Aprire un negozio di abbigliamento per bambini e neonati con Partita IVA nel 2026 richiede un codice ATECO distinto da quello del normale negozio per adulti. ATECO 2025 prevede 47.71.20 – Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento per neonati e bambini.
Il codice è adatto a un punto vendita specializzato in capi nuovi per neonati e bambini. Calzature, biancheria intima, giocattoli, articoli per l’infanzia e prodotti usati possono invece richiedere classificazioni diverse, anche quando vengono venduti nello stesso negozio.
Qual è il codice ATECO di un negozio di abbigliamento bambini nel 2026?
Il riferimento ufficiale è 47.71.20 – Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento per neonati e bambini. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 distinguono questa attività dalla vendita di abbigliamento per adulti.
Abbigliamento adulti e bambini usano lo stesso codice?
No. Per gli adulti ATECO 2025 prevede 47.71.10, mentre per neonati e bambini usa 47.71.20. Un negozio che tratta entrambe le categorie in modo rilevante deve individuare l’attività prevalente e valutare un eventuale codice secondario.
Per il commercio rivolto agli adulti puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio di abbigliamento.
L’intimo per bambini rientra nel 47.71.20?
No. ATECO 2025 prevede 47.71.30 per il commercio al dettaglio di articoli di biancheria intima e specifica che la voce comprende adulti, neonati e bambini. Se l’intimo è una linea autonoma del negozio bisogna quindi considerare questa classificazione.
Il tema è approfondito nella guida sulla Partita IVA per un negozio di intimo e lingerie.
Le scarpe per bambini usano 47.71.20?
No. ATECO 2025 separa le calzature dall’abbigliamento. Per il commercio al dettaglio di calzature per neonati e bambini il riferimento è 47.72.12.
Se scarpe e capi sono entrambe linee rilevanti, bisogna verificare prevalenza ed eventuale codice secondario. Per il quadro generale puoi consultare la guida sul negozio di calzature.
Giocattoli e abbigliamento bambini hanno lo stesso ATECO?
No. I giocattoli appartengono a una categoria commerciale diversa dall’abbigliamento. Un baby store che vende capi, giochi e altri articoli per l’infanzia non deve quindi usare 47.71.20 come codice universale per tutto l’assortimento.
Passeggini, seggiolini e articoli per l’infanzia rientrano nel 47.71.20?
Non automaticamente. Il 47.71.20 riguarda gli articoli di abbigliamento per neonati e bambini. Passeggini, seggiolini, culle, articoli per la pappa o altri prodotti di puericultura devono essere classificati in base alla loro natura e all’attività effettivamente svolta.
Come si gestisce un baby store con più categorie?
Se il negozio vende stabilmente abbigliamento, calzature, intimo, giocattoli e altri articoli, bisogna individuare la linea prevalente e valutare codici secondari per le attività economicamente autonome. Non è corretto scegliere un solo codice sulla base del pubblico destinatario.
La gestione è approfondita nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Vendere abbigliamento bambini usato cambia l’inquadramento?
Sì. ATECO 2025 distingue il commercio di abbigliamento di seconda mano dalla vendita di capi nuovi. Inoltre la compravendita professionale di beni usati può richiedere la verifica del regime IVA del margine quando ne ricorrono le condizioni.
Per il second hand puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio dell’usato.
Come si apre un negozio di abbigliamento per bambini?
La normale attività viene avviata come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica, che coordina gli adempimenti verso Registro Imprese, Agenzia delle Entrate e INPS.
Il portale Registro Imprese descrive ComUnica come la procedura telematica per l’avvio dell’impresa individuale. Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire il negozio?
Per un normale esercizio di vicinato in sede fissa l’avvio passa generalmente attraverso la SCIA al SUAP, ferme restando le regole locali su superficie, destinazione del locale e modalità di esercizio. Il portale Impresa in un Giorno ricorda che per gli esercizi di vicinato la SCIA può essere trasmessa contestualmente alla Comunicazione Unica nei casi previsti.
Quale INPS paga il titolare?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività commerciale viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Il negozio può usare il regime forfettario?
Sì, se il titolare è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività commerciale il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il commerciante in regime forfettario che possiede i requisiti può aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione.
Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere abbigliamento bambini online cambia il codice?
Con ATECO 2025 il canale online non sostituisce la classificazione basata sui prodotti venduti. Un e-commerce specializzato in capi per neonati e bambini deve quindi classificare l’attività sulla base dell’assortimento reale.
Per SCIA, diritto di recesso, vendite UE e altri aspetti del commercio elettronico puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un negozio per bambini?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, arredi, espositori, camerini, illuminazione, primo assortimento, software gestionale, sistemi di pagamento, packaging, assicurazioni ed eventuale e-commerce.
Taglie, stagionalità, frequente ricambio delle collezioni e ampiezza dell’assortimento possono aumentare il capitale immobilizzato nel magazzino. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la convenienza va valutata sulla marginalità effettiva.
Checklist prima di aprire un negozio di abbigliamento bambini
- Usare 47.71.20 per il vero commercio al dettaglio di abbigliamento per neonati e bambini.
- Separare l’abbigliamento per adulti 47.71.10.
- Separare l’intimo 47.71.30.
- Valutare 47.72.12 per le calzature di neonati e bambini.
- Non trattare giocattoli e puericultura come semplice abbigliamento.
- Valutare codici secondari quando l’assortimento comprende attività autonome.
- Distinguere i capi usati dai prodotti nuovi.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e gestire la SCIA quando prevista.
- Impostare la Gestione Commercianti INPS.
- Valutare forfettario e riduzione INPS del 35% quando spettanti.
Domande frequenti sulla Partita IVA per abbigliamento bambini
Qual è il codice ATECO?
ATECO 2025 prevede 47.71.20 per il commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento per neonati e bambini.
Le scarpe per bambini usano lo stesso codice?
No. Per le calzature di neonati e bambini il riferimento è 47.72.12.
L’intimo bambini usa 47.71.20?
No. La biancheria intima, anche per bambini, è classificata in 47.71.30.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per la normale attività commerciale è 40%, se il contribuente possiede tutti i requisiti del regime.
Partita IVA negozio bambini nel 2026: cosa verificare
Il punto decisivo è distinguere abbigliamento, intimo, calzature, giocattoli, puericultura e usato. Il fatto che tutti i prodotti siano destinati ai bambini non significa che abbiano lo stesso codice ATECO.
Definiti assortimento, attività prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, SCIA, INPS e regime fiscale, il negozio può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.