La Partita IVA del farmacista nel 2026 è una soluzione distinta dall’apertura di una farmacia o di una parafarmacia. Il farmacista libero professionista può collaborare con farmacie, parafarmacie, aziende ed enti oppure offrire specifici servizi professionali in autonomia, ma deve mantenere un rapporto realmente autonomo e rispettare il perimetro della professione sanitaria.
Per ATECO 2025 non esiste un codice dedicato esclusivamente al farmacista freelance. La prassi ENPAF aggiornata riconosce soprattutto 74.99.99 — Tutte le altre attività varie professionali, scientifiche e tecniche n.c.a. e 86.99.09 — Altre attività varie per la salute umana n.c.a., da scegliere in base alla prestazione effettiva. La previdenza non è la Gestione Separata INPS: l’iscrizione all’Albo comporta l’iscrizione automatica all’ENPAF e l’attività professionale autonoma comporta normalmente la quota intera, pari nel 2026 a 5.430 euro.
Qual è il codice ATECO del farmacista libero professionista nel 2026?
Non esiste un unico codice ATECO chiamato “farmacista libero professionista”. La pagina dell’Ordine dei Farmacisti di Bologna dedicata all’attività professionale con Partita IVA, richiamando la prassi ENPAF, indica per ATECO 2025 due codici generici che consentono di riconoscere in via presuntiva l’attività professionale:
- 74.99.99 — Tutte le altre attività varie professionali, scientifiche e tecniche n.c.a.;
- 86.99.09 — Altre attività varie per la salute umana n.c.a.
La scelta non va fatta solo in base al titolo di farmacista: deve descrivere il servizio realmente fatturato.
Quando può essere adatto il codice 74.99.99?
Il 74.99.99 ha un’impostazione più generale e professionale. Può essere valutato quando l’attività consiste soprattutto in consulenza tecnico-scientifica, informazione professionale, supporto a imprese o enti, formazione e altre prestazioni che non assumono direttamente natura sanitaria.
È una voce residuale: se l’attività concreta dispone di una classificazione più precisa, va verificato il codice specifico. Il metodo generale è spiegato nella guida su come scegliere il codice ATECO.
Quando può essere adatto il codice 86.99.09?
Il codice 86.99.09 appartiene alle altre attività per la salute umana e può essere valutato quando il servizio professionale ha una componente sanitaria coerente con le competenze del farmacista.
Non significa però che qualunque consulenza del farmacista sia una prestazione sanitaria esente IVA. La natura fiscale dell’operazione dipende dal servizio concretamente reso e non dal solo codice ATECO.
Il codice 86.90.29 è ancora attuale?
Il vecchio 86.90.29 appartiene alla classificazione precedente. Con ATECO 2025 le attività corrispondenti sono state riclassificate e la prassi ENPAF aggiornata indica oggi 86.99.09.
Allo stesso modo i vecchi 74.90.93 e 74.90.99 sono confluiti nel nuovo 74.99.99. Le guide che riportano soltanto i vecchi codici vanno quindi aggiornate.
Il codice della farmacia 47.73 può essere usato dal farmacista freelance?
Non come automatismo. I codici della classe 47.73 descrivono il commercio al dettaglio di prodotti farmaceutici e sono collegati all’attività commerciale della farmacia o della parafarmacia, non alla prestazione personale del farmacista libero professionista.
Se l’obiettivo è aprire o gestire un esercizio commerciale, il quadro cambia completamente. APIVA ha una guida distinta sulla Partita IVA per parafarmacia.
Un farmacista può avere più codici ATECO?
Sì, se svolge realmente più attività autonome. Un professionista può, per esempio, collaborare professionalmente con farmacie e svolgere anche formazione o consulenza specialistica con caratteristiche differenti.
In questi casi si individua l’attività prevalente e si valutano eventuali codici secondari. Non serve una seconda Partita IVA. Il criterio è approfondito nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Il farmacista è una professione regolamentata?
Sì. L’INAPP classifica il farmacista tra le professioni regolamentate sanitarie e indica l’iscrizione all’Ordine professionale come requisito per l’esercizio.
L’Albo nazionale è formato dagli Albi tenuti dagli Ordini territoriali dei Farmacisti. L’iscrizione consente di esercitare la professione secondo le competenze e i limiti previsti dalla normativa e dal Codice deontologico.
Nel 2026 serve ancora l’Esame di Stato?
Dipende dal percorso universitario. I nuovi corsi della classe LM-13 in Farmacia e farmacia industriale sono abilitanti: il percorso comprende il tirocinio pratico-valutativo e una prova pratica valutativa che precede l’esame finale di laurea, con il quale si consegue anche l’abilitazione.
Nel 2026 rimane però una disciplina transitoria per chi proviene dai precedenti ordinamenti non abilitanti. L’ordinanza MUR n. 693 del 27 maggio 2026 prevede ancora sessioni di Esame di Stato in modalità semplificata per Farmacista, con prima sessione il 27 luglio e seconda il 16 novembre 2026.
Farmacia e CTF sono entrambe lauree abilitanti?
I nuovi ordinamenti della classe LM-13 comprendono sia Farmacia sia Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Le università che hanno attivato l’ordinamento abilitante integrano il tirocinio pratico-valutativo e la relativa prova nel percorso di laurea.
Chi si è immatricolato con ordinamenti precedenti deve verificare se ha optato per il passaggio al nuovo percorso abilitante o se deve utilizzare la disciplina transitoria dell’Esame di Stato.
Quando il farmacista deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA serve quando la prestazione autonoma viene esercitata in modo abituale. Collaborazioni continuative con una o più farmacie, disponibilità programmata per turni, consulenze ricorrenti, attività online organizzata, formazione o servizi professionali offerti stabilmente sono indici di attività non occasionale.
Il percorso amministrativo generale è spiegato nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Esiste il limite dei 5.000 euro per il farmacista?
No come soglia generale per la Partita IVA. L’obbligo fiscale dipende dall’abitualità della professione, non dal semplice superamento di 5.000 euro.
Inoltre la prassi ENPAF richiamata dagli Ordini professionali tratta l’esercizio professionale autonomo del farmacista come attività da inquadrare correttamente sul piano professionale e previdenziale, senza utilizzare il falso automatismo “sotto 5.000 euro non serve Partita IVA”.
Il farmacista con Partita IVA deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Per la sola libera professione personale non va aggiunta automaticamente l’iscrizione al Registro Imprese. Il farmacista freelance vende una prestazione professionale, non esercita necessariamente attività commerciale.
La Camera di Commercio diventa invece centrale quando si apre un’attività d’impresa, per esempio una parafarmacia o un’altra struttura commerciale.
L’iscrizione all’Albo comporta automaticamente l’ENPAF?
Sì. L’Ordine dei Farmacisti di Treviso ricorda che l’iscrizione all’Ordine comporta l’iscrizione automatica all’ENPAF. L’obbligo contributivo nasce quindi già dall’iscrizione all’Albo, secondo le regole dell’Ente.
Per questo il farmacista non sceglie liberamente tra ENPAF e Gestione Separata come accadrebbe a un professionista senza Cassa di categoria.
Il farmacista libero professionista paga anche la Gestione Separata INPS?
Per l’attività professionale di farmacista soggetta a ENPAF, la prassi previdenziale richiamata dagli Ordini indica che non sorge l’ulteriore obbligo di Gestione Separata INPS. L’attività con Partita IVA comporta quindi normalmente la contribuzione ENPAF in misura intera.
Se il professionista svolge anche attività diversa da quella di farmacista, con un autonomo presupposto previdenziale, l’inquadramento va verificato separatamente.
Quanto paga ENPAF un farmacista con Partita IVA nel 2026?
La tabella ENPAF 2026 pubblicata dall’Ordine di Treviso indica per la quota intera:
- previdenza: 5.388 euro;
- assistenza: 31 euro;
- maternità: 11 euro;
- totale: 5.430 euro.
L’attività libero-professionale con Partita IVA che costituisce esercizio della professione comporta normalmente la quota intera, perché non esiste un’altra contribuzione obbligatoria sostitutiva relativa a quella prestazione.
Esistono quote ENPAF doppie o triple?
Sì. Per il 2026 ENPAF prevede anche contribuzione doppia e tripla volontaria. I totali pubblicati sono rispettivamente 10.818 euro e 16.206 euro.
Queste opzioni non vanno confuse con la quota obbligatoria di base: servono ad aumentare volontariamente la contribuzione previdenziale secondo le regole dell’Ente.
Un farmacista freelance può chiedere la riduzione ENPAF?
La quota ridotta non è una scelta libera basata sul reddito. Per l’attività professionale autonoma il riferimento ordinario è la quota intera. Le riduzioni sono ammesse solo quando ricorrono le specifiche condizioni previste dal Regolamento ENPAF.
Gli Ordini ricordano, per esempio, che una riduzione può essere valutata in particolari situazioni di lavoro dipendente o disoccupazione e, in alcuni casi, quando l’attività professionale con Partita IVA copre meno del periodo richiesto nell’anno. Prima di fare affidamento su una riduzione è necessario verificare la posizione personale con ENPAF.
Quali sono le quote ENPAF ridotte nel 2026?
La tabella 2026 pubblica anche i seguenti importi complessivi: 3.634 euro con riduzione del 33,33%, 2.736 euro con riduzione del 50% e 850 euro con riduzione dell’85%. Esistono inoltre contributi di solidarietà previsti per specifiche categorie.
Questi importi non significano che un farmacista con Partita IVA possa scegliere liberamente il livello più conveniente: è sempre necessario possedere i requisiti regolamentari.
Il farmacista può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Il limite ordinario è pari a 85.000 euro di ricavi o compensi, insieme alle altre condizioni previste dalla normativa.
Il quadro completo è nella guida sul regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente di redditività del farmacista freelance?
Per i codici professionali comunemente utilizzati, come 74.99.99 e 86.99.09, il coefficiente di redditività del forfettario è normalmente 78%. La percentuale deve comunque essere verificata sul codice effettivamente adottato.
Il coefficiente serve a determinare il reddito forfettario: non rappresenta una percentuale di tasse e non corrisponde ai costi reali sostenuti. Il funzionamento è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Esempio di tasse con 40.000 euro di compensi
Con 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è pari a 31.200 euro. Dal reddito determinato forfettariamente si deducono i contributi previdenziali deducibili secondo le regole del regime, prima di applicare l’imposta sostitutiva.
Il costo ENPAF non cresce automaticamente con il fatturato come una contribuzione percentuale sul reddito: la quota è fissata annualmente dall’Ente, salvo opzioni o riduzioni regolamentari.
Il farmacista può applicare il forfettario al 5%?
È possibile soltanto se ricorrono i requisiti previsti per le nuove attività. Non basta essere alla prima Partita IVA: occorre verificare, tra l’altro, che l’attività non costituisca mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomo nei casi previsti dalla legge.
Il tema è particolarmente importante per chi passa dal rapporto di lavoro dipendente in farmacia alla collaborazione autonoma con lo stesso soggetto. APIVA ha una guida dedicata al forfettario al 5%.
Farmacista dipendente e Partita IVA possono convivere?
Sì, in linea generale, se non esistono incompatibilità contrattuali o professionali. La presenza del lavoro dipendente può però incidere sui requisiti del regime forfettario e sulla posizione contributiva ENPAF.
Va verificata inoltre l’eventuale attività svolta prevalentemente nei confronti dell’attuale o precedente datore, perché può entrare in gioco una causa ostativa del regime forfettario. Il quadro generale è nella guida su Partita IVA e lavoro dipendente.
Un farmacista può coprire turni in farmacia con Partita IVA?
La libera professione del farmacista utilizzata per collaborazioni e copertura di turni è una realtà presente nel settore. Il rapporto, però, deve conservare caratteristiche di autonomia effettiva.
Se la collaborazione viene organizzata in modo sostanzialmente identico a un rapporto subordinato, con potere direttivo, inserimento stabile nell’organizzazione e assenza di reale autonomia, la sola fattura non rende automaticamente il rapporto autonomo. La qualificazione va verificata sul funzionamento concreto della collaborazione.
È meglio avere più farmacie clienti?
La pluralità di committenti è un elemento coerente con un’attività autonoma, ma non costituisce da sola una condizione legale necessaria né una garanzia assoluta. Anche un professionista con un solo cliente può essere autonomo se il rapporto è organizzato realmente come tale.
Per ridurre il rischio di confusione tra collaborazione professionale e subordinazione è importante definire con chiarezza incarico, compenso, responsabilità, autonomia organizzativa e modalità di esecuzione.
Serve l’assicurazione professionale?
Il farmacista è un professionista sanitario e deve verificare gli obblighi assicurativi applicabili alla propria attività. Una polizza RC coerente con le prestazioni effettivamente rese è inoltre essenziale quando si lavora autonomamente per farmacie, imprese o direttamente con utenti.
La copertura deve essere adeguata anche alle eventuali attività aggiuntive svolte, per esempio consulenze specialistiche o servizi professionali fuori dalla farmacia.
Il farmacista in forfettario applica l’IVA?
Nel regime forfettario il professionista non addebita normalmente l’IVA sulle operazioni che rientrano nel regime. Se invece opera in regime ordinario, non bisogna considerare automaticamente esente ogni prestazione solo perché resa da un professionista sanitario.
L’esenzione sanitaria dipende dalla natura della prestazione e dalle condizioni previste dalla normativa IVA. Consulenza commerciale, formazione o informazione tecnico-scientifica possono avere un trattamento diverso rispetto a prestazioni sanitarie rese alla persona.
Serve la fattura elettronica?
Sì, secondo le regole generali applicabili ai titolari di Partita IVA. La fattura deve descrivere la prestazione realmente svolta, per esempio collaborazione professionale, consulenza farmaceutica, formazione o altra attività.
Per emissione, Sistema di Interscambio, bollo e conservazione puoi consultare la guida sulla fatturazione elettronica.
Il farmacista può fare consulenza nutrizionale?
Il farmacista può svolgere attività di informazione ed educazione sui corretti stili di vita, nutraceutica e uso appropriato di prodotti nell’ambito delle proprie competenze. Non acquisisce però automaticamente le competenze riservate ad altre professioni sanitarie.
Una specializzazione o un master non trasforma il farmacista in una diversa professione sanitaria. Diagnosi, prescrizioni dietetiche e attività riservate devono restare nel perimetro dei professionisti abilitati.
Quanto costa iniziare come farmacista freelance?
I costi possono comprendere quota dell’Ordine, contribuzione ENPAF, assicurazione professionale, commercialista, PEC, firma digitale, formazione ECM, strumenti digitali e trasferte.
La principale voce previdenziale per chi esercita professionalmente con Partita IVA è la quota ENPAF intera: nel 2026 il totale base è 5.430 euro, salvo le specifiche situazioni regolamentari che consentono una diversa contribuzione.
Quali errori evitare all’apertura?
- usare il codice commerciale della farmacia per una semplice prestazione professionale;
- continuare a usare i vecchi 86.90.29 o 74.90.99 senza verificare ATECO 2025;
- considerare 74.99.99 o 86.99.09 codici universali indipendenti dall’attività svolta;
- applicare Gestione Separata INPS alla prestazione professionale coperta da ENPAF senza verificarne il presupposto;
- stimare ENPAF con importi di anni precedenti;
- considerare le riduzioni ENPAF liberamente selezionabili;
- confondere Partita IVA del farmacista con apertura di farmacia o parafarmacia;
- usare il falso limite dei 5.000 euro per un’attività abituale;
- trasformare un rapporto di lavoro sostanzialmente subordinato in una semplice fatturazione;
- considerare ogni prestazione automaticamente esente IVA.
Checklist prima di aprire la Partita IVA da farmacista
- verificare abilitazione e iscrizione all’Albo;
- definire con precisione le prestazioni che saranno fatturate;
- scegliere il codice ATECO 2025 coerente con l’attività, valutando 74.99.99 o 86.99.09 quando appropriati;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- verificare la posizione ENPAF e la quota applicabile;
- considerare la quota intera 2026 di 5.430 euro come riferimento per l’attività professionale autonoma ordinaria;
- valutare requisiti del regime forfettario e coefficiente del 78%;
- impostare fatturazione elettronica, PEC e assicurazione;
- definire contrattualmente l’autonomia della collaborazione;
- verificare eventuali incompatibilità o cause ostative in presenza di lavoro dipendente.
Domande frequenti sulla Partita IVA del farmacista
Qual è il codice ATECO?
Non esiste un codice specifico. ENPAF riconosce in via presuntiva, nella classificazione 2025, soprattutto 74.99.99 e 86.99.09; la scelta dipende dalla prestazione concreta.
Serve l’Albo?
Sì. Il farmacista è una professione sanitaria regolamentata.
Quale previdenza?
ENPAF. L’iscrizione all’Albo comporta l’iscrizione automatica all’Ente.
Quanto costa ENPAF nel 2026?
La quota intera è 5.430 euro complessivi: 5.388 di previdenza, 31 di assistenza e 11 di maternità.
Qual è il coefficiente forfettario?
Normalmente 78% per i codici professionali 74.99.99 e 86.99.09, da verificare sul codice effettivamente utilizzato.
Partita IVA farmacista nel 2026: cosa verificare prima di iniziare
La sequenza più sicura è attività effettiva → ATECO 2025 → Albo → Partita IVA → ENPAF → regime fiscale → contratto e fatturazione. Il farmacista freelance non va confuso con il titolare di un esercizio commerciale: il punto centrale è la prestazione professionale personale, con autonomia reale e con un codice ATECO coerente con ciò che viene concretamente svolto.
Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.