Aprire un negozio di borse e pelletteria con Partita IVA nel 2026 richiede di distinguere la vendita di articoli in pelle e da viaggio dalla vendita di calzature, abbigliamento in pelle e dalla produzione artigianale. ATECO 2025 prevede il codice 47.72.20 – Commercio al dettaglio di articoli in pelle e articoli da viaggio.
Il codice è adatto a un punto vendita specializzato che vende, ad esempio, borse, valigie, portafogli e altri articoli in pelle o materiali simili. Se però l’attività produce direttamente gli articoli, vende soprattutto scarpe oppure tratta capi di abbigliamento in pelle, l’inquadramento cambia.
Per scegliere il format commerciale, organizzare assortimento, fornitori, controlli di autenticità, magazzino, prezzi e margini consulta la guida operativa su come aprire un negozio di borse e pelletteria. Questa pagina approfondisce invece ATECO, adempimenti e regime fiscale.
Qual è il codice ATECO di un negozio di borse e pelletteria nel 2026?
Il riferimento ufficiale è 47.72.20 – Commercio al dettaglio di articoli in pelle e articoli da viaggio. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono il commercio al dettaglio di articoli in pelle e di articoli da viaggio in pelle e materiali simili.
Borse, valigie e portafogli rientrano nel 47.72.20?
Sì, quando l’attività consiste nella normale vendita al dettaglio di articoli in pelle e da viaggio. Rientrano quindi nel perimetro tipico del codice borse, valigie, portafogli, porta documenti e altri articoli analoghi, purché l’attività reale resti quella commerciale.
Se il negozio tratta anche prodotti appartenenti ad altre categorie in modo rilevante, bisogna verificare l’attività prevalente e l’eventuale necessità di codici secondari.
Borse e scarpe usano lo stesso codice ATECO?
No. ATECO 2025 separa il commercio di calzature dal commercio di articoli in pelle e da viaggio. Per le calzature per adulti il riferimento è 47.72.11, mentre per neonati e bambini è 47.72.12.
Se il negozio vende stabilmente sia scarpe sia borse bisogna individuare l’attività prevalente e valutare il codice secondario. Per la parte calzature puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio di calzature.
Abbigliamento in pelle e pelletteria sono la stessa attività?
No. Giacche, pantaloni e altri capi di abbigliamento in pelle appartengono alla classificazione del commercio di abbigliamento, non al 47.72.20. Un negozio che vende prevalentemente capi deve quindi essere classificato in base a quella attività.
Per questo caso è disponibile la guida sulla Partita IVA per un negozio di abbigliamento.
Vendere cinture e piccoli accessori in pelle rientra nel 47.72.20?
Può rientrare quando gli articoli in pelle costituiscono parte coerente dell’assortimento del negozio. Se però l’attività è orientata soprattutto ad accessori per abbigliamento non riconducibili alla pelletteria, bisogna verificare il codice specifico del prodotto prevalente.
Produrre borse artigianali è la stessa attività della rivendita?
No. Chi acquista prodotti finiti e li rivende svolge commercio. Chi invece realizza direttamente borse, portafogli o altri articoli svolge una vera attività produttiva, che deve essere classificata nel settore manifatturiero in base al materiale e al processo effettivamente utilizzato.
La vendita diretta dei prodotti realizzati nel proprio laboratorio non trasforma automaticamente il produttore in semplice commerciante. Se produzione e rivendita di articoli acquistati da terzi convivono stabilmente, bisogna valutare attività prevalente e codici secondari.
Come si gestiscono più codici ATECO?
Se l’impresa vende borse, calzature, abbigliamento e altri accessori con linee economicamente rilevanti, può essere necessario affiancare più codici. L’attività prevalente deve rappresentare quella principale realmente svolta.
La gestione è approfondita nella guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
Borse usate e nuove hanno lo stesso trattamento IVA?
Non necessariamente. La vendita di articoli nuovi segue le normali regole IVA dell’attività commerciale. La compravendita professionale di beni usati può invece richiedere la verifica del regime IVA del margine quando ne ricorrono le condizioni.
Per la gestione dell’usato puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio dell’usato.
Come si apre un negozio di borse e pelletteria?
La normale attività viene avviata come impresa commerciale. Per una ditta individuale l’apertura passa generalmente attraverso la Comunicazione Unica, che coordina gli adempimenti verso Registro Imprese, Agenzia delle Entrate e INPS.
Il Registro Imprese descrive ComUnica come la procedura telematica utilizzata per gli adempimenti di avvio dell’impresa individuale. Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire il negozio?
Per il commercio al dettaglio in sede fissa devono essere verificati gli adempimenti previsti dal Comune e dal SUAP competente. In base a locale, superficie e modalità di esercizio può essere necessaria la SCIA commerciale e devono essere rispettati i requisiti urbanistici, edilizi e di sicurezza applicabili.
Quale INPS paga il titolare?
Il titolare che esercita personalmente e abitualmente la normale attività di vendita viene generalmente inquadrato nella Gestione Commercianti INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti l’aliquota ordinaria al 24,48%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro.
Sul reddito superiore al minimale il 24,48% si applica fino alla prima fascia di 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota sale al 25,48%, entro il massimale applicabile. Il quadro completo è nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
La produzione artigianale può cambiare la gestione INPS?
Sì. Se il titolare produce personalmente borse o articoli di pelletteria con una vera organizzazione artigiana, l’inquadramento previdenziale può essere diverso dalla semplice rivendita commerciale. Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Artigiani è del 24% e il contributo ordinario annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro.
Il negozio può usare il regime forfettario?
Sì, se il titolare è una persona fisica, rispetta i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per la normale attività commerciale il coefficiente di redditività è 40%.
Con 10.000 euro di ricavi commerciali il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 4.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili. I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il commerciante in regime forfettario che possiede i requisiti può aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione contributiva del 35%. Per una nuova attività nel 2026 la richiesta deve essere gestita secondo le procedure INPS con tempestività dopo l’iscrizione.
Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Vendere borse online cambia il codice ATECO?
Con ATECO 2025 il canale di vendita online non sostituisce la classificazione basata sui prodotti effettivamente venduti. Un’impresa che vende online borse e articoli da viaggio deve quindi classificare l’attività in base all’assortimento reale, non usare automaticamente un vecchio codice e-commerce generico.
Per SCIA, vendite UE, diritto di recesso e altri aspetti del commercio elettronico puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quanto costa aprire un negozio di borse?
I costi possono comprendere affitto e cauzione, arredi, espositori, illuminazione, primo assortimento, software gestionale, sistemi di pagamento, assicurazioni, packaging ed eventuale e-commerce.
Nel commercio di pelletteria il capitale immobilizzato nel magazzino può essere significativo, soprattutto se si trattano più marchi, collezioni stagionali o prodotti di fascia alta. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi la convenienza va valutata sulla marginalità effettiva.
Checklist prima di aprire un negozio di borse e pelletteria
- Usare 47.72.20 per il vero commercio al dettaglio di articoli in pelle e da viaggio.
- Separare le calzature per adulti 47.72.11 e per bambini 47.72.12.
- Distinguere l’abbigliamento in pelle dal commercio di pelletteria.
- Verificare produzione artigianale e semplice rivendita come attività diverse.
- Valutare codici secondari se l’assortimento comprende linee autonome.
- Verificare il regime del margine in presenza di beni usati.
- Aprire l’impresa tramite ComUnica e gestire la SCIA quando prevista.
- Impostare correttamente la Gestione Commercianti o Artigiani.
- Valutare regime forfettario e riduzione INPS del 35% quando spettanti.
- Classificare correttamente anche la vendita online in base ai prodotti.
Domande frequenti sulla Partita IVA per borse e pelletteria
Qual è il codice ATECO?
Per il commercio al dettaglio di articoli in pelle e articoli da viaggio ATECO 2025 prevede 47.72.20.
Borse e scarpe hanno lo stesso codice?
No. Le calzature hanno codici specifici 47.72.11 e 47.72.12.
Quale INPS paga il negoziante?
La normale attività commerciale comporta generalmente la Gestione Commercianti quando ricorrono i requisiti.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per la normale attività commerciale è 40%, se il contribuente possiede tutti i requisiti del regime.
Partita IVA negozio di borse nel 2026: cosa verificare
Il punto decisivo è distinguere pelletteria, calzature, abbigliamento, produzione propria e usato. Sono attività commercialmente vicine, ma non coincidono nella classificazione ATECO e possono avere regole fiscali o previdenziali differenti.
Definiti assortimento, attività prevalente, eventuali codici secondari, ComUnica, SCIA, INPS e regime fiscale, il negozio può partire con un inquadramento coerente. Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.