriori e autonome, va verificato se serva anche un codice secondario: la guida su come scegliere il codice ATECO spiega il criterio generale.
TNPEE e psicomotricista sono la stessa cosa?
Non necessariamente. TNPEE indica una specifica professione sanitaria regolamentata, con percorso universitario abilitante e iscrizione all’Albo. Il termine “psicomotricista” può invece identificare il professionista di area socioeducativa disciplinato nell’ambito della Legge 4/2013, che non diventa automaticamente un professionista sanitario TNPEE.
La distinzione è importante anche sul piano fiscale: lo stesso codice 86.99.03 comprende attività di psicomotricità in senso più generale, ma chi non possiede titolo e iscrizione professionale non può presentarsi come TNPEE né attribuire alle proprie prestazioni la natura sanitaria solo in base al codice ATECO. Per il profilo non sanitario puoi leggere la guida sulla Partita IVA dello psicomotricista.
Il TNPEE è una professione sanitaria?
Sì. Il Ministero della Salute inserisce il Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva tra le professioni sanitarie riabilitative e richiama il D.M. 17 gennaio 1997, n. 56.
Il profilo riguarda interventi di prevenzione, terapia e riabilitazione nell’età evolutiva nell’ambito delle specifiche competenze professionali e in collaborazione con l’équipe multiprofessionale quando prevista.
Serve l’iscrizione all’Albo TNPEE?
Sì. Per esercitare la professione sanitaria è necessaria l’iscrizione al relativo Albo dell’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente. La Federazione nazionale TSRM e PSTRP prevede una specifica Commissione di albo nazionale per i Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.
La Partita IVA non sostituisce l’abilitazione professionale: prima di iniziare l’attività autonoma devono essere in regola titolo e iscrizione all’Albo.
Quale titolo serve per lavorare come TNPEE?
Serve il titolo universitario abilitante previsto dall’ordinamento o un titolo riconosciuto nei casi ammessi dalla normativa. Chi ha conseguito una qualifica sanitaria all’estero deve ottenere il riconoscimento del Ministero della Salute prima di esercitare in Italia.
Il riconoscimento professionale e l’apertura della posizione fiscale sono quindi due passaggi distinti: prima si verifica il diritto a esercitare la professione, poi si configura correttamente l’attività autonoma.
Quando il TNPEE deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Collaborare stabilmente con centri, studi o famiglie, ricevere assistiti con continuità, organizzare appuntamenti e promuovere i propri servizi sono elementi incompatibili con l’idea di una prestazione meramente occasionale.
Il percorso fiscale generale è quello del libero professionista ed è approfondito nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro il TNPEE può lavorare senza Partita IVA?
No, non automaticamente. I 5.000 euro non costituiscono una soglia generale sotto la quale un’attività abituale può essere svolta senza Partita IVA. La natura abituale o occasionale dell’attività va valutata sulla concreta modalità di esercizio.
Un TNPEE che lavora ogni settimana presso uno o più centri o segue stabilmente assistiti può dover aprire la Partita IVA anche se nel primo anno incassa meno di 5.000 euro.
Il TNPEE è libero professionista o impresa?
Quando esercita personalmente la professione sanitaria, il TNPEE opera normalmente come libero professionista. Non diventa commerciante solo perché utilizza uno studio o collabora con una struttura privata.
La situazione cambia se viene organizzata una distinta attività imprenditoriale, una struttura complessa o una vera attività commerciale. In quel caso vanno verificati separatamente forma giuridica, Registro Imprese, previdenza e autorizzazioni.
Il TNPEE deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Il libero professionista che svolge personalmente l’attività sanitaria non è normalmente tenuto all’iscrizione al Registro Imprese per il solo esercizio della professione. L’apertura della Partita IVA non comporta quindi automaticamente Camera di Commercio e diritto camerale.
Se però l’attività assume una forma imprenditoriale o viene affiancata da attività commerciali autonome, l’inquadramento deve essere rivalutato.
Quale INPS paga il TNPEE libero professionista?
Il TNPEE non dispone di una Cassa previdenziale professionale autonoma. Per il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria il riferimento è quindi la Gestione Separata INPS.
Nella circolare INPS n. 8/2026 l’Istituto indica un’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, nei casi in cui resti dovuta la Gestione Separata, l’aliquota è del 24%. Puoi approfondire nella guida alla Gestione Separata INPS 2026.
La Gestione Separata ha contributi fissi minimi?
No. Per il libero professionista i contributi vengono calcolati sul reddito professionale e non esiste il meccanismo dei contributi fissi minimi tipico di Artigiani e Commercianti.
Il minimale indicato annualmente dall’INPS ha però rilievo per l’accredito dell’intero anno contributivo: nel 2026 il minimale di reddito indicato dall’Istituto è pari a 18.808 euro.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No. Il professionista iscritto alla Gestione Separata può indicare in fattura una rivalsa del 4%, ma si tratta di una facoltà e non di un contributo versato direttamente dal cliente all’INPS.
L’obbligo contributivo rimane in capo al professionista. La rivalsa incassata va inoltre considerata nella corretta determinazione dei compensi fiscali.
Il TNPEE può usare il regime forfettario?
Sì, se possiede tutti i requisiti e non ricade in una causa di esclusione. La legge n. 190/2014 disciplina il regime forfettario, che nel 2026 mantiene una soglia ordinaria di 85.000 euro di ricavi o compensi, oltre alle altre condizioni da verificare.
Prima di scegliere il regime bisogna controllare anche eventuali redditi di lavoro dipendente, partecipazioni, rapporti con ex datori di lavoro e attività collegate. I criteri sono riepilogati nei requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività del TNPEE?
Nel regime forfettario il coefficiente applicabile all’attività sanitaria TNPEE è 78%. Il D.Lgs. 81/2025 ha previsto che, finché non vengono approvati coefficienti costruiti direttamente sulla nuova classificazione ATECO 2025, continuino ad applicarsi quelli dell’Allegato 4 della legge 190/2014 tramite la corrispondenza con la precedente classificazione.
Per il TNPEE il raccordo sanitario porta al 78%. Questa precisazione è importante perché lo stesso nuovo codice 86.99.03 comprende anche la psicomotricità socioeducativa, che può avere un diverso raccordo storico. Con 40.000 euro di compensi TNPEE, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 31.200 euro. Il meccanismo è spiegato anche nella guida al coefficiente di redditività.
Esempio di tasse e contributi per un TNPEE forfettario
Supponiamo compensi annui di 35.000 euro e coefficiente del 78%. Il reddito forfettario iniziale è 27.300 euro. Applicando, in modo semplificato, il 26,07% si ottengono circa 7.117 euro di contributi previdenziali.
Se i contributi deducibili fossero pari a tale importo, la base per l’imposta sostitutiva sarebbe circa 20.183 euro: al 15% l’imposta sarebbe circa 3.027 euro; al 5%, se spettante, circa 1.009 euro. È un esempio orientativo: versamenti effettivi, acconti e situazione personale possono modificare il risultato.
Le prestazioni del TNPEE sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972 quando sono rispettati i relativi presupposti.
La qualifica professionale, però, non rende automaticamente esente qualunque attività. Un progetto educativo, formativo o consulenziale che non abbia la natura di prestazione sanitaria va analizzato separatamente.
Attività a scuola e prestazioni sanitarie hanno lo stesso trattamento?
Non sempre. Il TNPEE può svolgere attività in contesti sanitari, educativi e di prevenzione, ma ai fini fiscali conta la natura concreta della prestazione resa. Un trattamento riabilitativo sanitario e un progetto formativo rivolto a una scuola non devono essere classificati automaticamente allo stesso modo.
Questa distinzione incide soprattutto su IVA, descrizione della fattura e Sistema Tessera Sanitaria. È utile definire prima il tipo di incarico e non usare formule generiche per tutte le prestazioni.
Il TNPEE deve inviare le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le prestazioni sanitarie soggette all’obbligo. L’Agenzia delle Entrate include espressamente i terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva tra i professionisti che comunicano le spese sanitarie rese alle persone fisiche ai fini della dichiarazione precompilata.
Vanno quindi organizzati correttamente codice fiscale dell’assistito, dati del documento, modalità di pagamento e gestione dell’eventuale opposizione all’utilizzo dei dati per la precompilata.
Il TNPEE emette fattura elettronica al paziente privato?
Per le fatture che documentano prestazioni sanitarie verso consumatori finali si applica la disciplina specifica che vieta l’emissione tramite Sistema di Interscambio nei casi interessati. Il D.Lgs. 81/2025 ha reso strutturale questo divieto eliminando il precedente riferimento ai singoli anni.
Per fatture verso centri, società o altri soggetti, oppure per attività non sanitarie, la disciplina può essere diversa. La guida sulla fatturazione elettronica aiuta a distinguere i casi generali.
Un TNPEE può lavorare per più centri con Partita IVA?
Sì, la libera professione può essere svolta collaborando con più studi o strutture. Occorre però verificare che il rapporto sia realmente autonomo e che le modalità concrete non riproducano in modo sostanziale un rapporto di lavoro subordinato.
Contratto, responsabilità professionale, organizzazione degli orari, fatturazione e gestione dei dati devono essere coerenti con la forma di collaborazione adottata.
Quanto costa aprire Partita IVA come TNPEE?
L’apertura fiscale della Partita IVA del libero professionista non comporta di per sé un diritto camerale. I costi effettivi possono comprendere quota dell’Ordine, assicurazione professionale, commercialista, software, formazione ECM, strumenti terapeutici, affitto di uno studio o stanza, privacy, POS e gestione del Sistema TS.
Chi collabora esclusivamente presso centri di terzi può avere costi iniziali molto inferiori rispetto a chi apre uno studio proprio.
TNPEE, logopedista e terapista occupazionale: cosa cambia?
Sono professioni sanitarie diverse. Il TNPEE è specificamente orientato all’età evolutiva e utilizza ATECO 86.99.03; il logopedista rientra nel codice 86.99.09, mentre il terapista occupazionale utilizza 86.95.00.
Per confrontare gli inquadramenti puoi leggere la guida sulla Partita IVA del logopedista e quella sulla Partita IVA del terapista occupazionale.
Checklist prima di aprire Partita IVA come TNPEE
- verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo TNPEE;
- definire con precisione le prestazioni sanitarie e le eventuali attività diverse;
- usare ATECO 2025 86.99.03 per l’attività professionale TNPEE;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- iscriversi alla Gestione Separata INPS quando dovuta;
- valutare forfettario o regime ordinario;
- impostare correttamente IVA ed eventuali prestazioni non sanitarie;
- attivare e gestire gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria;
- impostare correttamente la fatturazione verso pazienti e strutture;
- verificare assicurazione, ECM, privacy e requisiti dei locali.
Domande frequenti sulla Partita IVA TNPEE
Qual è il codice ATECO del TNPEE?
ATECO 2025 include espressamente l’attività dei terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva nel codice 86.99.03.
Serve l’Albo?
Sì. Il TNPEE è una professione sanitaria regolamentata e richiede l’iscrizione al relativo Albo dell’Ordine TSRM e PSTRP.
Quale INPS si applica?
Per il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS, con aliquota 2026 del 26,07%.
Il coefficiente forfettario è 78%?
Sì, per l’attività sanitaria TNPEE nel periodo transitorio previsto per il passaggio ad ATECO 2025.
Le spese sanitarie vanno al Sistema TS?
Sì, quando rientrano tra le prestazioni soggette all’obbligo di comunicazione.
Partita IVA TNPEE nel 2026: cosa verificare prima di iniziare
Per partire correttamente bisogna coordinare titolo e Albo → ATECO 86.99.03 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → natura delle singole prestazioni → IVA, Sistema TS e fatturazione. La distinzione tra TNPEE sanitario e psicomotricista socioeducativo è particolarmente importante perché lo stesso nuovo codice ATECO non rende identici requisiti professionali e trattamento fiscale.
Le altre guide dedicate alle singole attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.