La Partita IVA per social media manager serve quando l’attività viene svolta in modo abituale e professionale. Il primo passaggio è scegliere il codice ATECO in base ai servizi realmente offerti: ATECO 2025 distingue tra ideazione e pianificazione delle campagne, gestione operativa e consulenza marketing, mentre l’influencer marketing ha una voce separata.
Per un social media manager che opera come libero professionista, il regime forfettario può essere utilizzato quando sono rispettati i requisiti generali; la previdenza è normalmente la Gestione Separata INPS. Non esiste invece una soglia generale di 5.000 euro sotto la quale un’attività abituale possa essere svolta automaticamente senza Partita IVA.
Quando il social media manager deve aprire la Partita IVA
La Partita IVA va valutata quando gestisci stabilmente profili social, strategie, calendari editoriali, campagne o consulenze per uno o più clienti. Conta soprattutto l’abitualità dell’attività: continuità degli incarichi, organizzazione, promozione dei servizi e presenza sul mercato.
Un incarico davvero isolato può avere natura occasionale, ma la qualifica non dipende soltanto dall’importo incassato. I 5.000 euro sono rilevanti soprattutto ai fini della franchigia previdenziale del lavoro autonomo occasionale e non costituiscono la soglia generale per l’obbligo di Partita IVA.
Per distinguere i due casi vedi prestazione occasionale social media manager.
Qual è il codice ATECO del social media manager?
ATECO 2025 non contiene una voce chiamata “social media manager”. I codici da verificare più spesso sono 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie e 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.
La scelta deve partire dall’attività prevalente. Il titolo professionale usato sul sito, su LinkedIn o nel contratto non decide il codice.
Per il confronto completo consulta codice ATECO social media manager.
Quando usare ATECO 73.11.01
Il 73.11.01 è particolarmente coerente quando il lavoro riguarda strategia, ideazione e pianificazione. Le note ufficiali ISTAT comprendono pianificazione e organizzazione di campagne pubblicitarie e di marketing, servizi creativi, lavoro concettuale sui messaggi e, in modo espresso, la pianificazione di campagne di social media marketing.
Può quindi essere il primo codice da verificare per chi costruisce strategie social, target, messaggi, concept e piani di campagna per i clienti.
Quando valutare ATECO 73.11.02
Il 73.11.02 è invece più vicino alla conduzione e gestione delle campagne. Le note ISTAT comprendono gestione dell’andamento delle campagne pubblicitarie, promozione di prodotti, attività promozionali per la fidelizzazione e consulenza marketing.
Un social media manager che riceve una strategia già definita e si occupa soprattutto di pubblicazione, monitoraggio, ottimizzazione e consulenza operativa può avere un’attività più vicina a questa voce.
Se creo post, grafiche e video serve un altro ATECO?
Non automaticamente. La creazione di copy, visual e materiale pubblicitario può essere parte del servizio principale. ATECO 73.11.01 comprende anche servizi creativi e produzione di materiale pubblicitario nell’ambito della fornitura pubblicitaria.
Un codice aggiuntivo va valutato quando fotografia, produzione video, grafica, copywriting o content creation vengono venduti stabilmente come attività autonome e rilevanti, non quando sono semplici componenti della gestione social.
Social media manager e influencer non sono la stessa attività
ATECO 2025 distingue l’influencer marketing con il codice 73.11.03. Pianificare campagne social per aziende non significa automaticamente svolgere influencer marketing, così come collaborare con creator non trasforma da solo il social media manager in influencer.
Se svolgi anche attività personale da creator o influencer, l’inquadramento va analizzato separatamente. APIVA ha una guida dedicata alla Partita IVA influencer.
Libero professionista o impresa?
Chi svolge personalmente strategia, consulenza e gestione social per i clienti può normalmente operare come libero professionista. Il fatto di utilizzare un codice della pubblicità non comporta automaticamente iscrizione alla Camera di Commercio o Gestione Commercianti.
Se l’attività assume invece una vera organizzazione imprenditoriale, con struttura, mezzi e modalità differenti dalla prestazione personale, bisogna rivalutare l’inquadramento. Approfondimento: libero professionista o ditta individuale.
Come si apre la Partita IVA
Quando opera come libero professionista, il social media manager può aprire la posizione utilizzando il modello AA9/12. Prima dell’invio vanno definiti attività, ATECO prevalente, eventuali codici secondari, data di inizio, regime fiscale e previdenza.
L’attribuzione della Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate non comporta una tassa di apertura se la pratica viene eseguita autonomamente. Se invece l’attività è organizzata come impresa, il percorso può includere ulteriori adempimenti.
Regime forfettario per social media manager
Il social media manager può adottare il forfettario se rispetta tutti i requisiti e non ricade in cause ostative. Per le attività pubblicitarie normalmente riconducibili ai codici 73.11.01 e 73.11.02, il coefficiente utilizzato nel periodo transitorio è del 78%.
Su 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo di partenza è quindi 23.400 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul reddito residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.
Per calcolo delle tasse, ad budget e clienti esteri vedi regime forfettario social media manager.
Quanto paga di INPS
Il social media manager che opera come libero professionista e non è coperto da una Cassa professionale autonoma viene normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota per il professionista non pensionato e senza altra previdenza obbligatoria è del 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra previdenza obbligatoria l’aliquota è normalmente del 24% nei casi previsti.
Per il libero professionista non esiste il contributo minimo fisso annuale tipico di Artigiani e Commercianti. Il minimale di reddito rileva invece per l’accredito contributivo dell’intero anno.
Rivalsa INPS del 4%
Il professionista in Gestione Separata può applicare nei casi previsti una rivalsa del 4% al cliente. La rivalsa è facoltativa e non trasferisce al cliente l’obbligo previdenziale: i contributi restano dovuti dal professionista.
Meta Ads e Google Ads: chi paga il budget?
Se gestisci budget pubblicitari per conto del cliente, contratto e documenti devono chiarire chi acquista il servizio e chi riceve la fattura della piattaforma. Le somme ricevute dal cliente non sono automaticamente escluse dai compensi.
I veri anticipi in nome e per conto del cliente richiedono condizioni specifiche. Se invece acquisti in proprio la pubblicità e poi riaddebiti il costo, il trattamento fiscale può cambiare. Nel forfettario questo punto è particolarmente importante perché i costi non vengono dedotti analiticamente.
Fatture a clienti italiani ed esteri
Il social media manager rientra nella disciplina della fatturazione elettronica. La fattura deve essere coerente con regime fiscale, eventuale rivalsa, natura dell’operazione e bollo quando dovuto.
Con clienti UE o extra-UE vanno inoltre verificate territorialità IVA, eventuale VIES e gli adempimenti previsti per le operazioni transfrontaliere. Anche gli acquisti di servizi da Meta, Google e altri fornitori esteri possono generare obblighi specifici.
Quanto costa gestire la Partita IVA
I costi possono comprendere Gestione Separata INPS, imposta sostitutiva o IRPEF, commercialista, software di fatturazione, strumenti di scheduling e analisi social, software grafici e altri servizi digitali.
Per un social media manager realmente libero-professionale non vanno aggiunti automaticamente diritto camerale e contributi fissi Artigiani/Commercianti.
Se vuoi delegare apertura e gestione fiscale, consulta commercialista per social media manager.
Approfondimenti sul cluster social media manager
- Codice ATECO social media manager: 73.11.01, 73.11.02 e differenza dall’influencer marketing;
- Regime forfettario social media manager: coefficiente 78%, tasse, INPS, ad budget e clienti esteri;
- Prestazione occasionale social media manager: quando puoi lavorare senza Partita IVA e perché i 5.000 euro non sono la soglia IVA;
- Commercialista per social media manager: apertura, gestione, costi e controlli fiscali.
Fonti ufficiali da verificare
Per ATECO 2025 il riferimento è la classificazione ufficiale ISTAT, incluse le note esplicative dei codici 73.11.01, 73.11.02 e 73.11.03.
Per aliquote e regole della Gestione Separata 2026 il riferimento è la Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.
Checklist prima di aprire
- elenca i servizi che offrirai realmente;
- distingui strategia e ideazione dalla gestione operativa;
- verifica 73.11.01 o 73.11.02;
- aggiungi attività secondarie solo se realmente autonome;
- verifica se operi come professionista o impresa;
- controlla i requisiti del forfettario;
- verifica la Gestione Separata INPS;
- stima imposte e contributi;
- definisci come gestire i budget pubblicitari;
- verifica separatamente clienti e piattaforme estere.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del social media manager?
I codici da verificare più spesso sono 73.11.01 per ideazione e pianificazione delle campagne e 73.11.02 per conduzione delle campagne e consulenza marketing.
Posso lavorare senza Partita IVA sotto 5.000 euro?
Non se l’attività è abituale. I 5.000 euro sono soprattutto una franchigia previdenziale del lavoro autonomo occasionale, non la soglia generale per evitare la Partita IVA.
Qual è il coefficiente nel forfettario?
Per le attività pubblicitarie normalmente utilizzate dai social media manager, nel periodo transitorio il coefficiente applicato è del 78%.
Un social media manager paga contributi INPS fissi?
Se opera davvero come libero professionista in Gestione Separata non paga il contributo fisso annuale tipico delle Gestioni Artigiani e Commercianti.
Serve la Camera di Commercio?
Non automaticamente. Per il libero professionista la Camera di Commercio non è dovuta solo perché l’attività rientra nella pubblicità; va verificata la forma concreta dell’attività.