La Partita IVA per social media manager nel 2026 richiede di scegliere il codice ATECO in base ai servizi realmente svolti. Non esiste infatti un codice denominato semplicemente “social media manager”: chi progetta strategie e campagne social può essere coerente con ATECO 73.11.01, mentre chi gestisce operativamente campagne e svolge consulenza marketing può dover valutare 73.11.02.
Quando un social media manager deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA deve essere valutata quando l’attività viene esercitata in modo abituale e professionale, per esempio gestendo stabilmente profili social, strategie, calendari editoriali o campagne per uno o più clienti.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro sotto la quale un’attività abituale possa essere esercitata automaticamente senza Partita IVA. I 5.000 euro riguardano specifici aspetti previdenziali del lavoro autonomo occasionale e non rappresentano la soglia generale per l’apertura della posizione IVA.
Bisogna quindi valutare soprattutto continuità, organizzazione e modalità con cui viene svolta l’attività, non soltanto l’importo incassato.
Qual è il codice ATECO 2025 del social media manager?
ATECO 2025 non contiene una voce chiamata “social media manager”. La scelta deve essere fatta partendo dall’attività prevalente.
I due codici da verificare più frequentemente sono:
- 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie;
- 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.
Non sono intercambiabili per semplice convenienza: bisogna capire se il lavoro consiste prevalentemente nell’ideazione e pianificazione della comunicazione oppure nella gestione operativa e nella consulenza di marketing.
La fonte ufficiale è la classificazione ATECO 2025 dell’Istat. Per il metodo generale consulta anche come scegliere il codice ATECO.
Quando usare ATECO 73.11.01?
Il codice 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie può essere coerente quando l’attività del social media manager riguarda soprattutto la parte strategica e creativa.
Le note ufficiali ATECO 2025 comprendono espressamente nella voce 73.11.01:
- pianificazione e organizzazione di campagne pubblicitarie e di marketing;
- ideazione e sviluppo dei messaggi pubblicitari;
- servizi creativi;
- produzione di materiale pubblicitario nell’ambito del servizio;
- pianificazione di campagne di social media marketing.
Può quindi essere una scelta coerente per chi progetta strategie social, concept, campagne, messaggi e pianificazione della comunicazione digitale per conto dei clienti.
Quando valutare ATECO 73.11.02?
Il codice 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari deve invece essere valutato quando prevalgono la gestione operativa delle campagne e i servizi di marketing.
Secondo le note Istat comprende, tra l’altro:
- gestione dell’andamento di campagne pubblicitarie;
- conduzione di campagne di marketing;
- promozione di prodotti;
- attività promozionali finalizzate alla fidelizzazione;
- consulenza di marketing.
Un social media manager che riceve una strategia già definita e svolge soprattutto gestione, monitoraggio, promozione e consulenza operativa può quindi avere un’attività più vicina a 73.11.02 che a 73.11.01.
73.11.01 o 73.11.02: come scegliere?
Il modo più corretto è partire dai servizi che generano prevalentemente i compensi.
| Attività prevalente | ATECO da verificare |
|---|---|
| Strategia, ideazione, pianificazione di campagne social e messaggi pubblicitari | 73.11.01 |
| Gestione operativa delle campagne e consulenza marketing | 73.11.02 |
| Attività mista | Verificare attività prevalente ed eventuale codice secondario |
Il titolo professionale usato su LinkedIn, sul sito o nei contratti non decide da solo il codice ATECO.
Se vengono svolte stabilmente più attività differenti, può essere necessario verificare un codice prevalente e uno o più codici secondari. Consulta codice ATECO prevalente e secondario.
Se creo anche post, video e grafiche serve un altro codice ATECO?
Non automaticamente. La produzione di contenuti può essere parte del servizio pubblicitario o di gestione social senza diventare necessariamente una seconda attività autonoma.
Lo stesso ATECO 73.11.01 comprende, nell’ambito della fornitura di servizi pubblicitari, anche servizi creativi e produzione di materiale pubblicitario.
Il problema cambia quando fotografia, grafica, produzione video, copywriting o creazione di contenuti vengono venduti stabilmente come servizi autonomi e rilevanti rispetto alla gestione social. In quel caso bisogna verificare se l’attività aggiuntiva richieda un codice specifico.
Consulta come aggiungere un codice ATECO.
Social media manager e influencer sono la stessa attività?
No. ATECO 2025 distingue espressamente l’attività di influencer marketing.
Il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing riguarda le attività pubblicitarie basate sul coinvolgimento di influencer e gli influencer marketer che conducono campagne di influencer marketing.
L’Istat distingue inoltre queste attività dalla pianificazione di campagne di social media marketing, che rinvia a 73.11.01.
Essere social media manager per aziende e gestire la propria attività personale da creator o influencer sono quindi fattispecie che non devono essere confuse.
Il social media manager è libero professionista o impresa?
Chi svolge personalmente consulenza, strategia e gestione social per i clienti può normalmente operare come libero professionista.
Il semplice utilizzo di un codice appartenente alle attività pubblicitarie non significa però che l’inquadramento giuridico e previdenziale possa essere deciso automaticamente dal codice ATECO.
Se l’attività assume una vera organizzazione imprenditoriale, con caratteristiche differenti dalla prestazione personale professionale, bisogna rivalutare il corretto inquadramento.
Consulta libero professionista o ditta individuale.
Deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Un social media manager che esercita effettivamente come libero professionista non deve essere automaticamente iscritto al Registro Imprese o alla Camera di Commercio.
Non vanno quindi aggiunti indiscriminatamente diritto camerale, Comunicazione Unica e contribuzione Artigiani o Commercianti a qualsiasi professionista che gestisce social network.
Se invece il modello concreto dell’attività ha natura d’impresa, l’inquadramento deve essere verificato nuovamente.
Come si apre la Partita IVA da social media manager?
Quando opera come libero professionista, il social media manager può effettuare l’apertura tramite il modello AA9/12.
Prima dell’invio bisogna aver definito almeno:
- attività effettivamente svolta;
- codice ATECO prevalente;
- eventuali attività secondarie;
- data di inizio;
- regime fiscale;
- inquadramento previdenziale.
La sola attribuzione della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non comporta una tassa di apertura quando la pratica viene eseguita autonomamente.
Consulta come aprire Partita IVA da libero professionista e modello AA9/12.
Può utilizzare il regime forfettario?
Sì, quando sono rispettati tutti i requisiti e non ricorrono cause ostative.
Il fatto di essere social media manager non dà automaticamente diritto al regime agevolato: occorre verificare la situazione fiscale personale.
Consulta requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per le attività del gruppo pubblicità riconducibili ai codici 73.11.01 e 73.11.02, il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è del 78%.
Nel 2026 si applica la disciplina transitoria prevista dal D.Lgs. 81/2025: fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati sulla base di ATECO 2025 continuano a essere utilizzati i coefficienti dell’Allegato 4 della Legge 190/2014 individuati attraverso il codice corrispondente della precedente classificazione.
Con un coefficiente del 78%, su 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo di partenza è pari a 23.400 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori secondo le regole applicabili.
Consulta coefficiente di redditività nel regime forfettario.
Quanto paga di tasse un social media manager forfettario?
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%.
Può essere ridotta al 5% per il periodo previsto quando sono rispettate tutte le condizioni richieste per una nuova attività.
L’imposta non si applica direttamente all’intero fatturato: il reddito viene prima determinato con il coefficiente di redditività e vengono poi considerati i contributi previdenziali obbligatori deducibili secondo le regole del regime.
Consulta imposta sostitutiva al 5%.
Cosa cambia nel regime ordinario?
Nel regime ordinario il reddito professionale non viene determinato applicando il coefficiente forfettario del 78%.
Si applicano le regole analitiche previste, considerando i componenti positivi e i costi inerenti e documentati nei limiti consentiti. La tassazione segue quindi l’IRPEF e gli ulteriori obblighi fiscali applicabili.
Quanto paga di INPS nel 2026?
Il social media manager che opera come libero professionista e non è soggetto a una Cassa previdenziale autonoma è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS.
La Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 prevede per i professionisti:
- 26,07% per il professionista non pensionato e senza altra previdenza obbligatoria;
- 24% per il professionista pensionato o assicurato presso un’altra forma previdenziale obbligatoria che resta soggetto alla Gestione Separata.
Per il libero professionista in Gestione Separata non esiste un contributo minimo fisso annuale dovuto soltanto perché la Partita IVA è aperta.
Il minimale di reddito INPS di 18.808 euro previsto per il 2026 rileva invece per l’accredito contributivo dell’intero anno.
Consulta Gestione Separata INPS 2026.
Può applicare la rivalsa INPS del 4%?
Il professionista iscritto alla Gestione Separata può applicare nei casi previsti una rivalsa previdenziale del 4% al cliente.
La rivalsa è facoltativa e non trasferisce al cliente l’obbligo contributivo: i contributi restano dovuti dal professionista secondo la propria posizione previdenziale.
Come fattura un social media manager?
Nel 2026 il titolare di Partita IVA rientra nella disciplina generale della fatturazione elettronica per le operazioni che devono essere documentate tramite Sistema di Interscambio.
La fattura deve essere compilata considerando correttamente regime fiscale, IVA o natura dell’operazione, eventuale rivalsa previdenziale e bollo.
Consulta fatturazione elettronica Partita IVA 2026 e come compilare la prima fattura.
Può lavorare con clienti esteri?
Sì. Un social media manager italiano può lavorare con clienti UE ed extra-UE, ma la fatturazione deve essere impostata in base al tipo di cliente, al Paese in cui è stabilito e alle regole di territorialità IVA applicabili al servizio.
Per un cliente estero non è quindi corretto copiare automaticamente la stessa impostazione utilizzata per una fattura a un cliente italiano. In particolare, per le operazioni intra-UE possono essere necessarie verifiche sulla posizione IVA del cliente e sugli adempimenti collegati alle operazioni transfrontaliere.
Quanto costa mantenere la Partita IVA?
I costi principali possono comprendere:
- Gestione Separata INPS;
- imposta sostitutiva oppure IRPEF;
- commercialista o servizio fiscale;
- software di fatturazione;
- strumenti di gestione e analisi dei social network;
- software grafici e servizi digitali;
- eventuali strumenti pubblicitari utilizzati nell’attività.
Per un social media manager effettivamente libero-professionale non vanno invece aggiunti automaticamente contributi fissi Artigiani/Commercianti e diritto camerale.
Consulta costi del libero professionista nel 2026.
Checklist prima di aprire Partita IVA come social media manager
- elenca i servizi che offrirai realmente;
- distingui strategia e ideazione dalla gestione operativa delle campagne;
- verifica se l’attività prevalente corrisponde a 73.11.01 o 73.11.02;
- valuta eventuali attività secondarie solo se realmente autonome e abituali;
- verifica se operi come libero professionista oppure come impresa;
- controlla i requisiti del regime forfettario;
- verifica l’iscrizione alla Gestione Separata INPS;
- stima imposte e contributi;
- predisponi fatturazione elettronica e conservazione;
- verifica separatamente le regole quando lavori con clienti esteri.
Per le altre professioni consulta Partita IVA per professioni e attività.
Domande frequenti sulla Partita IVA del social media manager
73.11.01 è sempre il codice del social media manager?
No. È particolarmente coerente con ideazione e pianificazione delle campagne, comprese quelle di social media marketing. Se prevalgono conduzione delle campagne e consulenza marketing bisogna verificare 73.11.02.
Se creo anche contenuti devo avere per forza un secondo ATECO?
No. Se la produzione di contenuti è parte del servizio pubblicitario o social non nasce automaticamente una seconda attività. Il codice aggiuntivo va valutato quando il servizio ulteriore è realmente autonomo e abituale.
Un social media manager paga contributi INPS fissi?
Se opera come libero professionista iscritto alla Gestione Separata non ha il contributo minimo fisso annuale tipico delle Gestioni Artigiani e Commercianti. Il minimale di reddito INPS rileva invece per l’accredito contributivo completo dell’anno.