La Partita IVA del tecnico audiometrista serve quando la professione sanitaria viene esercitata autonomamente in modo abituale. Nel 2026 il riferimento ATECO 2025 è 86.99.09 — Altre attività varie per la salute umana n.c.a., come indicato dalla FNO TSRM e PSTRP nella tabella ATECO 2025; per esercitare occorrono inoltre titolo abilitante e iscrizione all’Albo dei Tecnici audiometristi presso l’Ordine TSRM e PSTRP.
Il tecnico audiometrista può lavorare come dipendente oppure in regime libero-professionale. Quando opera con Partita IVA deve coordinare correttamente profilo professionale, prescrizione medica quando prevista, previdenza, regime fiscale, fatturazione sanitaria e Sistema Tessera Sanitaria.
Qual è il codice ATECO del tecnico audiometrista nel 2026?
La tabella elaborata nell’ambito della revisione ATECO 2025 per le professioni afferenti alla FNO TSRM e PSTRP indica per il tecnico audiometrista il codice 86.99.09. Si tratta della sottocategoria “Altre attività varie per la salute umana n.c.a.”.
Lo stesso codice può essere utilizzato da altre professioni sanitarie, ma questo non rende le attività equivalenti. Il codice deve descrivere l’attività economica, mentre competenze e responsabilità restano quelle della professione sanitaria esercitata. Per il criterio generale puoi consultare come scegliere il codice ATECO.
Chi è il tecnico audiometrista?
Il D.M. 14 settembre 1994, n. 667 individua il tecnico audiometrista come operatore sanitario che svolge attività di prevenzione, valutazione e riabilitazione delle patologie del sistema uditivo e vestibolare, nel rispetto delle competenze diagnostico-terapeutiche del medico.
Il profilo comprende l’esecuzione di prove non invasive, psico-acustiche ed elettrofisiologiche di valutazione e misura del sistema uditivo e vestibolare, oltre alla riabilitazione dell’handicap conseguente alle relative patologie.
Tecnico audiometrista e tecnico audioprotesista sono la stessa professione?
No. Sono due professioni sanitarie distinte. Il tecnico audiometrista si occupa della valutazione funzionale uditiva e vestibolare e delle attività previste dal proprio profilo; il tecnico audioprotesista ha invece un profilo specifico legato alla fornitura, adattamento e controllo degli ausili protesici uditivi.
La vicinanza del settore non consente di usare le due denominazioni come sinonimi. Anche nell’apertura della Partita IVA vanno rispettati titolo, Albo e perimetro professionale effettivamente posseduti.
Il tecnico audiometrista può fare diagnosi medica?
Il profilo professionale opera nel rispetto delle attribuzioni diagnostico-terapeutiche del medico. Il D.M. 667/1994 stabilisce inoltre che il tecnico audiometrista opera su prescrizione del medico mediante atti professionali che implicano responsabilità e autonomia.
Il professionista esegue quindi le prove e le attività tecniche proprie del profilo senza sovrapporsi alla diagnosi medica o alla prescrizione terapeutica riservata al medico.
Serve la laurea e l’iscrizione all’Albo?
Sì. Il tecnico audiometrista è una professione sanitaria tecnico-diagnostica. Per esercitare servono il titolo abilitante previsto dall’ordinamento e l’iscrizione al relativo Albo presso l’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente.
La FNO TSRM e PSTRP mantiene una Commissione di albo nazionale specifica per i Tecnici audiometristi. Chi ha conseguito il titolo all’estero deve inoltre ottenere il riconoscimento previsto dal Ministero della Salute.
Quando il tecnico audiometrista deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta con abitualità. Può accadere, per esempio, quando il professionista collabora stabilmente con studi ORL, poliambulatori, centri sanitari o altre strutture e fattura periodicamente le prestazioni.
Il D.M. 667/1994 prevede espressamente che il tecnico audiometrista possa svolgere la propria attività in strutture sanitarie pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale. Il percorso fiscale generale è spiegato nella guida su come aprire Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro può lavorare senza Partita IVA?
Non esiste una soglia di 5.000 euro che renda automaticamente occasionale il lavoro. Se l’attività professionale è continuativa e organizzata, la Partita IVA può essere necessaria anche con compensi inferiori.
I 5.000 euro possono avere rilievo in altri ambiti previdenziali per prestazioni realmente occasionali, ma non costituiscono un’esenzione generale dall’apertura della Partita IVA.
Il tecnico audiometrista è professionista o impresa?
Quando esercita personalmente la professione sanitaria, il tecnico audiometrista opera normalmente come libero professionista. La presenza di strumentazione audiometrica o il fatto di lavorare in uno studio non trasforma da sola l’attività in impresa commerciale.
Se si affiancano attività commerciali autonome o si organizza una struttura imprenditoriale distinta, l’inquadramento deve essere rivalutato separatamente.
Serve la Camera di Commercio?
Per il solo esercizio personale della professione sanitaria, il libero professionista non è normalmente tenuto all’iscrizione al Registro Imprese. L’apertura della Partita IVA non comporta quindi automaticamente diritto camerale e Comunicazione Unica.
L’obbligo può cambiare se viene avviata una distinta attività commerciale o imprenditoriale.
Quale INPS paga il tecnico audiometrista?
Il tecnico audiometrista non dispone di una Cassa previdenziale autonoma di categoria. Il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria si iscrive quindi normalmente alla Gestione Separata INPS.
Per il 2026 la circolare INPS n. 8/2026 indica un’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, nei casi in cui la Gestione Separata resti dovuta, l’aliquota è del 24%. Il quadro completo è nella guida alla Gestione Separata INPS 2026.
Ci sono contributi INPS fissi minimi?
No. La Gestione Separata dei professionisti calcola i contributi sul reddito e non prevede il contributo fisso minimale tipico delle gestioni Artigiani e Commercianti.
Il minimale di reddito comunicato annualmente dall’INPS rileva però ai fini dell’accredito dell’intero anno contributivo. Nel 2026 è pari a 18.808 euro.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No. Il professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare al cliente una rivalsa del 4%, ma si tratta di una facoltà. L’obbligo contributivo rimane in capo al professionista.
La rivalsa incassata concorre normalmente ai compensi e va quindi considerata anche nel controllo delle soglie del regime forfettario.
Il tecnico audiometrista può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. La soglia ordinaria del regime è pari a 85.000 euro di ricavi o compensi, fermo il meccanismo di uscita previsto dalla legge.
Vanno controllati anche eventuali redditi di lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con ex datori di lavoro. Trovi il quadro nei requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per le attività professionali sanitarie ricondotte al gruppo di riferimento, nel periodo transitorio legato ad ATECO 2025 continua ad applicarsi il coefficiente di redditività del 78%. Il D.Lgs. 81/2025 ha mantenuto temporaneamente i coefficienti previsti dall’Allegato 4 della legge 190/2014 tramite la corrispondenza con la precedente classificazione.
Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi 31.200 euro. Puoi approfondire il coefficiente di redditività nel forfettario.
Esempio di tasse e contributi per un tecnico audiometrista forfettario
Supponiamo 40.000 euro di compensi annui, coefficiente del 78% e nessun’altra copertura previdenziale obbligatoria. Il reddito forfettario iniziale è 31.200 euro. Applicando in modo semplificato il 26,07% si ottengono circa 8.134 euro di contributi previdenziali.
Se tali contributi fossero interamente deducibili nell’anno, la base per l’imposta sostitutiva sarebbe circa 23.066 euro: l’imposta al 15% sarebbe circa 3.460 euro; al 5%, se spettante, circa 1.153 euro. L’esempio è orientativo e il calcolo reale dipende da versamenti, acconti e situazione personale.
Le prestazioni del tecnico audiometrista sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie possono rientrare nell’esenzione dell’articolo 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972 quando ne ricorrono i presupposti.
Per il tecnico audiometrista conta la natura concreta della prestazione. L’eventuale presenza di attività non sanitarie o commerciali va analizzata separatamente e non può essere considerata automaticamente esente.
Il tecnico audiometrista deve inviare le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le prestazioni sanitarie soggette all’obbligo. L’Agenzia delle Entrate include espressamente i tecnici audiometristi tra i professionisti che trasmettono le spese sanitarie rese alle persone fisiche ai fini della dichiarazione precompilata.
Vanno gestiti correttamente dati dell’assistito, documento fiscale, modalità di pagamento e eventuale opposizione all’utilizzo dei dati.
Il tecnico audiometrista emette fattura elettronica al paziente?
Per le fatture sanitarie verso consumatori finali interessate dalla disciplina del Sistema Tessera Sanitaria si applica il divieto di emissione tramite Sistema di Interscambio, reso strutturale dal D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81.
Per fatture verso strutture, società o altri committenti, oppure per operazioni non sanitarie, la disciplina può essere diversa. La guida sulla fatturazione elettronica aiuta a distinguere i casi generali.
Può lavorare con più studi e strutture?
Sì. Il professionista può collaborare con più studi ORL, poliambulatori, ospedali privati e strutture sanitarie, purché i rapporti siano realmente autonomi e coerenti con la forma contrattuale adottata.
Le modalità di utilizzo delle apparecchiature, gli orari, la gestione dei dati sanitari e la responsabilità delle singole prestazioni devono essere definiti chiaramente.
Può aprire un proprio studio?
Occorre distinguere lo studio professionale personale da una struttura sanitaria organizzata come ambulatorio o poliambulatorio. Autorizzazioni, requisiti dei locali e comunicazioni possono dipendere dalla normativa regionale e dal modello concreto di attività.
Prima di acquistare apparecchiature o prendere locali in locazione è opportuno verificare i requisiti con Regione, ASL e SUAP competenti.
Può vendere apparecchi acustici?
La vendita e l’adattamento protesico non coincidono automaticamente con la professione del tecnico audiometrista. Il tecnico audioprotesista possiede un diverso profilo professionale specificamente collegato agli ausili protesici uditivi.
Se alla professione sanitaria audiometrica si vuole affiancare una vera attività commerciale, vanno verificati titolo, attività effettiva, codice ATECO, Registro Imprese, previdenza e autorizzazioni. La guida sul codice ATECO prevalente e secondario spiega il criterio fiscale generale.
Quanto costa aprire Partita IVA come tecnico audiometrista?
L’apertura fiscale della Partita IVA del libero professionista non comporta di per sé un diritto camerale. I costi reali possono comprendere quota dell’Ordine, assicurazione professionale, commercialista, software, ECM, strumentazione audiometrica, calibrazioni e manutenzione, affitto dello studio, privacy, POS e gestione del Sistema TS.
Chi lavora esclusivamente con apparecchiature messe a disposizione da strutture di terzi può sostenere costi iniziali molto più contenuti.
Quali professioni sono vicine ma diverse?
Per settore e inquadramento fiscale, il tecnico audiometrista può avere punti di contatto con altre professioni sanitarie, ma i profili restano distinti. Puoi confrontare la Partita IVA dell’ortottista, che lavora nell’area visiva, e la Partita IVA del logopedista, che può intervenire anche nei percorsi riabilitativi collegati alla comunicazione.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo dei Tecnici audiometristi;
- definire le prestazioni effettivamente svolte;
- utilizzare ATECO 2025 86.99.09 per l’attività professionale;
- aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale;
- iscriversi alla Gestione Separata INPS quando dovuta;
- valutare forfettario o regime ordinario;
- gestire correttamente prescrizione e documentazione sanitaria;
- attivare gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria;
- impostare correttamente fatturazione e IVA;
- verificare assicurazione, ECM, privacy, strumenti e requisiti dei locali.
Domande frequenti sulla Partita IVA del tecnico audiometrista
Qual è il codice ATECO?
Per ATECO 2025 il riferimento indicato per il tecnico audiometrista è 86.99.09.
Serve l’Albo?
Sì. È una professione sanitaria regolamentata e richiede l’iscrizione al relativo Albo.
Quale INPS si applica?
In assenza di altra previdenza obbligatoria, normalmente Gestione Separata INPS con aliquota 2026 del 26,07%.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio il coefficiente applicabile è del 78%.
Deve trasmettere al Sistema TS?
Sì, per le spese sanitarie soggette all’obbligo di comunicazione.
Partita IVA tecnico audiometrista nel 2026: cosa verificare
Per iniziare correttamente bisogna coordinare titolo e Albo, ATECO 86.99.09, Partita IVA, Gestione Separata, regime fiscale, natura sanitaria delle prestazioni e Sistema TS. Se si aggiungono attività commerciali o si organizza una struttura sanitaria autonoma, gli adempimenti vanno rivalutati.
Le altre guide dedicate alle singole attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.